Il nuovo spettacolo della Compagnia Teatro Binario 7 di Monza non ha deluso le aspettative. Dall’8 all’11 maggio, con un’ottima risposta di pubblico, Corrado Accordino ha portato in scena una tagliente riflessione sul ruolo dei libri nella nostra vita, alternando registri diversi: l’ironia, il racconto (quasi) autobiografico, la lettura di pagine scritte di struggente bellezza.
Monza. Italia.
Corrado Accordino non delude le aspettative. Tagliente come sempre, la nuova produzione della Compagnia Teatro Binario 7, scritta e interpretata da Accordino, si incentra sul senso dei libri nella nostra vita. Di capitolo in capitolo (i titoli proiettati sullo sfondo), di musica in musica che sottolinea il finale di ogni monologo, di stagione in stagione della vita, il sagace interprete ci accompagna nella sua e nostra esistenza facendoci ridere e riflettere, talvolta commuovere.
Ci immedesimiamo nel neonato che, con quello che ha a disposizione, rigurgitini, pianto e sorrisi, cerca di comunicare con la sua mamma e di capire quello che la sua amica che parla tanto le suggerisce, letture per lo più, per “prepararlo” al futuro: vuoi non introdurlo alla logica matematica a 19 mesi? Sempre che non sia troppo tardi.
Solidarizziamo con il bambino che non sa se fidarsi del mondo degli affetti (mamma e papà) o di quello di riferimento (la scuola) e allora fa l’equilibrista sperando di non essere beccato ma viene beccato e i genitori convocati: ne scaturisce uno spassoso quanto spietato colloquio con la maestra dove il papà finisce con l’interpretare un cowboy cittadino con sete di sangue e affermazione.

Siamo trascinati in una irresistibile lista di effetti collaterali dei libri, tipo “fanno ingrassare”, “provocano ritardi sul lavoro” o “temporanee paresi cerebrali”.
Ascoltiamo che un libro può rubarci l’anima, ovvero quel sentimento, quell’emozione che pensavamo di avere solo noi scopriamo, tra le pagine di un testo, che lo provano anche altri e allora non è più tanto speciale.
Comprendiamo che non per forza i libri ti cambiano la vita o forse sì, ma tante volte non ti ricordi perché: le storie le hai dimenticate, le parole pure ma ciò che ti rimane è il segno di un’esperienza fatta, senza la quale saresti molto più povero.
Ci addentriamo in un mondo kafkiano dove gli scarafaggi parlano con saggezza e sono nostri amici.
Ma le suggestioni non finiscono qui: gli spettacoli di Corrado Accordino andrebbero visti almeno due volte. Lo stile sobrio, le parole scelte con precisione chirurgica, il ritmo perfetto, con momenti divertentissimi, la gestualità precisa, la regia essenziale, a cura di Valentina Paiano, la costruzione intorno al misterioso Omar Paciock, che scrive pagine di struggente bellezza: tutto è costruito con maestria.

I libri non servono a sparare accompagna lo spettatore (e il lettore) in un viaggio che, dall’ansia di prestazione quasi prenatale, tipica della nostra società porta a destinazione, che – come in ogni viaggio che si rispetti – non è mai una fine, ma un inizio, in cui aprirsi a nuovi incontri, di carne o di carta che siano.
Lo spettacolo chiude la prima edizione di Binario Storie, al Teatro Bianario 7 dall’8 all’11 maggio, con tante iniziative per avvicinare le persone alla letteratura. Consapevoli che chi fa cultura non può chiudersi nel suo orticello ma aprire le porte del teatro a tutte le arti, quelle legate alla parola specialmente.
Nel corso della rassegna si sono organizzati vari eventi, tutti gratuiti: Reti di storie, dibattito su cosa significhi leggere oggi, con Linda Cavadini (docente e autrice), Emanuela Bandini (docente e autrice), Edoardo Scioscia (co-fondatore de Il Libraccio) e Laura Beretta (resposabile sistemi bibiotecari S.B.U. e Brianza Biblioteche);

Le storie che ci riempiono la vita, con l’editor Lodovica Cima;
una mostra sulle illustrazione de Il barone rampante a cura dei ragazzi del Liceo Artistico Gandhi di Besana Brianza;
una passeggiata a teatro con Beatrice Salvioni, nei luoghi dei suoi romanzi La malnata e La malacarne;
la nuova produzione tratta dalla graphic novel di Micol Beltramini Heartbreak Hotel per gli studenti delle scuole secondarie;
laboratori per bambini e per ragazzi.
Photo Elena Borravicchio



