"DONO D'AMORE". LA SACRA FAMIGLIA DI MARIA CALLAS NELLA CASA MUSEO DELLA FONDAZIONE PAOLO E CAROLINA ZANI

“DONO D’AMORE”. LA SACRA FAMIGLIA DI MARIA CALLAS NELLA CASA MUSEO DELLA FONDAZIONE PAOLO E CAROLINA ZANI

Scritto da Giovanni Scotti on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Un appuntamento speciale per i visitatori della Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani. La collezione museale ospita La Sacra Famiglia, dipinta da Giambettino Cignaroli è nota anche come talismano della grande cantante lirica Maria Callas.

Cellatica (BS), Italia.
Da martedì 9 febbraio, per pochissimi mesi, vale dire fino all’11 aprile, nel comune di Cellatica, in provincia di Brescia, previa prenotazione della visita guidata (n. 030/2520479 – sito www.fondazionezani.com) si può ammirare, oltre alle collezioni della Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani (sculture, dipinti, arredi e oggetti d’arte applicata francesi, romani e veneziani del XVII e XVIII secolo), anche, nella nuova sala mostre, la Sacra Famiglia, dipinta da Giambettino Cignaroli (Verona, 1706-1770), formatosi alla scuola di Antonio Balestra e, a seguito del trasferimento a Venezia, sui capolavori dei grandi maestri, da Tiziano al Veronese. Cignaroli fu uno degli artisti più richiesti non solo a Verona, ma in molte altre città, quali, ad esempio, Milano, Brescia, Parma, Ferrara, Bologna e Torino. La sua fama, inoltre, travalicò i confini italiani grazie ad opere destinate all’Elettore di Sassonia, al re di Polonia, alla regina di Spagna e alla zarina di Russia. Oltre ai soggetti religiosi il Cignaroli si distinse anche per opere di soggetto storico come, ad esempio, il Pomponio Secondo riceve gli onori trionfali in Campidoglio, oggi al Museo di Castelvecchio. Nel 1770, lo ricordiamo, Cignaroli eseguì anche il ritratto del tredicenne Wolfgang Amadeus Mozart che, durante una tournée in Italia, suonò anche a Verona.

La Sacra Famiglia, dipinta da Giambettino Cignaroli è nota anche come talismano della cantante lirica Maria Callas (1923-1977)

L’opera, infatti, per il suo valore simbolico, è indissolubilmente legata alla Callas, alla quale fu donata da Giovanni Battista Meneghini l’1 agosto 1947, alla vigilia del suo atteso debutto italiano all’Arena di Verona. Da quel momento Maria Callas e La Sacra Famiglia divennero inseparabili.

La Sacra Famiglia, oggi, lo precisiamo, appartiene alla collezione privata di Ilario Tammasia e Marco Galletti, che, per un breve periodo l’ha prestato alla Casa Museo della Fondazione intitolata a Paolo Zani ed alla figlia Carolina Zani, nata proprio per conservare, tutelare e valorizzare non solo la collezione d’arte della Casa Museo Zani, ma anche il suo scenografico giardino, e riconosciuta come museo nell’ottobre 2020.

L’esposizione dell’olio su tela applicata su tavola (13 x 19 cm) La Sacra Famiglia di Giambettino Cignaroli (Verona, 1706-1770), è stata curata da Massimiliano Capella, direttore della Casa Museo, e da Angelo Loda.

…solo per poche settimane

In occasione della riapertura dei musei, dopo la chiusura imposta dalla pandemia da Covid 19, dunque, la collezione della Casa Museo della Fondazione Paolo e Carolina Zani, si arricchisce, purtroppo solo per poche settimane, di questo piccolo gioiello, La Sacra Famiglia, attribuito al pittore veronese Giambettino Cignaroli (Verona, 1706-1770), coerente, da un punto di vista stilistico, con il corpus pittorico permanente della Casa Museo.

In una scena notturna si delinea uno spazio chiuso sul fondo da un drappo con le figure di Maria col bambino e San Giuseppe in primo piano, accompagnate da due luminosi cherubini.

L’iconografia è quella propria di una Sacra Famiglia, un soggetto assai diffuso anche grazie a piccole immagini per la devozione privata come questa tavola di Cignaroli che replica in miniatura il soggetto di un’altra tela attribuita al suo maestro Antonio Balestra (olio su tela, 76 x 114 cm), che, oggi è conservata all’Eli and & Edythe Broad Art Museum (Michigan State University, East Lansing), e di altri esemplari, attribuiti a Balestra, a Fabrizio Cartolari o allo stesso Cignaroli, tra i quali quello esposto al Museu de Montserrat (olio su tela, 80 x 111 cm) e l’esemplare in collezione privata a Venezia inserito in una raffinata cornice con cimasa (olio su tela, 76 x 113 cm).

Donata a Maria Callas da Giovanni Battista Meneghini

Il dipinto La Sacra Famiglia, come abbiamo già accennato, oltre al valore strettamente storico ed artistico, è intrisa di suggestioni legate alla storia personale e professionale di Maria Callas: molte fotografie ritraggono il soprano e l’opera in camerino o in momenti più intimi nelle sue case (Verona, Sirmione, Milano, Parigi).

Questo dipinto, infatti, ha occupato sicuramente il posto d’onore nella personale collezione d’arte di Maria Callas.

il suo personale talismano

La Sacra Famiglia del Cignaroli, fu donata a Maria Callas da Giovanni Battista Meneghini la sera del 1° agosto 1947, alla vigilia dell’atteso debutto italiano della cantante lirica, un momento sospirato da anni e carico di aspettative. L’esito trionfale della serata e il legame affettivo creatosi con Meneghini trasformarono questo dipinto nel personale talismano di quella che possiamo ritenere l’unica vera cantante-icona del Novecento, per tutti semplicemente La Divina.

La Callas, pur appartenendo ad un mondo elitario…

Maria Callas, infatti, ha incarnato il ruolo della diva assoluta al pari di figure femminili del Novecento, da Marilyn Monroe ad Elizabeth Taylor e poche altre, protagoniste, loro malgrado, di vite che hanno mescolato gioie e drammi, trionfi e sconfitte, degne del copione di un vero melodramma.

Le tante immagini che immortalano Maria Callas in occasioni pubbliche e private, ci offrono scorci di un volto, di un’eleganza e di una personalità che esprimono perfettamente lo status di diva: una diva assoluta che ha saputo fondere come nessun’altra voce, tecnica, immagine, stile, recitazione, vita privata e pubblica. La Callas, pur appartenendo ad un mondo elitario, quello dell’opera lirica, ha sedotto e, lo sottolineiamo, continua a sedurre anche chi non è mai entrato in un teatro, ma, ascoltando semplicemente il colore così intimamente familiare della sua voce, vi riconosce immediatamente quella personalità che ha diviso il mondo dell’opera in b.C. – a. C.: Before Callas e After Callas.

La storia del piccolo dipinto che appartenne, appunto, a Maria Callas è certamente la più affascinante: la cantante lirica trasformò, infatti, l’opera donatole da Meneghini nel suo personale talismano

Tra i vari scatti particolarmente suggestivi, segnaliamo, in particolare quelli del gennaio 1950 al Teatro la Fenice di Venezia e del febbraio 1951 a Palermo in cui una giovane e imponente Maria Callas si prepara ad andare in scena nei panni di Norma: appoggiato allo specchio del suo camerino si scorge il dipinto di Cignaroli ancora inserito nell’originale cornice sagomata, che, poi, è stata sostituita da una custodia in velluto rosso, certamente più pratica per i continui spostamenti della cantante.

Già nella fotografia del 7 dicembre 1951, che ritrae Maria Callas in camerino al Teatro alla Scala di Milano per I Vespri Siciliani, la Sacra Famiglia è inserita nell’astuccio in velluto rosso nel quale è ancora oggi custodita. Così appare anche nei suggestivi scatti in cui la cantante si prepara ad andare in scena al Teatro Regio di Parma (La Traviata, 1951), al Maggio Musicale Fiorentino (Medea, 1953), al Teatro Donizetti di Bergamo (Lucia di Lammermoor, 1954), al Teatro alla Scala di Milano (Ifigenia in Tauride, La Sonnambula e Anna Bolena, tutti del 1957), a Chicago (novembre 1954 e 15 gennaio 1957), a Lisbona (La Traviata, marzo 1958) e anche al Claridge’s Hotel di Londra (giugno 1958). La Sacra Famiglia di Cignaroli fa bella mostra nel camerino della Callas anche in occasione del suo atteso debutto, nel 1956, sul palcoscenico del Metropolitan di New York ed è immortalata durante il leggendario incontro con Marlene Dietrich, celebrato da tutta la stampa (They Met at the Met, Chicago America, 30 ottobre 1956). In un articolo apparso sulla rivista Grazia (1 dicembre 1957) è la stessa Callas che mostra con orgoglio il dipinto di Cignaroli, custodito insieme ai suoi gioielli nella casa milanese in via Buonarroti 38. L’importanza di questo dipinto è tale che il 9 giugno 1955 Maria Callas, che si trova a Vienna per interpretare Lucia di Lammermoor alla Staatsoper, chiede all’amica Giovanna Lomazzi di portarglielo urgentemente da Milano, dove l’aveva dimenticato.

Il quadro, infatti, è ormai il suo personale talismano, come lo definisce lei stessa il 24 gennaio 1958 in un’intervista televisiva all’Ed Murrow Show e il 21 ottobre dello stesso anno nell’articolo apparso sul Toronto Daily Star: … ho dimenticato di portarlo nel mio camerino soltanto in due occasioni e due volte la mia voce si è incrinata a tal punto da dover sospendere lo spettacolo.

L’annus horribilis della cantante

La piccola tavola di Cignaroli appare, furtivamente, anche in un breve video-intervista nel camerino dell’Opera di Dallas (6 novembre 1958) in cui la Callas, assediata dai cronisti, commenta con tono infuocato la rottura del suo contratto con il MET di New York, evento che suscitò grandi polemiche in quello che sembrava essere l’annus horribilis della cantante, iniziato con lo scandalo al Teatro dell’Opera di Roma per l’interruzione di una recita di Norma, ma poi concluso in trionfo con il debutto all’Opéra di Parigi. Maria fu pagata ben 5.000.000 di franchi, devoluti alla Légion d’Honneur, e anche in questa occasione volle accanto a sé il piccolo dipinto di Cignaroli, così come rivela un suggestivo scatto in cui è ritratta nel camerino intitolato alla leggendaria Fanny Heldy mentre si prepara per cantare il secondo atto di Tosca, indossando l’elegante abito che Biki le aveva creato per l’evento.

Ricordiamo, infine, che, accanto alle numerose documentazioni fotografiche e ai video, il legame tra Maria Callas e la Sacra Famiglia di Cignaroli è avvalorato anche dall’iscrizione di suo pugno che appare sul retro della tavola in cui sono riportati il nome del pittore (Cignaroli G. B veronese / 1706 – 1770), la data in cui Meneghini le regalò l’opera (1 Agosto 47) e la data di uno dei suoi grandi trionfi dopo una recita di La Traviata a Mexico City (22 Luglio 51 / grazie gran Dio! / M C e B.).

Nturalmente, a causa delle disposizioni imposte dalla pandemia da Covid 19, l’accesso alla Casa Museo, è ammesso con mascherina e guanti, Il museo fornisce direttamente i copri scarpe. Lungo il percorso di visita sono a disposizione varie postazioni con gel disinfettante. Info, prenotazioni: Fondazione Paolo e Carolina Zani – via Fantasina 8, 25060, Cellatica.
Info: www.fondazionezani.com.

Giovanni Scotti

Giovanni Scotti

Come giornalista sono nato nel settore giuridico, che era il mio settore professionale. Poi ho ampliato i miei interessi alle novità tecnologiche, alla salute ed al turismo. Ora, sempre alla scoperta di novità in un mondo in evoluzione, dopo aver lavorato per diversi anni per riviste del settore cartaceo, continuo a collaborare come giornalista freelance con varie testate on line, in alcune delle quali sono anche responsabile di rubriche. Dirigo il periodico on line www.focus-online.it