Prende il via il 13 giugno la 102° Edizione dell’Arena Opera Festival con cinque opere e otto eventi speciali. Gli appuntamenti con the Vinitaly the Opera’s Ouverture e The Star Roof rendono poi indimenticabili le serate in quello che è ritenuto uno dei teatri all’aperto più belli del mondo.
Verona, Italia.
L’ Arena Opera Festival, giunto alla sua 102° edizione, si prepara a incantare il pubblico con 51 serate di spettacolo tra opere, concerti e balletti in cartellone dal 13 giugno al 6 settembre 2025, per una lunga estate di magia ed emozioni.
Dal 1913 l’anfiteatro romano del I secolo dopo Cristo diventa ogni estate palcoscenico per le voci più celebri del panorama lirico internazionale.
A esibirsi nelle prossime settimane a Verona sono tra gli altri Roberto Bolle e Jonas Kaufmann, protagonisti di serate dedicate, Nadine Sierra, Luca Salsi, Francesco Meli, Ludovic Tèzier, Anna Pirozzi, Yusif Eyvazov, Amartuvshin Enkhbat, Aleksandra Kurzak, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Aigul Akhmetshina, Brian Jagde, Mariangela Sicilia, Piotr Beczała, Anita Rachvelishvili, Maria José Siri, Christian Van Horn, Gregory Kunde, Rosa Feola, Erwin Schrott, Vittorio Grigolo e Vasilisa Berzhanskaya. Molti anche i debutti in Arena come quelli di Angel Blue, Pene Pati, Enea Scala, Erin Morley. Sul podio Pinchas Steinberg, Andrea Battistoni, Francesco Ivan Ciampa, Daniel Oren, Michele Spotti, Speranza Scappucci per la prima volta in un’opera e Francesco Ommassini al suo debutto assoluto.

Un Festival per tutti
L’Arena ha una capacità unica di rendere l’opera godibile anche a chi non ha mai messo piede in un teatro lirico né studiato musica, proponendo spettacoli coinvolgenti a prezzi sostenibili (i biglietti interi per le opere partono da 35 euro, ma esistono riduzioni per i più giovani e numerose convenzioni).
Non serve essere melomani per rimanere conquistati dalla magia che si sprigiona tra quelle pietre millenarie e neppure conoscere le trame, spesso contorte quasi quanto quelle delle soap, dei melodrammi in scena (anche se aiuta) o seguire parola per parola le arie cantate sul palco (e comunque, peraltro, riprodotte su pannelli video al lato del palco). L’opera, ancor più in Arena, parla un linguaggio universale e diventa ponte tra culture e generazioni.
La forza scenica dell’Arena, l’impatto delle voci sotto le stelle e l’atmosfera trascinano anche i neofiti in un mondo di passioni e di bellezza assoluta. Le dimensioni monumentali del palcoscenico permettono allestimenti impossibili altrove: sul palco dell’Arena, ritenuto uno dei teatri all’aperto più belli al mondo, trovano posto centinaia di figuranti, carrozze, cavalli, ballerini e cori, dando vita a spettacoli di una grandiosità unica.

Arena teatro di sogni
Giuseppe Verdi è protagonista del 102° Arena di Verona Opera Festival con quattro titoli delle cinque opere presenti in cartellone: Nabucco, Rigoletto, Aida e La Traviata. Completano il programma Carmen di Georges Bizet e le otto serate evento, a iniziare dalle due, il 22 e il 23 luglio, dedicate alla danza di Roberto Bolle and Friends, un appuntamento divenuto ormai una tradizione, per proseguire il 3 agosto con il Jonas Kaufmann in Opera e con i Carmina Burana di Carl Orff diretti da Andrea Battistoni che promettono di infiammare l’Arena il prossimo Ferragosto.
Con Viva Vivaldi. The Four seasons immersive concert, il 27 agosto l’Arena festeggia poi i trecento anni dalla pubblicazione delle Quattro Stagioni. Lo spettacolo immersivo coprodotto con Balich Wonder Sudio, vede sul palco Giovanni Andrea Zanon solista e maestro concertatore. A cent’anni dalla nascita di Mikis Theodorakis, Zorba il Greco con le coreografie di Lorca Massine torna al Teatro Romano il 26, il 27 e il 31 agosto. Questo inno alla vita ha debuttato in prima mondiale proprio all’Arena di Verona nell’agosto del 1988, sotto la direzione dello stesso compositore, per poi essere riproposto nel corso dei decenni.

Il Nabucco atomico della Serata inaugurale
Ad aprire la stagione, con una doppia serata inaugurale (il 13 e il 14 giugno) e un doppio cast, è il nuovo allestimento di Nabucco di Stefano Poda, dramma corale che porta in scena la contrapposizione tra ragione e fede (e oggi anche quella tra tecnologia e filosofia). Poda firma regia, scene, costumi, luci e coreografie della nuova produzione definita atomica per gli effetti scenici inediti, il connubbio sorprendente tra arti e discipline, la multimedialità e le nuove tecnologie applicate allo spettacolo. “Due polarità si attraggono e si respingono durante tutta l’azione scenica, fino a un punto di repulsione scissione, per poi arrivare alla sintesi del finale in cui i due opposti si riconciliano.
La metafora è quella dei legami tra le particelle atomiche: dalla loro unione si origina la materia, ma l’uomo ha scoperto come separarle causando totale distruzione” spiega in merito Poda per poi proseguire: “Il progresso tecnologico rende tutto possibile e Nabucco non esita ad usare la sua superiorità materiale contro gli sconfitti, fino ad arrivare a conseguenze drammatiche: l’insegnamento di questo capolavoro è che la razionalità, per essere ben diretta, non può prescindere dalla spiritualità”. Da giugno fino al 5 settembre il Nabucco va in scena sul palco dell’Arena per dodici serate.
Protagonista delle serate inaugurali è Amartuvshin Enkhbat, grande baritono verdiano per il ruolo del re babilonese. I due cast della doppia inaugurazione sono poi composti da Anna Pirozzi, Roberto Tagliavini, Francesco Meli, Vasilisa Berzhanskaya il 13 giugno e Maria José Siri, Alexander Vinogradov, Galeano Salas, Francesca Di Saur il 14 giugno. Alla guida di Orchestra e Coro di Fondazione Arena è Maestro Pinchas Steinberg.

Gli attesi ritorni: dall’Aida di Cristallo alla Carmen Kolossal
Torna poi l’Aida, considerata l’opera regina dell’Arenavisto che la tradizione lirica nell’anfiteatro romano nasce nel 1913 con la proposta di questo spettacolo per il centenario verdiano. Quest’estate l’allestimento in scena è quello ideato da Poda per inaugurare la 100° edizione del Festival. Un Egitto visionario che è pronto ipnotizzare gli spettatori per tredici serate con trasparenze, giochi di luce, costumi sontuosi, scenografia monumentale e centinaia di figuranti presenti sul palco. La prima dell’Aida, diretta da Daniel Oren, è fissata il 20 giugno.
In cartellone anche un’altra delle opere più amate dal pubblico areniano, La Traviata nella produzione di Hugo De Ana del 2011 che rende omaggio alla belle époque, creando un salotto parigino dell’Ottocento sotto le stelle di Verona. La prima è fissata il 27 giugno, seguono altre cinque repliche. Sul podio Speranza Scappucci, principal guest conductor alla Royal Opera House di Londra.

Carmen presenta l’allestimento kolossal immaginato da Franco Zeffirelli che ha riscritto le regole dello spettacolo areniano, trasformando l’Arena in una Siviglia ardente e cinematografica. In tutto le serate di Carmen sono otto con la prima prevista il 4 luglio. La produzione porta in scena oltre 500 persone tra cori, voci bianche, mimi, figuranti, danzatori e la compagnia di ballo Antonio Gades.
Rigoletto, con le scene di Raffaele Del Salvio che ricostruisce l’allestimento del 1928 firmato da Ettore Fagiuli, chiude la 102° edizione dell’Arena Opera Festival il prossimo 6 settembre. In tutto sono quattro le date previste ( la prima è fissata l’8 agosto) e dirette da Michele Spotti per la prima opera della “trilogia popolare” di Verdi che trova in Arena una dimensione toccante.

Opere “divine”
Dal 4 luglio al 31 agosto, per ben 38 serate, il vino italiano diventa protagonista di un percorso di degustazione pre-opera nel palazzo seicentesco della Gran Guardia, proprio di fronte all’Arena con Vinitaly, the Opera’s Ouverture, un progetto gestito da Infornt. Dal giovedì alla domenica e durante alcune serate di gala, la buvette ospita una selezione delle cantine del territorio. I vini in degustazione cambiano di sera in sera così da poter incuriosire con le eccellenze del territorio un pubblico più ampio.
Casa Perbellini 12 Apostoli di Giancarlo Perbellini, fresco della conquista della terza stella Michelin, firma invece le cene dell’Arena Opera Festival 2025 all’interno di The Star Roof, sempre progetto di Fondazione Arena, coordinato da Infront. Un connubio tra alta cucina e grande spettacolo dal vivo, disponibile da metà giugno a inizio settembre sulla terrazza che congiunge il primo anello dell’anfiteatro con l’ala superstite del terremoto del 1117, da sempre simbolo dell’Arena nel mondo.

Roberto Bolle
Verona, palcoscenico di bellezza
Lo centro storico di Verona, patrimonio Unesco, si trasforma durante i mesi del Festival in un salotto a cielo aperto dove l’opera diventa protagonista delle conversazioni. I caffè storici di Piazza Bra, gli aperitivi con vista sull’Arena, le passeggiate notturne dopo lo spettacolo creano un’atmosfera unica che prolunga l’emozione dell’opera oltre le mura dell’anfiteatro.
Verona si offre come un museo vivente dove ogni pietra racconta secoli di storia: dalla Casa di Giulietta, a Piazza delle Erbe e Piazza dei Signori, da Castelvecchio, ai palazzi storici che si specchiano nell’Adige fino alle chiese monumentali. E quando cala la sera e si accendono le luci dell’Arena, la città sembra vibrare in sintonia con le note. Anche per questo una o più serate all’Arena di Verona valgono il viaggio nella città di Romeo e Giulietta dove l’opera diventa una celebrazione della vita.
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