Parigi, Francia.
Anche quest’anno il Tour de France è finito, la sua ultima tappa ha visto le strade da Houilles fino agli Champs-Elysées piene di ciclisti desiderosi di vincere e di fan impazienti di vedere il loro beniamino tagliare il traguardo. La partenza quest’anno si è svolta alle 16:20 nel comune appena fuori Parigi, fra i canti e le feste di tutti nel bel mezzo di una città “in giallo”.
Il giro in una cittadina così calma è stato sentito come un avvenimento sensazionale. Prima della cerimonia su un palco hanno sfilato uno ad uno i differenti ciclisti di tutte le nazionalità in sella alle loro bici, per fare un recap dei loro successi passati e per raccogliere qualche dichiarazione prima della gara. Il favorito è Arnaud Démare che si è imposto nella 18ima tappa, ma sono tutti sufficientemente agguerriti per combattere. E non solo loro.
Moltissimi tifosi, e non solo francesi, hanno incoraggiato gli atleti di diverse nazionalità, perché in fondo l’importante è la performance in sé non da dove si proviene. Il percorso fino ai Campi Elisi è in piano, ma bisogna avere lo sprint finale per arrivarci per primi. Chi si vuole imporre non può contare sulle difficoltà del terreno come in altre tappe, ma sicuramente darà coraggio la vista di una delle più belle strade al mondo davanti a sé, e il traguardo probabilmente. E quest’anno il primo a finire gli otto giri di percorso fra i Campi Elisi è stato il norvegese Alexander Kristoff, anche se la cosa non ha oscurato l’umore del vincitore di tutto il Tour de France, il britannico Geraint Thomas, ormai alla sua nona partecipazione al Tour de France. La cittadina, situata a 7 km da Parigi è un luogo molto tranquillo, un borgo piuttosto borghese della banlieu parigina.

A poca distanza possiamo trovare Carrières-sur-Seine e Chatou, due delle città che fanno parte dei paesi del Cammino degli Impressionisti. Insomma, che si vogliano allenare i polpacci o gli occhi, la periferia parigina sembra offrire tutte le possibilità del caso. Artisti del calibro di Renoir e Monet avevano già capito quanto la Senna avesse da offrire in queste due località. Esistono molti cammini già pianificati che ripercorrono le orme dei celebri pittori, e noi di Agendaviaggi abbiamo deciso di provare il cammino Renoir. La prima tappa parte da Chatou, su quella che oggi si chiama Isola degli Impressionisti e dove Renoir ha dipinto La colazione dei canottieri, uno ei suoi quadri più famosi. Oggi in questa isola possiamo trovare il Musée Fournaise e la sua collezione sul territorio, e l’omonimo ristorante nel quale si può mangiare godendosi (quasi) la stessa vista che ha ispirato Renoir.
Ci si può anche sedere semplicemente su una panchina in particolare e notare che c’è una targhetta, con scritto solo “In memoria di Donald Crowhurst” e sotto la citazione “I am going because I would have no peace if I stayed”. Una frase che descrive l’avventura dell’ingegnere elettronico inglese, padre di famiglia, marinaio dilettante che decise di partecipare alla prima gara in solitaria intorno al mondo, e che impazzì e morì nel farlo. Poi si può proseguire attraversando il ponte, costeggiando Notre Dame de Chatou e seguendo il Chemin de Halage che costeggia la Senna e poi il Quai Charles de Gaulle.
Attraverso di essi si arriverà a Carrières-sur-Seine, che ha attirato l’attenzione di Monet. Esso scendendo in barca lungo la Senna ha messo su tela Carrières-Saint-Denis (foto sotto), antico nome di Carrières-sur-Seine. Ora una riproduzione della tela si può osservare nel piccolo ma affascinante Parc de la Mairie, da cui si accede dal Quai Charles de Gaulle.

Bonus, un piccolo quadro a sorpresa sul Passage du Fanil, quando si prendono le scale sulla destra del parco e si risalgono fino quasi a Rue de Bezons.
Due percorsi, uno da scoprire per gli amanti della bicicletta per ripercorrere le pedalate dei loro eroi, l’altro a piedi per scoprire quali paesaggi hanno ispirato quadri tanto affascinanti quanto espressivi. La magia di Parigi insomma, accontenta chi si nutre di arte, sport o semplicemente di cibo visti i piccoli ristorantini che si trovano in queste cittadine, in particolare a Chatou sull’isola degli Impressionisti.
Chiara Lodi




