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Arabba oltre i cliché

Cultura ladina e tanto sport nella natura sono gli elementi essenziali per una vacanza ad Arabba in qualsiasi stagione dell’anno.

Arabba (BL), Italia.

Arabba, Rèba in ladino, è “active”, azione, in qualsiasi stagione dell’anno. Ed Arabba è anche “mozzafiato”, nel vero senso del termine, perché scalare le sue cime, risalire sui pendii impervi perfetti per gli amanti del brivido sia per discese da Mtb da record che per le leggendarie piste nere dell’area, “mozza” il fiato, impedisce di respirare, pur riempiendo gli occhi di meraviglia. E chi se non Arabba può vantarsi di essere situata in una “magnifica cornice”?

Questa porta di accesso ai passi Dolomitici sorge infatti a 1.602 metri di altezza nella Valle di Fodom ai piedi del Passo Pordoi, del Passo Campolongo, del Gruppo del Sella e a Sud della Marmolada, proprio nel cuore delle Dolomiti patrimonio Unesco. Una posizione strategica per la scoperta di questo territorio riconosciuto patrimonio dell’umanità a piedi, in bici, sugli sci o con gli impianti di risalita. Ecco perché vale sempre la pena organizzare una vacanza ad Arabba in qualsiasi stagione dell’anno, anche quando gli impianti di risalita sono chiusi e la montagna è per pochi intimi, che possono godere della natura senza stress o rischi di overtourism.

Roccia e tenacia


Arabba fin dal nome (dal ladino roiba, frana o rebia, valanga, torrente che straripa) racconta una storia di forze primordiali, di tenacia e di resistenza. La sua storia, come quella dell’intera Valle di Fodom, si può ripercorrere esplorando il Museo della Gente Ladina a Livinallongo del Col di Lana o anche visitando il Castello di Andraz, un’antica fortezza risalente all’anno 1000 costruita a 1725 di altezza metri su uno sperone roccioso e che per secoli ha dominato la valle come sede per i principi-vescovi di Bressanone. Aperto da giugno ad ottobre il castello vale davvero una visita (il biglietto costa 6 euro).

Dal Castello di Andraz inoltre, si può intraprendere il Sentiero del Respiro che si estende per quattro chilometri nel bosco antistante tra percorsi kneipp, palestra di roccia e postazioni che sensibilizzano i visitatori sull’importanza del benessere respiratorio, fisico e psicologico. Ma il territorio di Arabba è anche un libro aperto sulla storia più recente, in particolare quella della Grande Guerra. Qui, il fronte si è fatto teatro di scontri durissimi, e i segni sono ancora visibili: trincee, postazioni militari.

Sport e avventure all’aria aperta ad Arabba


Arabba è tra le “vicinie” (frazioni, microcosmi autosufficienti che un tempo gestivano i beni collettivi quali boschi, pascoli, prati, viabilità) del comune di Livinallongo del Col di Lana quella che incarna al meglio lo sport, le attività all’aria aperta e le avventure in quota grazie alle infrastrutture presenti e all’offerta pressoché infinita di percorsi su cui ognuno può misurarsi. Il villaggio alpino si caratterizza infatti per uno piccolo gruppo di case e di hotel letteralmente circondato dagli impianti di risalita del Dolomiti SuperSki (Dolomiti SuperSummer nella bella stagione) che, in pochi minuti, portano in quota turisti, escursionisti, arrampicatori, sciatori e il popolo sempre più numeroso delle due ruote. Lo Sporthotel di Arabba è situato proprio a pochi passi dagli impianti di Porta Vescovo ed è attrezzato per sciatori e ciclisti.

Proprio i ciclisti, lo scorso 12 settembre, in occasione della 19° edizione del Sellaronda Bike Day, si sono radunati a festeggiare, per un giorno, la chiusura del traffico a motore sulle strade dei passi riappropriandosi, in una grande festa collettiva, del territorio circostante: sui 53 chilometri di strade che uniscono Campolongo, Gardena, Sella e Pordoi, c’erano 10mila persone di ogni fascia d’età e nazionalità e con le attrezzature più svariate. Ciclisti che sono già pronti con il prossimo appuntamento previsto a giugno 2026 per la 20° edizione del Sellaronda Bike Day.

Due ruote nella natura ad Arabba 


Ma oltre al Sellaronda, sono molteplici gli itinerari a due ruote che permettono di godere di questo territorio patrimonio Unesco.
Per gli amanti della bici su strada Arabba è considerata strategica perché è al centro delle Dolomiti e dei Passi più iconici: un ciclista allenato da qui può raggiungere Cortina d’Ampezzo, via Passo Falzarego o Giau, o scalare il Passo Tre Croci per arrivare a Misurina e affrontare la salita fino a Tre Cime di Lavaredo e poi rientrare. Per chi invece vuole fare una pedalata più “slow” si possono seguire le “strade bianche”, gli sterrati, che partono dal paese.  

La scoperta delle Dolomiti a passo lento


Gli amanti delle passeggiate in montagna possono scalare cime attraversando boschi e pascoli o arrivare comodamente in vetta con gli impianti di risalita per poi esplorare il territorio alla ricerca di marmotte e cerbiatti. La sola difficoltà è quella di scegliere tra i tanti itinerari quello migliore considerando le condizioni meteo e la propria forma fisica.
A iniziare dal Sentiero Geologico di Arabba, percorso “ad anello” con 18 tappe che parte e arriva a Porta Vescovo (a 2.478 metri) e attraversa zone teatro di avvenimenti bellici della Grande Guerra affacciandosi sulla Marmolada, Col di Lana, Tofane, Averau, Nuvolau, Lastoni di Formin e Croda da Lago, Sorapis e Antelao. 

Sempre dalla stazione di arrivo di Porta Vescovo si può percorrere il sentiero storico Viel Dal Pan, un tempo percorso dalle carovane che trasportavano le merci dalla vicina Val di Fassa alla val Cordevole e considerato più sicuro del fondo valle.
Un altro trekking da non perdere è il sentiero che passa tra le torrette del Bec de Roces, pinnacoli di rocce corallifere simili a torri dalle quali si può scorgere la catena di Porta Vescovo, la Marmolada, la Civetta, il Pelmo e le altre cime circostanti. Con gli impianti aperti si può prendere la seggiovia che dal Passo Campolongo conduce alla partenza del sentiero per i Bec de Roces.
Una delle escursioni più suggestive è quella che da Passo Falzarego porta Passo Valparola dove sorgono il Forte Tre Sassi e il Museo della Grande Guerra, per poi giungere fino al Col di Lana dove soffermarsi sui vecchi camminamenti bellici e sulla chiesetta in onore ai caduti.

La Strada de la Vena è invece un itinerario che collega la valle di Fodom a Colle Santa Lucia, dove veniva estratto il ferro e dove è possibile visitare le antiche miniere del Fursil.  
Infine, il percorso verso Altopiano del Cherz è una passeggiata panoramica che da Arabba conduce verso il Passo Campolongo e all’Altopiano del Cherz, da dove è possibile godere di una vista a 360° sulle Dolomiti, con tutta la catena del Portavescovo, il massiccio del Sella, Civetta e Pelmo tra le tante.

Arabba paradiso dello sci


 Arabba è strategica anche per chi ama sciare. Qui la neve è sempre perfetta, i chilometri di piste numerosi (il solo comprensorio Arabba-Marmolada ne vanta 62 che salgono a 480 se si considerano i collegamenti sci ai piedi con le valli vicine e a 1200 comprendendo il carosello Dolomiti SuperSki) e gli impianti di risalita consentono di raggiungere i luoghi più panoramici di tutta l’area sciistica, a iniziare da giro dei quattro passi, il Sellaronda. Gli impianti del Dolomiti Superski, dopo la chiusura autunnale, riaprono come da tradizione per il ponte di Sant’Ambrogio. Per poter accedere ai 74 chilometri di piste dello skitour della Grande Guerra che ripercorre il fronte dolomitico, occorre invece attendere fine dicembre. 

Il comprensorio di Arabba-Marmolada è noto in particolare per essere ad alto tasso di adrenalina con cinque nere: la Fodoma, 2,8 km con una pendenza media del 30 per cento, massima del 56; la Sourasass con pendenze massime che toccano il 45 per cento; la Burz; la Variante Ornella, un lungo muro, ripido, con una pendenza costante e sostenuta; la Bellunese, dodici chilometri di lunghezza e più̀ di 1800 metri di dislivello che dai 3265 metri di quota di Punta Rocca, in Marmolada, porta ai 1450 metri di Malga Ciapela.

I piaceri della tavola


 I peccati di gola sono parte integrante di una vacanza ad Arabba e le occasioni per approfittarne non mancano sia in paese che nei dintorni o in quota. Da Miky’s Grill le grigliate (75 euro in due) sono leggendarie così come i tagli di carne di diversa provenienza (tra gli 11 e i 13 euro all’etto) da cuocere, ma non mancano pizze rivisitate con prodotti gourmet come la Capricciosa (17 euro) con pomodoro San Marzano di Agerola, fiordilatte, prosciutto cotto al ginepro Alto Adige, funghi Shiitake freschi e carciofi alla contadina.
Per un pranzo con vista il Rifugio Luigi Gorza, a 2478 metri di altezza, presso la stazione a monte del Funifor Arabba-Porta Vescovo, propone cucina gourmet e piatti tipici della tradizione a un passo dal cielo.
 
La Malga Munt Planfistì, a un quarto d’ora di cammino dall’Hotel Boè al Passo di Camplungo, è poi la perfetta destinazione per una gita tra pascoli e prati dove pascolano mucche, caprette e galline: la tradizione e l’ospitalità ladina traspare da ogni minimo dettaglio. Da non perdere i formaggi a produzione propria (20 euro il tagliere), i “bales cum golase” (canederli con gulasch, 20 euro) e la torta alla ricotta (6 euro) con una ricetta tramandata di generazione in generazione. E con un pizzico di fortuna, può anche capitare di incontrare in malga musicisti di passaggio.

Da non perdere infine una tappa alla Latteria di Livinallongo, cooperativa di contadini con oltre novant’anni di storia che custodisce il legame tra tradizione, storia e territorio, riportando alla luce antiche ricette tra cui il Fodóm, il più piccantino Renaz, o il fresco Contrin, il dolce Cherz, lo Schiz da fare in padella, e o Zigher, vero orgoglio locale.  La Latteria inoltre gestisce il ristorante annesso alla struttura, la Stua dei Bacagn, uno dei punti di ritrovo preferiti anche dai locali considerando che non segue il calendario degli impianti di risalita e perfetto per una pausa golosa in qualsiasi stagione dell’anno.  

Photo Roberto De Pellegrin web. Courtesy of Pizzinini Scolari Comunicazione

Cinzia Meoni

Cinzia Meoni

Giornalista professionista appassionata di viaggi, sci, musical, enogastronomia e gatti. Generazione Erasmus o per chi preferisce Interrail, ho attraversato l'Europa e non solo con qualsiasi mezzo e budget. Ogni viaggio, anche nella mia stessa città, rappresenta un'avventura che porta a nuove conoscenze e competenze. Mi piace scoprire nuove destinazioni, percorrere strade inconsuete, tornare in luoghi dimenticati dai grandi flussi turistici e sollevare il velo su nuove aperture. E per ricaricare le energie vado a Londra o in alternativa, se non posso muovermi da casa, mi rifugio alle terme

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