AL VIA LE CELEBRAZIONI PER “L’ANNO SANZIO” AI MUSEI VATICANI CON LA MOSTRA “ALL’ALBA DI RAFFAELLO - LA PALA DEI DECEMVIRI DEL PERUGINO”

AL VIA LE CELEBRAZIONI PER “L’ANNO SANZIO” AI MUSEI VATICANI CON LA MOSTRA “ALL’ALBA DI RAFFAELLO – LA PALA DEI DECEMVIRI DEL PERUGINO”

Scritto da Chiara Curia on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Al via il ricco calendario di celebrazioni per i cinquecento anni della morte di Raffaello Sanzio presso i Musei Vaticani: il primo appuntamento è la mostra “All’Alba di Raffaello – La Pala dei Decemviri del Perugino” fino al 30 aprile 2020

 

Roma, Italia.     
L’anno da poco iniziato si prospetta carico di significato per l’arte italiana: il 6 aprile ricorrono cinquecento anni dalla morte di Raffaello e i Musei Vaticani, che raccolgono come uno scrigno alcuni dei capolavori più preziosi dell’Urbinate, ne celebrano il genio con numerosi incontri e mostre, per permettere ai visitatori di inquadrarne a pieno la grandezza.

Fino al 30 aprile 2020 sarà dunque possibile assistere a un evento unico: la Pala dei Decemviri di Pietro Perugino, custodita all’interno delle mura vaticane dal 1816, potrà essere ammirata nella sua originaria bellezza, riunita finalmente alla splendida cornice lignea (opera dell’intagliatore Giovanni Battista di Cecco detto Bastone) e alla cimasa raffigurante il Cristo in pietà, opere entrambe custodite presso la Galleria Nazionale dell’Umbria.

L’opera del “Divin Pittore” ebbe vita avversa sin dalla sua creazione: dal primo incarico affidato al Perugino per abbellire la cappella del Palazzo dei Priori di Perugia nel 1483, passarono ben 13 anni dalla sua effettiva realizzazione, ultimata nel 1496. La Pala rimase nella sua destinazione originaria solo fino al 1553, quando, a seguito della soppressione della carica priorale, venne spostata al primo piano del Palazzo.

Quale bellezza e meraviglia hanno potuto ammirare i cittadini di Perugia per ben tre secoli: incastonata all’interno di una cornice lignea di innegabile pregio, opera di uno dei maestri intagliatori più famosi del tempo, il Perugino è in grado di raffigurare solennità e leggerezza nella stessa composizione. La Vergine regge il Bambino fra le sue braccia, seduta su un imponente trono, vestita dei colori regali del rosso, del verde e del blu, mentre sulla scena si svolge la Sacra Conversazione con i Santi Lorenzo, Ludovico di Tolosa, Ercolano e Costanzo, protettori del capoluogo umbro, all’interno di un portico aperto, sorretto da colonne leggere e ariose, che spingono lo sguardo del visitatore verso le verdi colline che fanno da sfondo.

La tranquillità della scena rappresentata nella Pala dei Decemviri acquisisce toni vibranti e potenti se vista insieme alla Cimasa, raffigurante il Cristo in Pietà, oggi custodito, insieme alla cornice lignea, presso la Galleria Nazionale dell’Umbria: il Cristo si erge dal sarcofago, la sua figura è viva e vivida, resa ancor più potente dal chiaroscuro e dal realismo con il quale il Perugino si intrattiene. Nel suo insieme, l’opera raccoglie chiaramente tutti gli influssi del suo tempo: se la Pala custodita presso i Musei Vaticani richiama l’uso della luce e della monumentalità di Piero della Francesca, la Cimasa raccoglie le contaminazioni giunte fino in Italia con l’arte fiamminga e tedesca.

Nel 1797, con le campagne napoleoniche, l’opera viene smembrata: la Pala viene requisita dall’esercito francese e custodita presso il nascente museo del Louvre, mentre la cornice e la Cimasa rimangono nella città di Perugia. Con la caduta di Napoleone, Antonio Canova, per conto di Papa Pio VII, compie una delle prime campagne diplomatiche nella storia dell’arte, riportando entro le mura di Roma e dello Stato Pontificio una parte dei capolavori sottratti da Napoleone, fra cui la Pala dei Decemviri del Perugino. È l’inizio di un mondo nuovo per l’arte: si delinea il concetto di pinacoteca e la volontà di creare dei luoghi atti a raccogliere le più belle opere d’arte aperti a tutti, per lasciar fluire la bellezza non solo agli occhi di pochi fortunati.

Il Vasari ebbe l’occasione di vedere la Pala nel 1568 e la ricordò per la sua incredibile bellezza: grazie alla collaborazione fra la Direttrice dei Musei Vaticani Barbara Jatta e il Direttore della Galleria Nazionale dell’Umbria Marco Pierini, è stato possibile ammirare l’opera nella sua interezza nella sua collocazione originaria nella Cappella dei Priori di Perugia con la Mostra “Il ritorno della Pala dei Decemviri di Pietro Perugino (11 Ottobre 2019 – 26 Gennaio 2020). Fino al 30 aprile 2020 saranno i Musei Vaticani a ospitare l’intera opera, per creare continuità nello sguardo del visitatore fra il Divin Pittore e il più geniale dei suoi allievi, Raffaello Sanzio.
Foto © Governatorato SCV – Direzione dei Musei.

Info: Musei Vaticani

GIORNI E ORARI DI APERTURA
Dal lunedì al sabato
H. 9.00 – 18.00
 (ultimo ingresso h. 16.00)

Ogni ultima domenica del mese
H. 9.00 – 14.00
 (ultimo ingresso h. 12.30)

 

Chiara Curia

Chiara Curia

“Per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”: nata in Calabria e cresciuta a Milano nei primi anni di vita, sono ritornata sullo Jonio abbastanza in fretta da sentire il legame ancestrale con il mare, con lo scirocco e con il viaggio nelle vene. Mi sono trasferita a Roma appena maggiorenne per studiare Giurisprudenza (e non ci si può aspettare niente di diverso da chi è nato qualche giorno dopo che iniziasse Mani Pulite), ho lasciato un pezzo di cuore a Valencia dove ho vissuto un anno, innamorandomi dello spagnolo come fosse la mia lingua madre. Lavoro sui fondi europei, che mi permettono di viaggiare spesso, leggo più libri contemporaneamente, adoro farmi fotografare dal mio compagno, torno al mare tutte le volte che posso. Marquez mi ha insegnato ad amare, Camilleri a sentire i legami con la mia terra, Calvino a salire su un albero e non mettere più i piedi a terra, impegnata come sono a sognare.