A Sorrento un Grand Hotel ricco di storia, gusto e cultura

Scritto da Marco Restelli on . Postato in Alberghi e Spa, Destinazioni, ValigiaDuePiazze

Il Vesuvio visto da un terrazzo dell' Hotel Excelsior Victoria. Foto di Elena Bianco

Il Vesuvio visto da un terrazzo del Grand Hotel Excelsior Victoria. Foto di Elena Bianco

Il golfo di Sorrento è il Palco Reale di un teatro naturale che si apre sul mare di Napoli. Dalla lunga scogliera di tufo si vedono sul lato destro il Vesuvio e la città (di cui Totò diceva: «sono parte napoletano e partenopeo»); poi a corona sull’orizzonte azzurro si disseminano le isole, Nisida, Procida, Capri e Ischia, fino ad arrivare al monte Faito, il punto più alto dei Monti Lattari, che a 1400 metri chiude la vista sulla penisola sorrentina.
Ogni periodo dell’anno regala una suggestione diversa e sembra essere il migliore per un soggiorno a Sorrento: l’inverno con le arance dorate sugli alberi, la luce radente e tersa, quelle opere d’arte che sono i presepi del settecento napoletano, mondi in cui l’occhio viene attirato e in cui ci si trattiene a lungo a scoprire incredibili dettagli. L’estate con l’esplosione delle tonalità di viola delle bouganville, il mare trasparente sulle rive sassose, le sere tiepide che profumano di gelsomino.

Pescatori che lavorano alle reti nella Marina Grande di Sorrento. Foto di Elena Bianco

Pescatori che lavorano alle reti nella Marina Grande di Sorrento. Foto di Elena Bianco

Terra delle sirene che tentarono Ulisse, luogo di commerci per le navi romane cariche di mercanzie, patria dell’autore della Gerusalemme Liberata, Torquato Tasso, Sorrento dal ‘700 fu una delle mete del Grand Tour dei rampolli di nobili famiglie (anglosassoni ma non solo) e di intellettuali in cerca di ispirazione, fra i quali molti dei maggiori nomi della cultura e dell’arte europea come Byron, Keats, Dickens, Goethe, Wagner, Ibsen e Nietzsche.
Un passato che si respira passeggiando per il centro storico, visitando il museo Correale di Terranova che racconta della città, quello della Tarsia Lignea che mostra l’abilità antica di creare i personaggi che animano gli antichi presepi. Ma Sorrento non è una città-museo, e scendendo a Marina Grande, il borgo dei pescatori, ancora oggi si vedono le vecchie case scrostate dalla salsedine con le edicole delle Madonne a cui gli uomini di mare si affidano, i vecchi che riparano le reti, le botteghe dove comprare limoni provenienti dall’orto sul retro.

Il Grande Hotel Excelsior Vittoria affacciato sul Golfo di Sorrento

Il Grande Hotel Excelsior Vittoria affacciato sul Golfo di Sorrento

Sorrento è la cornice naturale perfetta per un albergo che – lo si percepisce subito – trasmette Storia e cultura al di là del lusso. Il Grand Hotel Excelsior Vittoria deve il suo nome alla sua composizione in tre storiche palazzine affacciate sulla scogliera: La Vittoria del 1834, La Rivale del 1882, La Favorita dei primi del ‘900.
Il grande parco di accesso in inverno si tinge della tonalità accesa delle arance, in primavera profuma di zagare, d’estate è un mondo verde e silenzioso di frescura e canti d’uccelli. La continuità della proprietà (la famiglia Fiorentino, giunta oggi alla quinta generazione) ha assicurato la salvaguardia di uno stile di accoglienza improntato a una squisita cortesia. Perché quando si aprono le porte del Grand Hotel ogni cliente deve sentirsi uguale a quegli ospiti illustri che nel corso del tempo sono stati qui: la principessa Sissi, Caterina di Russia, il re del Siam, i reali di Svezia, grandi artisti come Wagner e Strauss, star del cinema come Marylin Monroe, Jack Lemmon e Sophia Loren. Ma sopratutto, legatissimi alla storia del Grand Hotel, due protagonisti della musica italiana di epoche diverse: Caruso e Dalla.

Un angolo dell'aranceto del Grand Hotel Excelsior Vittoria. Foto di Elena Bianco

Un angolo dell’aranceto del Grand Hotel Excelsior Vittoria. Foto di Elena Bianco

Il giardino d’inverno in stile Liberty, la sala da musica Bella Epoque, la sala da pranzo affrescata raccontano una storia resa straordinaria anche dagli ospiti che si fermarono qui, e ai quali l’ Excelsior Vittoria rende omaggio: il tenore Enrico Caruso visse qui l’ultimo periodo della sua vita nel 1921, di ritorno dagli Stati Uniti. La Suite che fu l’ultima dimora di Caruso è ancora a disposizione degli ospiti con i tappeti persiani, il pianoforte, le ceramiche di Vietri, i mobili fin-de-siècle, il raffinato bagno in marmo.
A farle da contrappunto, un’altra stanza, molto più moderna, ricorda  l’arrivo qui di Lucio Dalla nel 1986. Il cantante, preso dalla malìa di questi ambienti compose all’ Excelsior Vittoria (in una sola notte, si dice) una delle sue canzoni più belle: quella dedicata appunto a Caruso. Per poi tornare in seguito al Grand Hotel Excelsior Vittoria e stringere amicizia con la famiglia Fiorentino, che l’ha omaggiato dedicandogli la Suite Lucio Dalla, decorata con suoi memorabilia.

La Suite Caruso del Grand Hotel Excelsior Vittoria. Foto di Elena Bianco

La Suite Caruso del Grand Hotel Excelsior Vittoria. Foto di Elena Bianco

La sala da colazione, affrescata, è di grandissimo fascino, e i dolci sono una tentazione vera grazie alla raffinata arte dei pasticcieri dell’Excelsior Vittoria. Ammaliante anche il ristorante Terrazza Bosquet, vuoi per la vista mozzafiato sul golfo, vuoi per la cucina molto personale del giovane chef sorrentino Antonino Montefusco . Profumi e sapori ricordano questa terra, ma tecniche e accostamenti sono frutto di un’educazione gastronomica alla corte di molti grandi, fra cui Heinz Beck, da cui ha imparato rigore e capacità di arrivare al risultato. Un esempio? Gli spaghettoni della vicina Gragnano sembrano conditi al pomodoro e pecorino; invece si tratta di una sapida salsa di gamberi rossi e alghe con olio al limone solidificato: Trompe l’oeil, il nome del piatto dovrebbe dirla lunga. Una delle tante seduzioni di questo luogo antico e moderno insieme.

La sala da colazione in stile Liberty del Grand Hotel Excelsior Vittoria

La sala da colazione del Grand Hotel Excelsior Vittoria

Marco Restelli
marco@agendaviaggi.com

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Marco Restelli

Marco Restelli

Milanese, membro del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica), è un giornalista e blogger specializzato sull’Asia. Dopo una laurea in lingue orientali ha lavorato per molti anni in RCS e poi in Gruner+Jahr/Mondadori, dove è stato vicedirettore del mensile Geo. Oggi scrive reportage da tutto il mondo per numerose testate fra cui Sette (magazine del Corriere della Sera), Elle e Donna Moderna. Insegna Cultura Indiana all’Università degli Studi di Milano ed è Travel Consultant per Tour Operator. E’ il curatore di MilleOrienti, il blog italiano più letto sull’Asia.