E’ un giovane artista giapponese l’autore del l’opera Ulisse II , che si confronta con una statua romana in marmo dell’eroe greco, risalente al II sec.d.C.
Venezia, Italia.
Ulisse, l’intrepido e sagace re di Itaca, la cui “odissea” per ritornare in patria , magistralmente narrata da Omero , continua da millenni a stregarci, ha oggi ispirato Makoto, un giovane artista giapponese. Egli è infatti l’autore del l’opera Ulisse II, che si confronta con una statua romana in marmo dell’eroe greco, risalente al II sec.d.C., di proprietà del Museo Archeologico Nazionale di Venezia.

Makoto ha creato, modificandolo in modo personale, un calco in gesso di questa scultura , e tale realizzazione è stata resa possibile dalla riproduzione tridimensionale dell’opera. La sofisticata tecnologia del 3D avanzato, grazie a cui è stata effettuata la scansione della scultura originale, e creata la nuova versione in gesso, è frutto della ricerca dell’azienda friulana Virtualgeo. Makoto ha detto che, se entrando nel Museo archeologico, si viene subito catturati dalle creazioni del passato, guardando lo schermo si approda nel futuro, e la sua scultura Ulisse II funge da ponte tra i due mondi.
Fino al 31 gennaio al Museo Archeologico di Venezia e sempre visibile on line.
Testo e foto Giovanna Dal Magro



