Martedì 13 ottobre, a Messina, Onde Lente ospita l’unica tappa siciliana di “Dove tornano le api”, il nuovo romanzo di Roberta Schira pubblicato da Garzanti. Dopo la presentazione, la chef Carlotta Andreacchio traduce i temi del libro in un menù in sei portate: un percorso in cui il cibo diventa memoria, attesa, cura e accettazione.
Messina, Italia.
A volte un romanzo trova la sua seconda vita in cucina. Succederà martedì 13 ottobre, a Messina, quando Onde Lente ospiterà alle 18.15 la presentazione di “Dove tornano le api”, il nuovo libro di Roberta Schira edito da Garzanti, unica tappa in Sicilia. Poi, a seguire, le parole lasceranno spazio ai sapori: una cena ideata dalla chef e patron Carlotta Andreacchio, in cui memoria, attesa e cura diventano portate da assaggiare. L’autrice sarà la protagonista della serata, seduta a una tavola dove il menù è pensato come un racconto: accanto al nome di ogni piatto, un breve incipit ispirato alle atmosfere del romanzo, per far dialogare pagina e cucina fino all’ultimo assaggio.

Sopra Roberta Schira.
Foto grande in alto, Carlotta Andreacchio.
Un menù che si legge come un racconto
Andreacchio ha preso alcuni temi del romanzo e li ha trasformati in un percorso culinario, dove i piatti diventano capitoli. «Mi sono ritrovata nel suo romanzo», racconta la chef, «e ho scoperto diverse affinità con la mia idea di cucina», definendo un onore ospitare l’autrice.
Il viaggio comincia da L’origine, un crostino di pane ai grani antichi con burro d’Isigny montato e marmellata di pomodoro: sapori semplici d’infanzia, per riportare al centro le piccole cose che ci legano alle nostre radici. Segue L’equilibrio, un carpaccio di ricciola marinato nel latticello, con porro fermentato alla brace e miele, che gioca sui contrasti per ricordare come l’armonia nasca dalla capacità di accogliere le differenze. Poi La trasformazione: roast-beef di tonno con glassa al fondo bruno di pesce, emulsione di capperi e acciughe, cucunci e foglie di cappero croccanti.
Il cuore del menù è dedicato a due temi che sono anche due piatti. La cura prende la forma di un cappelletto ripieno di pesce frollato, servito in brodo bianco di pesce. L’attesa torna invece alla ricciola, questa volta frollata per 20 giorni e accompagnata da cavolo viola fermentato: perché alcune trasformazioni, spiega il percorso, hanno bisogno di silenzio, pazienza e fiducia. A chiudere, Mi piaccio così, un gelato alla mandorla e caramello con crostacei, che porta il racconto verso l’accettazione.

Dove tornano le api
Per Roberta Schira è un ritorno alla narrativa dopo “I fiori hanno sempre ragione” e “Le margherite sanno aspettare”, anch’essi editi da Garzanti, con una storia che parla di cura, perdita, rinascita e bisogno di appartenenza. L’idea è nata da un’esperienza inattesa. Da decenni critica gastronomica, abituata a giudicare e misurare, l’autrice racconta di aver rivolto negli anni quello stesso sguardo severo anche su se stessa e sul proprio corpo. Poi, davanti alle arnie, è cambiato qualcosa: dentro le tute da apicoltore erano tutti semplicemente esseri umani, senza differenze. «È stata una libertà improvvisa», ricorda.
Da lì la riflessione sulle api e sulla loro capacità di vivere insieme. Una comunità complessa, osserva Schira, non pretende la perfezione ma chiede soltanto che ciascuno trovi il proprio posto: quando un telaio è storto, le api non lo raddrizzano, ci costruiscono intorno. È in quel momento che ha capito dove sarebbe tornata Esther, la protagonista, non tra le api perché la natura salva, ma perché la natura non giudica.

Quando un romanzo arriva a tavola
Anche per l’autrice la cena è un modo naturale di proseguire il racconto. «Quando un romanzo arriva a tavola», dice, «significa che ha trovato un altro modo per continuare a raccontarsi». Il cibo, come la scrittura, sa custodire la memoria, trasformare le ferite e costruire una casa provvisoria attorno a una tavola, e Schira si dice curiosa di scoprire come la chef tradurrà in piatti le atmosfere e le emozioni del libro.

Chi è Roberta Schira
Scrittrice, giornalista, critica gastronomica e cuoca per passione, Roberta Schira racconta da oltre trent’anni il cibo come fenomeno culturale, sociale e umano. Laureata in Lettere con indirizzo psicologico, dal 2010 scrive sul Corriere della Sera di tendenze e protagonisti della “cibosfera”. È ideatrice del metodo di valutazione noto come “canone Schira”, adottato nella critica gastronomica e insegnato dal 2016 in un master. Autrice di quindici libri, tra saggi sulla cultura del cibo e della ristorazione e i due romanzi precedenti, porta a Messina una serata nata dall’incontro tra letteratura e cucina.

INFO
La presentazione del libro è a ingresso libero, con posti limitati. La cena con l’autrice è su prenotazione obbligatoria e anch’essa con posti limitati. L’appuntamento è martedì 13 ottobre alle 18.15 a Onde Lente, a Messina.
Credit foto dall’alto, Copy BFactory. Courtesy of Ufficio Stampa & PR – M: Comunicazione (5).




