Nel borgo altoatesino di Villandro, una dimora del XV secolo entra nella selezione della Guida Michelin 2026 con una Chiave Michelin. Dodici suite, design contemporaneo, servizi personalizzati e una proposta gastronomica guidata dallo chef René Tschager raccontano una nuova idea di ospitalità alpina. Al centro anche La Lumosa, il nuovo ristorante Fine Dining dello storico Ansitz.
Chiusa (BZ), Italia.

Da sinistro a destra, René Tschager, Elisabeth Rabensteiner, Bastian Winkler
Una dimora storica nel cuore dell’Alto Adige
A Villandro, nel cuore della Valle Isarco, Castel Ansitz Steinbock aggiunge un nuovo riconoscimento alla propria storia: la dimora del XV secolo ha conquistato una Chiave Michelin nell’edizione 2026 della Guida Michelin, entrando così nella selezione degli hotel capaci di distinguersi per qualità dell’esperienza, personalità, cura del servizio e design.
A circa 880 metri di altitudine e a pochi minuti da Chiusa, lo storico Ansitz porta avanti un progetto di ospitalità che nasce dall’incontro tra patrimonio architettonico e sensibilità contemporanea. A guidarlo è la giovane albergatrice Elisabeth Rabensteiner, che ha scelto di conservare l’anima della residenza, intervenendo con discrezione sugli spazi.
La stessa Guida Michelin sottolinea come, nonostante l’accurato restauro, il carattere storico della proprietà sia rimasto uno dei suoi elementi distintivi. Pietra, legno e tracce del passato convivono così con un design essenziale, creando un’atmosfera lontana dall’ostentazione.

Castel Ansitz Steinbock. Ph. ©AlexFilz
Dodici suite tra storia, artigianato e design
È nelle 12 suite che questa filosofia trova una delle sue espressioni più compiute. Gli ambienti conservano il carattere dell’antica architettura gotica e lo accostano a materiali e arredi contemporanei, in un equilibrio giocato sulla materia e sulla cura dei dettagli.
I pavimenti in legno di pino centenario dialogano con le pareti intonacate a calce, mentre elementi realizzati da importanti aziende e designer contribuiscono a definire l’identità degli spazi. Dal lavabo in basalto massiccio dell’Alpe di Siusi alle saune private in legno di cembro, passando per tappeti vintage, lampade Catellani & Smith, mobili da bagno Antonio Lupi e vasche Boffi, ogni elemento partecipa a un’estetica ricercata ma misurata.
A completare il quadro sono le aperture sulla montagna: dalle suite lo sguardo raggiunge la Valle Isarco, le Odle della Val di Funes, il Sasso Putia e le cime dell’Alpe di Siusi, invitando a vivere il territorio anche fuori dalle mura della dimora.
Tra le esperienze più personali c’è il Private SPA Service. Nelle suite provviste di vasca e sauna, gli ospiti possono scegliere l’essenza per il proprio bagno e indicare la temperatura desiderata per acqua e sauna. Al rientro, dopo un drink al bar del castello, trovano così il proprio spazio wellness già preparato.

SALMERINO, Brodo arrostito Navette
René Tschager e il nuovo capitolo gastronomico
L’esperienza dello Steinbock passa anche dalla tavola. A guidare la cucina è il giovane chef altoatesino René Tschager, classe 2000, che può già vantare il titolo di “Miglior cuoco” ai WorldSkills Italy 2020 e il riconoscimento “Young Chef 2019” dell’Associazione Cuochi Altoatesini.
La sua cucina punta su una costruzione essenziale dei piatti, con pochi ingredienti scelti e accostati per valorizzarne sapori e consistenze. Una cucina contemporanea e pulita, dove la tecnica rimane al servizio della materia prima e il legame con la tradizione locale incontra una sensibilità più attuale.
La proposta si articola in tre percorsi.
Nella Steinbock Wirtsstube, l’opzione Stain à la carte porta in tavola anche specialità fatte in casa come i canederli. Lo Steinbock classic, invece, è un menu di cinque portate riservato agli ospiti dell’hotel e viene servito nella sala da pranzo “Tribunale” oppure sulla terrazza del giardino.

Dolce, TORRONE Caramello Zenzero
La Lumosa, quattro tavoli nel luogo dello speck
Il capitolo più recente è La Lumosa, il ristorante Fine Dining dello Steinbock. Una sala raccolta, con appena quattro tavoli, ricavata nell’antica “Selchkuchl”, lo spazio che un tempo veniva utilizzato per l’affumicatura dello speck.
Oggi l’ambiente conserva il rapporto con la storia del castello, ma lo reinterpreta attraverso un linguaggio caldo, minimalista e contemporaneo. Anche il nome racconta questa trasformazione: “La Lumosa” nasce dall’unione tra “Luma”, la luce, e “Fumosa”, il fumo o la brace, evocando l’identità originaria dello spazio e il suo nuovo ruolo gastronomico.
Il percorso è accompagnato dalla selezione del sommelier Bastian Winkler, in un dialogo tra cucina, territorio e ricerca enologica.

Lo Staff di cucina e service
Una nuova conferma per lo Steinbock
La Chiave Michelin 2026 si aggiunge al riconoscimento di “Hotel dell’Anno 2024” assegnato dalla guida Gault Millau, consolidando il percorso di Castel Ansitz Steinbock come destinazione in cui architettura storica, design, ospitalità e gastronomia convivono all’interno di un progetto contemporaneo.
Un indirizzo che conserva il carattere di una dimora altoatesina del Quattrocento e, allo stesso tempo, guarda al presente attraverso una formula di lusso discreto, fatta soprattutto di attenzione, materia e identità.
INFO
Come arrivare a Castel Ansitz Steinbock
Castel Ansitz Steinbock si trova a Villandro, a circa 10 minuti da Chiusa e 30 minuti da Bolzano. Per chi arriva in auto, la struttura è facilmente raggiungibile dall’Autostrada del Brennero A22, con uscita Chiusa/Val Gardena.
Photo courtesy of Raffaelli Monicelli – Public Relations




