Visitgreece invita alla “Sacra Grecia” per scoprire i segreti della cucina dei monasteri.
Milano, Italia.

Kyriaki Boulasidou, Direttrice dell’Ente Nazionale Ellenico per il Turismo in Italia
Tradizione a km 0: i segreti della cucina di magro
Visitgreece e Aldemar Resort rivelano le ricette millenarie dei monaci. Ingredienti semplici, cucina di magro per conservare i senso ascetico ma non certo penitenziale! Il gusto della tradizione, millenaria, peraltro vene celebrato attraverso piatti genuini, cucinato con ingredienti del luogo, biologici a km 0, spesso coltivati nei giardini del monastero.

I sapori del Mediterraneo tra spezie e icone
Il risultato è non solo salutista, ma estremamente saporito, come vuole la cucina mediterranea, arricchita con spezie ed erbe aromatiche, in un sapiente mix di origano, aneto, cumino, cannella, paprika e zafferano e condita con olio d’oliva. Prevalgono nella gastronomia monastica i pesci, i molluschi, i crostacei, e soprattutto verdure, frutta e cereali; mancano carni di animali di terra non contemplati dalla regola degli asceti ortodossi.

Monte Athos: la culla millenaria della cucina monastica
La cucina monastica greca ha origine sulla vetta del Monte Athos, al culmine della penisola montuosa della Grecia settentrionale ed è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il rilievo, chiamato anche Agion Oros, cioè Monte Santo, è sede di una repubblica monastica autonoma, in quanto territorio autogovernato dai monaci ortodossisin dal Medioevo.
Secondo la tradizione ortodossa, la sacralità del luogo deriva dall’approdo della Madonna proprio sul Monte. Per questo i monaci considerano Maria l’unica presenza femminile necessaria per proteggere il luogo a lei interamente dedicato. La Comunità monastica del Monte Athos occupa l’intera terza penisola della Calcidica, regione autonoma sotto la diretta giurisdizione del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli.
Si narra che siano tradizionalmente 126 le ricette più rappresentative dei monaci del Monte Athos, riportate dagli amanuensi per essere oggi conservate in un volume che racconta la cucina millenaria locale.
Photo courtesy of ENTE NAZIONALE ELLENICO PER IL TURISMO




