Oltre 130 capolavori per un progetto che riafferma la cultura come strumento di dialogo e amicizia, capace di unire due civiltà legate da sempre dal Mediterraneo e dal fascino della storia comune: la mostra Tesori dei Faraoni incanta le Scuderie del Quirinale, portando a Roma opere mai esposte prima.
Roma, Italia.
L’Egitto arriva a Roma, portando meraviglia, stupore e bellezza. Alle Scuderie del Quirinale apre Tesori dei Faraoni, un grande progetto culturale che porta nella Capitale una selezione di 130 capolavori dell’arte dell’Antico Egitto, provenienti dal Museo Egizio del Cairo e dal Museo di Luxor, molti dei quali esposti per la prima volta fuori dal loro paese. Ottenuto già un grande successo di pubblico, sarà possibile visitarla fino al 3 maggio 2025.

La mostra
La mostra, curata da Tarek El Awady, già direttore del Museo Egizio del Cairo, è prodotta da ALES – Arte Lavoro e Servizi del Ministero della Cultura con MondoMostre, in collaborazione con il Supreme Council of Antiquities of Egypt, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e delle Antichità d’Egitto, con il patrocinio della Regione Lazio e la collaborazione scientifica del Museo Egizio di Torino.
La mostra è resa possibile grazie al fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo ed ENI, Main Sponsor del progetto, che confermano il loro impegno costante nella promozione della cultura e nella valorizzazione del dialogo tra le civiltà.
EgyptAir è Vettore Ufficiale dell’esposizione, accompagnando idealmente – e concretamente – il viaggio delle opere dall’Egitto a Roma. Sono stati fondamentali inoltre i Partner Cotral, Urban Vision e Ferrovie dello Stato Italiane per il prezioso contributo e la collaborazione a un’iniziativa che unisce eccellenza scientifica, visione internazionale e partecipazione collettiva.

Relazioni culturali tra Italia ed Egitto
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle relazioni culturali tra Italia ed Egitto e dialoga con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa, come esempio concreto di cooperazione fondata su conoscenza, formazione e valorizzazione del patrimonio condiviso. È un progetto che riafferma la cultura come strumento di dialogo e amicizia, capace di unire due civiltà legate da sempre dal Mediterraneo e dal fascino della storia comune.
Lo splendore dell’oro
Tesori dei Faraoni è un viaggio nella civiltà egizia attraverso le sue forme più alte e insieme più intime: potere, fede, vita quotidiana. Il percorso apre con lo splendore dell’oro, materia divina e simbolo dell’eternità. Il sarcofago dorato della regina Ahhotep II, la Collana delle Mosche d’oro, antica onorificenza militare per il valore in battaglia, e il collare di Psusennes Iintroducono al mondo delle élite egizie, dove l’ornamento diventa linguaggio politico e riflesso di una teologia del potere. Intorno al corredo funerario di Psusennes I, scoperto a Tanis nel 1940, si concentrano oggetti di straordinaria raffinatezza: amuleti, coppe e gioielli che, dopo tremila anni, conservano intatta la loro luce.

L’universo del rito e del passaggio
Dalla magnificenza regale si entra nell’universo del rito e del passaggio, dove la morte è intesa come trasformazione. Il monumentale sarcofago di Tuya, madre della regina Tiye, domina una sezione dedicata alle pratiche funerarie e alla fede di rinascita. Attorno, le statuette shabti, i vasi canopi e un papiro del Libro dei Morti raccontano la precisione quasi scientifica con cui gli Egizi preparavano il viaggio nell’aldilà: un insieme di formule, immagini e strumenti per attraversare il mondo invisibile e rinascere alla luce di Ra.
Il volto umano della regalità
Il percorso si apre poi al volto umano della regalità. Le tombe dei nobili e dei funzionari, come quella di Sennefer, svelano la quotidianità del potere, la devozione e il senso del dovere di chi serviva il faraone come garante dell’ordine cosmico. In dialogo con queste figure, la poltrona dorata di Sitamun, figlia di Amenofi III, restituisce un’intimità sorprendente: un oggetto domestico, usato in vita e poi deposto come dono nella tomba dei nonni, testimonianza rara di affetto e continuità familiare.

La “Città d’Oro”
Una delle sezioni più attese è dedicata alla “Città d’Oro” di Amenofi III, scoperta nel 2021 da Zahi Hawass. Gli utensili, i sigilli e gli amuleti provenienti da questo straordinario sito restituiscono la voce degli artigiani e dei lavoratori che costruivano la grandezza dei faraoni. Lì, tra le officine e le case, la civiltà egizia appare nel suo volto più umano e produttivo, capace di unire ingegno tecnico e senso religioso in ogni gesto.
La regalità divina
La mostra culmina nel mistero della regalità divina. Le statue e i rilievi che chiudono il percorso sono tra le espressioni più alte dell’arte faraonica: l’Hatshepsut inginocchiata in atto d’offerta, la diade di Thutmosi III con Amon, la Triade di Micerino, fino alla splendida maschera d’oro di Amenemope, dove il volto del re, levigato e perfetto, diventa icona di un corpo che appartiene ormai al divino. In chiusura, la Mensa Isiaca – eccezionalmente concessa dal Museo Egizio di Torino – riannoda il filo simbolico che da Alessandria conduce a Roma, testimoniando l’antico legame spirituale e culturale tra i due mondi.
Come ricorda Zahi Hawass, “il più grande monumento mai costruito dall’Egitto non fu una piramide o un tempio, ma l’idea stessa di eternità.” È questa idea, più forte della pietra e dell’oro, a risuonare in ogni sala della mostra.

Il catalogo
Tesori dei Faraoni è accompagnata da un ampio programma di mediazione e divulgazione. Il catalogo, edito da Allemandi in edizione italiana e inglese, è curato da Zahi Hawass, che firma per la casa editrice anche la guida breve e la guida per ragazzi, ideate per accompagnare il pubblico più giovane in un racconto accessibile e coinvolgente, tra storie, divinità e simboli dell’antico Egitto. Sempre nel catalogo, le fotografie di Massimo Lustri restituiscono la magnificenza dei capolavori esposti e l’atmosfera delle collezioni egizie.
L’audioguida
Tutti i visitatori potranno inoltre usufruire di un’ audioguida inclusa nel biglietto, disponibile in quattro lingue, con la voce di Roberto Giacobbo per la versione italiana e quella di Zahi Hawass per la versione inglese; è prevista anche una versione dedicata ai bambini, per un’esperienza di visita ancora più coinvolgente.

Le parole di Fabio Tagliaferri, Presidente di ALES
«Tesori dei Faraoni — aggiunge Fabio Tagliaferri, Presidente di ALES — riafferma il ruolo delle Scuderie del Quirinale, che ALES gestisce per il Ministero della Cultura, come spazio delle grandi narrazioni universali e della cooperazione culturale internazionale. Con questo progetto, ALES e i partner istituzionali propongono un modello di cooperazione culturale che guarda oltre la mostra: programmi di formazione, attività didattiche, scambi scientifici e collaborazioni con musei e università italiane ed egiziane. La cultura diventa così infrastruttura di relazioni, nel segno del Piano Mattei, come investimento concreto nella conoscenza e nel futuro condiviso del Mediterraneo».
INFO
Per informazioni e dettagli, consultare www.scuderiequirinale.it
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