La Streif, pista icona dello sci mondiale, è solo uno dei tanti motivi per organizzare un viaggio in questa cittadina tirolese medievale che si trasforma, con le luci, i colori e i profumi dell’Avvento, in un paese da fiaba.
Kitzbühel, Austria.

Kitzbühel è sinonimo di sci, tradizione tirolese, natura e lusso. Ma la Streif, pista leggendaria dello sci mondiale, è solo uno dei tanti motivi per organizzare un viaggio in questa cittadina tirolese medievale, soprattutto a inizio stagione quando i prezzi sono ancora accessibili e le tradizioni dell’Avvento trasformano questa mecca dello sci in un paese da fiaba. Qui si sono evolute le tecniche, le competizioni e le infrastrutture che hanno trasformato lo sci da mezzo di trasporto a sport invernale per eccellenza fin da fine ‘800, richiamando nella città austriaca i migliori atleti e il jet set internazionale che, a sua volta, ha definito con il “kiz-lifestyle” il paradigma del turismo invernale. A concorrere al successo della destinazione alpina, oggi come allora, sono, oltre alla bellezza del paesaggio e al clima, la posizione strategica a breve distanza da Innsbruck, Monaco e Salisburgo e i collegamenti ferroviari visto che la stazione si trova a pochi passi dal centro storico e dagli impianti di risalita per la Hahnenkamm, la montagna della città. Kitzbühel peraltro è facilmente accessibile anche dall’Italia con i treni DB-ÖBB
Info: www.kitzbuehel.com

Le origini della leggenda
La metamorfosi della località, da serafica città medievale a icona del turismo invernale, si deve Franz Reisch che, dopo aver comprato sci lunghissimi in Norvegia e averli sperimentati sulle montagne locali, fonda nel 1902 l’associazione degli sport invernali, organizza corsi di sci gare, pubblica nel 1908 la prima guida sciistica della città e costruisce Sporthotel Reisch, oggi Das Reisch dove la quarta generazione della famiglia prosegue con la tradizione dell’ospitalità. Nel 1893, in una delle prime discese alpine documentate a livello storico, questo visionario pioniere dello sport e del turismo scende dal Kitzbüheler Horn fino a Kitzbühel, battezzando quello che sarebbe diventato uno dei comprensori più conosciuti a livello internazionale.
Qui, infatti, dal 1931 con l’istituzione del Trofeo Hahnenkamm e poi, a partire dal 1967, le gare di Coppa del Mondo, si riunisce ogni anno il gotha dello sci mondiale (il prossimo appuntamento è per il 20-25 gennaio). Da quasi cent’anni lo slalom si disputa sulla Ganslern e la discesa libera sulla Streif, un tracciato di più di 3,3 chilometri praticamente verticale che, tra salti, dislivelli e doppie pendenze, è diventato un must per gli sciatori più preparati e ambiziosi. Per tutti gli altri che non vogliono rinunciare alla Streif c’è comunque la possibilità di cimentarsi su due tracciati più abbordabili: Familienstreif o la Mini-Streif ai piedi della pista.

Non solo Streif. Tutto lo sport invernale di Kitzbühel
Oltre alla Streif, Kitzbühel vanta più 230 chilometri di piste racchiuse tra le vette della Hahnenkamm e del Kitzbüheler Horn. Gli impianti iniziano ad aprire dal 22 novembre per arrivare alla piena funzionalità del comprensorio per il week end di Sant’Ambrogio. La stagione poi arriva fino al 12 aprile con uno skipass giornaliero che parte da 66 euro e tocca, in alta stagione, i 79,50 euro. Non mancano 13 itinerari per lo sci di alpinismo,tracciati per lo slittino, 62 chilometri di piste di sci di fondo,escursioni con le ciaspole, gite sulle slitte trainate da cavalli, il curling sullo Schwarzsee e lo snowpark sulla pista Hanglalm. Il vero punto di forza di Kitzbühel è però la rete di sentieri tracciati che, in qualsiasi stagione dell’anno, permettono di camminare godendo gli scorci sulla valle e sulle vette del Wilder Kaiser.

Camosci, capre e yak
Nella città dei camosci non può mancare una tappa a tema. Appena fuori Kitzbühel, a 1100 metri di altezza, il Parco faunistico di Aurach, offre l’occasione per una escursione adatta a tutti alla scoperta dei tanti animali che popolano le montagne, non solo quelle tirolesi. Qui si passeggia ammirando, nell’ampio recinto all’aperto o nei tanti rifugi dedicati a singole specie, cervi, linci, mufloni, daini, pavoni, gufi, canguri, gatti selvatici, asini, alpaca, lama, yak, pecore, pony, tacchini, oche, anatre, conigli, maiali e tante, tantissime capre. Da non perdere l’appuntamento delle 14.30 quando il personale porta da mangiare ai grandi erbivori che si riuniscono, liberi, nell’area dedicata, permettendo a tutti un incontro ravvicinato con i protagonisti del parco. All’uscita, una merenda al ristorante del parco, il Branderhofstube, magari con una kaiserschmarren condivisa (una sorta di frittata dolce) rende la giornata perfetta.
Info: www.wildpark-tirol.at/en.

Shopping, cultura e fiche
Ma Kitzbühel non è solo una destinazione ideale per gli amanti della natura e dello sport. A differenza di molte località alpine costruite intorno agli impianti di risalita, il cuore di Kitzbühel è medievale. La città tirolese, infatti, è un centro culturale ed economico da oltre 700 anni e la sua eredità storica è tutta da ammirare. Oggi si passeggia sulle vie dell’Hinterstadtl incorniciate da case colorate costruite tra il XVI e il XVII secolo e dominate dalla Pfarrkirche St. Andreas e dalla gotica Liebfrauenkirche. Impossibile non lasciarsi tentare dai tanti caffè e ristoranti del centro e dallo shopping nelle boutique storiche dell’abbigliamento alpino, come Frauenschuh, che unisce qualità, lavorazione a design senza tempo. Per chi volesse tentare la sorte è d’obbligo una visita al casinòospitato in un edificio del 1274 proprio accanto al museo locale.
Quest’ultima in particolare è destinazione perfetta per trascorrere un pomeriggio caso di maltempo: qui si scoprono, infatti, le radici di Kitzbühel, il suo sviluppo economico legato, in origine, alla posizione strategica in una regione dalla lunga tradizione mineraria, la sua spinta verso il turismo outdoor e i suoi artisti, a iniziare da Alfons Walde, pittore, architetto e designer, originario proprio della località e di cui il museo espone oltre 60 dipinti e più di cento stampe che mostrano, tra l’altro, lo sci delle origini di Kitzbühel.
Info: www.museum-kitzbuehel.at.
Photo dall’alto: Courtesy of Pizzinini Scolari Ufficio Stampa. Kitzbuehel Tourismus. Tirol Werbung, Peter Neusser. Kitzbühel Tourismus. Tirol Werbung, Michael Rathmayr. Kitzb++hel Tourismus.



