Dal 26 al 29 giugno 2025, Triennale Milano rende omaggio a Sylvano Bussotti, artista poliedrico e figura iconica della cultura italiana e internazionale. Pittore, musicista, regista, scrittore e testimone della libertà espressiva, Bussotti viene ricordato non solo per la sua arte rivoluzionaria ma anche per il coraggio di vivere apertamente la propria identità in un’epoca spesso ostile. Un tributo che risuona con forza nella settimana del Pride, offrendo spunti attuali sulla relazione fra arte, eros e autodeterminazione.
Milano, Italia.
Bussotti, un ricordo prezioso personale di quando studiavo al DAMS, a Bologna.
Una figura che ha partecipato alla storia della musica a livello internazionale, viene ricordato per la sensibilità che l’ha caratterizzato nelle varie forme artistiche.
Figura decisamente poliedrica, Bussotti è anche conosciuto come pittore, poeta, romanziere, regista teatrale e di film, attore, cantante, scenografo e costumista.
Nella settimana che celebra la comunità LGBTQIA+, viene ricordato un artista, apertamente omosessuale, che ha saputo sfidare le convenzioni artistiche e sociali dell’epoca e le cui opere ancora oggi sono portatrici di un’importante ed estremamente attuale riflessione sul rapporto fra arte e eros.

Sopra, Partitura 3 pagine estratte dalla partitura a stampa, opera Lorenzaccio di Sylvano Bussotti 1972 © Casa Ricordi.
Foto grande in alto, Sylvano Bussotti, Festival Nieuwe Muziek 1978, ph Wim Riemens © Archivio Storico Ricordi
“chi chiude si rinchiude”
Mai come oggi dovremmo interrogarci sul perché la diversità , anziché rappresentare com’è una ricchezza, una marcia in più, viene da alcuni vista con categorie di pudore, morale, controllo sociale dei corpi. Si ammira e non se ne può fare a meno il risultato artistico, come se non fosse un prodotto, una concatenazione di storie, percorsi.
Un vecchio adagio toscano cita “chi chiude si rinchiude”. Meglio una società creativa ed aperta alla muffa stantia con echi di medioevale memoria. Siate liberi e lasciamo ai regimi le varie polizie morali.
Grazie maestro Bussotti, hai lasciato molto, ci hai insegnato molto.
Testo Pippo Biassoni.



