Inaugurata alla Villa Reale di Monza la straordinaria mostra antologica di Michelangelo Pistoletto UR-RA, acronimo di Unity of Religions- Responsability of Art, in collaborazione con i quattro esponenti delle maggiori religioni in Italia, firmatari della “Tavola Interreligiosa per la Pace Preventiva”. Ma UR-RA è anche un grido performativo, in cui arte e religione si interpellano a vicenda in uno scambio fecondo di linguaggi. Dal 1 novembre 2025 al 31 ottobre 2026.
Monza, Italia.
Apre i battenti a Monza la grande mostra antologica di Michelangelo Pistoletto UR-RA, frutto del pensiero condiviso con i rappresentati delle quattro maggiori religioni d’Italia.

UR-RA
UR-RA sta per Unity of Religions- Responsability of Art, un percorso compiuto dal maestro Pistoletto, che ha sempre messo la spiritualità al centro delle sue ricerche, insieme agli esponenti di Ebraismo, Induismo, Cattolicesimo e Islam, in Italia, nel segno del dialogo attraverso l’arte, finalizzato alla costruzione della pace.
Un patrimonio millenario
Se per secoli la religione ha chiesto all’arte di produrre opere per rappresentarla, ora è l’arte che si rivolge alla religione per attingere al suo patrimonio millenario di archetipi e immagini generative.

L’inaugurazione
L’inaugurazione in Villa Reale, il 31 ottobre, è stata occasione per un confronto filosoficamente e umanamente ricchissimo tra gli esponenti delle varie fedi e tra loro e il pubblico.
Rabbino Joseph Levi
Il rabbino capo della Comunità Ebraica di Firenze e della Toscana centro-orientale, Rav. Joseph Levi, ha auspicato “la ricerca di vie nuove, facendosi ispirare dall’arte a riscoprire i sentieri della pace dentro e fuori di noi“. Ha poi lasciato l’assemblea al tramonto, per motivi religiosi.

Monaca Svāminī śuddhānanda Giri
Svāminī śuddhānanda Giri, monaca induista rappresentante dell’Unione Induista Italiana, ha speso parole molto toccanti circa il senso dello stare insieme: “Essere qui insieme non vuol dire assottigliare le differenze, ma valorizzarle.
L’arte incarnata da Pistoletto ci ha richiamato, ha interpellato la religione: quale contributo può dare all’arte?“.

Il Terzo Paradiso
“Papa Francesco diceva di essere “artigiani di pace”. Qual è lo scopo della vita? Il Terzo paradiso, come lo chiama Pistoletto, l’incontro del noi, la pace ora. Attraverso il pensiero trinamico l’arte chiede alla religione di ripensare i suoi simboli”.
Padre Antonio Spadaro
Padre Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero Vaticano per la cultura e l’educazione, amico di Pistoletto e autore con lui del libro Spiritualità, ha raccontato il processo creativo che ha generato la mostra:
“L’arte, la poesia, ci ha dato la possibilità di essere se stessi tutti insieme, rimanendo noi stessi. Nessuno di noi ha ceduto di un millimetro al compromesso”.

Non manifesto ma tavola
“Abbiamo costituito una tavola interreligiosa e per la pace attraverso l’arte, non manifesto ma tavola da condividere. Abbiamo mangiato insieme, letteralmente, mangiato e conversato: ci siamo fatti “panis”, siamo diventati buon pane. Abbiamo vissuto l’affaccio collettivo“.
Una prospettiva ermeneutica
“Questa mostra riguarda la nostra responsabilità di essere creativi per costruire la cosiddetta “pace preventiva” proposta da Pistoletto. Non è più la religione che interpella l’arte per farsi rappresentare, ma il contrario.
È il linguaggio dell’oltre: l’arte restituisce alle religioni la potenza del loro significato immaginifico. Le religioni offrono all’arte una prospettiva ermeneutica”.

Nader Akkad
L’imam della Grande Moschea di Roma, Imam Nader Akkad, ha ricordato che “UR-RA è un acronimo e un mantra, una chiamata all’azione etica, a ricomporre ciò che la modernità ha separato: la materia e lo spirito, l’individuo e la comunità”.
Ha inoltre ricordato che mentre in Europa si svolgeva l’Alto Medioevo, Bagdad era la culla della civiltà, con matematici, filosofi, astronomi, artisti
Arte come teologia
“La nostra arte è teologia divina. Il divieto di rappresentare la figura umana ha permesso di sviluppare un linguaggio universale, un codice. Gli ornamenti geometrici e la calligrafia perseguono un concetto fondamentale: l’unità. Gli esseri umani sono creati per cercare l’unità”.

Una pace preventiva, non reattiva
In un momento storico caratterizzato dalla globalizzazione, da conflitti internazionali e da un senso del progresso che pare procedere sempre più nel segno dell’individualismo, l’arte offre un linguaggio prezioso di immagini condivise e un terreno fertile di incontro per costruire una pace non soltanto reattiva ma preventiva.
Michelangelo Pistoletto
L’artista Michelangelo Pistoletto, in dialogo con il curatore Francesco Monico, ha accennato al suo lungo percorso artistico e spirituale, dagli anni Sessanta ad oggi, attraverso, per esempio, i Quadri specchianti, nei quali compare l’infinito, o L’annunciazione, archetipo di ogni parola che trasforma l’esistenza.

Codice trinarico
Ha poi spiegato la genesi del codice trinarico. “Tutto è dualità ma l’algoritmo ripetuto all’infinito produce un’infinità di onde che si collegano tra loro e danno origine a un pensiero che non era esistente e lo fanno esistere.”
Il finito dentro l’infinito
“Uno più uno fa tre: la linea va sempre incontro a un punto che non è mai fermo, la dualità si trasforma; incrociando le linee due volte otteniamo il finito dentro l’infinito, è un elemento indispensabile“.
Così, ossigeno e idrogeno danno l’acqua, polo positivo e polo negativo danno elettricità, maschio e femmina danno una nuova vita e così via, nella chimica, nella fisica e fino a ogni aspetto della vita sociale: culturale, politico, economico e spirituale.

Tavola Interreligiosa per la Pace Preventiva attraverso l’arte
La Tavola Interreligiosa per la Pace Preventiva, allora, ben si comprende su che cosa si basa: sulla volontà di confrontarsi a partire da poli opposti cercando insieme la terza via, l’elemento nuovo e comune che prima non c’era e che, senza i due elementi d’origine, non potrebbe esistere.
“Il codice trinarico è la formula della creazione, concreta, fenomenologica, non ideologica – conclude Pistoletto – È all’origine del cosiddetto Big Bang, c’è chi la chiama Dio”.

La mostra
Le grandi Tende del Codice Trinamico sono affisse nella meravigliosa Sala da ballo; tutte le altre opere del maestro dell’arte povera sono esposte nelle stanze della Villa Reale, in dialogo con arredi e opere del capolavoro del Piermarini, in sincretica armonia.
La Formula della creazione
Davvero spettacolare, nei Giardini della Villa Reale, La Formula della creazione, una moltitudine di panchine disposte in ordine trinamico che ampliano l’opera di Pistoletto, favorendo una combinazione potenzialmente infinita di incontri, forse non del tutto prevista da Pistoletto stesso, con la natura e con gli esseri umani. Ne sono stata felice testimone.
Carta di Monza per l’Interreligiosità
Il curatore, filosofo della tecnica Francesco Monico, ha ringraziato il sindaco di Monza Paolo Pilotto e Bartolomeo Corsini, direttore della Villa Reale, per la ricettività nell’accoglienza di questa grande mostra che rimarrà aperta per un anno intero. L’obiettivo finale del progetto è la firma della Carta di Monza per l’Interreligiosità, un documento simbolico e operativo per consolidare la cooperazione multireligiosa.

Quattro convegni
Nel corso dell’anno si terranno incontri, laboratori e quattro convegni internazionali sui temi: Medicina, cura e spiritualità; Economia, finanza e spiritualità; Poesia, letteratura e spiritualità; Educazione e spiritualità.
Il biglietto, del costo di 10 euro, comprende: in settimana, la visita guidata alla Reggia, con guide abilitate e, nei weekend, la presenza di alcune guide nelle sale principali, disponibili a fornire spiegazioni e rispondere a domande.
INFO
Date e orari
Dal 1 novembre 2025: mercoledì, giovedì e venerdì: 10.00 – 16.00; sabato e domenica e festivi: 10.30 – 18.30
Dal 1 giugno 2026: mercoledì, giovedì e venerdì: 14.30 – 19.30; sabato e domenica e festivi: 10.30 – 18.30)
039.5787160; gruppireggiadimonza@rearonline.it
Photo dall’alto: Marco Beck-Peccoz. Le restanti immagini a cura di Elena Borravicchio



