Al via la nona edizione di FOG Performing Arts Festival: due mesi di teatro, danza e musica con oltre 30 appuntamenti e artisti da tutto il mondo per esplorare le nuove frontiere delle live art. Un palinsesto ricco di prime assolute e nazionali che trasforma Triennale Milano in uno spazio di resistenza culturale, dove la bellezza e il confronto diventano strumenti necessari per interpretare la complessità del presente.
Milano, Italia.

FOG 2026: Il battito contemporaneo di Triennale Milano
Milano si prepara a diventare l’ombelico del mondo delle arti performative. In un’epoca che spesso sembra ripiegarsi su se stessa, Triennale Milano Milano lancia una sfida alla staticità con la nona edizione di FOG Performing Arts Festival: un viaggio lungo due mesi tra i linguaggi più innovativi della scena internazionale che trasformerà la città in un palcoscenico vibrante di vita e sperimentazione.

Il Programma e i Numeri del Festival
Un mese al via della nona edizione di FOG Performing Arts Festival, il progetto di Triennale Milano. Teatro dedicato all’esplorazione delle nuove frontiere delle live art tra teatro, danza, performance e musica:
dal 27 febbraio al 26 aprile, più di 30 appuntamenti vedranno protagonisti 37 artisti e compagnie da 23 paesi d’Europa e del mondo. In programma 4 prime assolute, 11 prime nazionali per un totale di oltre 70 repliche complessive.

I Protagonisti della Scena Internazionale
Tra gli ospiti di questa edizione Romeo Castellucci, Marcos Morau / La Veronal, Ontroerend Goed, Agrupación Señor Serrano, Motus, Alessandro Sciarroni, Mario Banushi, Benjamin Kahn, Tara Manić, Alberto Cortés, Anacarsis Ramos.
Le aspettative sono stimolanti: un sentire l’arte come confronto tra stili espressivi e contenuti che coinvolgono visioni contemporanee. Un’occasione per tenere aperte le pagine del bello in un’epoca che vuole imporsi come richiusa su se stessa. Propio una bella occasione da non perdere.
Info: Triennale Milano Milano
Credit Photo dall’alto: ©Leafhopper. ©Andreas Simopoulos. ©Silvia Poch. @Pinelopi Gerasimou. Courtesy of Ufficio Stampa Triennale Milano
Testo Pippo Biassoni



