Dall’8 al 10 ottobre Rimini ospita la prima edizione del Festival delle Giovani Generazioni. Piazza Malatesta diventa il Villaggio dei Giovani, tra creatività, incontri, orientamento e formazione. In programma anche la tappa conclusiva di YOUZ 5 e il confronto sui Protocolli NEET. Un progetto triennale sostenuto dalla Regione Emilia-Romagna con 450mila euro.
Rimini, Italia.
Piazza Malatesta diventa il luogo delle nuove generazioni
Giochi, creatività, incontri e idee per il futuro. A Rimini, dall’8 al 10 ottobre, la Generazione Z avrà un luogo tutto suo: piazza Malatesta, trasformata per l’occasione nel Villaggio dei Giovani. È qui che prende forma la prima edizione del Festival delle Giovani Generazioni, un appuntamento nazionale che riunisce ragazze e ragazzi, istituzioni, università, associazioni e realtà del territorio.
Il programma mette insieme linguaggi e occasioni diverse, dall’orientamento alla formazione, dal lavoro alla creatività, passando per l’informazione e la partecipazione. Ma l’appuntamento di ottobre è soltanto il primo capitolo: il progetto ha infatti un orizzonte triennale e accompagnerà Rimini fino al 2028, con nuove iniziative distribuite durante l’anno.
L’idea è costruire uno spazio nel quale i giovani non siano soltanto destinatari delle attività, ma possano contribuire alla loro realizzazione, condividendo idee, bisogni e proposte.

Un villaggio in cinque dimensioni
Nel cuore del centro storico, il Villaggio dei Giovani sarà organizzato in cinque aree, pensate per esplorare altrettanti modi di vivere la manifestazione.
PLAY sarà il territorio dei giochi e delle challenge, mentre CREATE lascerà spazio all’espressione artistica. A raccontare ciò che accade penserà SHARE, con una redazione giovane dedicata al Festival. In MEET sarà possibile conoscere associazioni e realtà del territorio; LIVE, infine, sarà il palcoscenico per talk, confronti e performance.
Laboratori, workshop, desk informativi e momenti di intrattenimento completeranno il programma. Il percorso avrà un momento particolarmente significativo sabato 10 ottobre, quando le proposte maturate durante le giornate saranno raccolte e consegnate a Comune e Regione.
È proprio la partecipazione diretta dei ragazzi uno degli elementi su cui insiste Francesca Mattei, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Rimini. Per l’assessore, il Festival nasce dalla volontà di evitare che si costruiscano iniziative rivolte ai giovani senza il loro coinvolgimento: l’obiettivo è offrire occasioni per incontrarsi, sperimentare, acquisire competenze e far sentire la propria voce.
Orientamento, formazione, creatività e partecipazione, sottolinea Mattei, sono aspetti strettamente collegati. Il traguardo è mettere a disposizione delle nuove generazioni strumenti utili a esprimere il proprio potenziale e a sentirsi parte attiva della comunità.

YOUZ 5, un anno di ascolto arriva al traguardo
Prima ancora che il Villaggio entri nel vivo, il Festival si aprirà con un appuntamento che porta a Rimini il risultato di un lungo percorso regionale.
Giovedì 8 ottobre, dalle 9.30 al Teatro degli Atti, sarà infatti protagonista la tappa conclusiva di YOUZ 5. Gli AmbassadorZ presenteranno gli esiti del progetto e consegneranno al presidente della Regione Michele de Pascale il Manifesto YOUZ 5.
Tra novembre 2025 e maggio 2026, il percorso ha raccolto idee, bisogni e aspirazioni di oltre mille giovani emiliano-romagnoli attraverso 24 tappe. Il lavoro proseguirà nel pomeriggio con due laboratori rivolti alle classi delle scuole superiori, chiamate a conoscere il Manifesto, approfondirne le istanze e trasformarle in uno strumento operativo, una sorta di “cassetta degli attrezzi” per incidere concretamente nei contesti in cui vivono.
Nel comunicato regionale, l’assessore alle Politiche giovanili Giovanni Paglia richiama inoltre le 26 tappe itineranti che nell’ultimo anno hanno portato YOUZ da Piacenza a Rimini. Le proposte emerse saranno condivise con il presidente de Pascale e con la Giunta regionale, con l’obiettivo di orientare le politiche regionali in modo sempre più aderente ai bisogni delle giovani generazioni.

Al Teatro Galli si affronta il tema dei NEET
Il giorno successivo, venerdì 9 ottobre, il programma si sposterà nella Sala Ressi del Teatro Galli.
Qui si parlerà di Protocolli NEET, con un convegno dedicato agli strumenti, alle pratiche e ai dati che possono rafforzare il lavoro di rete rivolto ai giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione.
Un appuntamento che amplia lo sguardo del Festival: accanto alla creatività e alle occasioni di incontro, entrano così nel programma anche le questioni legate all’orientamento e all’inclusione nei percorsi formativi e professionali.
Un progetto da 450mila euro
Dietro l’appuntamento riminese c’è un investimento destinato a svilupparsi nel tempo. Il Festival delle Giovani Generazioni rientra infatti in un progetto triennale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna con 450mila euro, attraverso il Programma Regionale FSE+ 2021-2027, nell’ambito della Priorità “Occupazione giovanile”.
A occuparsi dell’organizzazione è Pirene, agenzia con sede a Roma che dal 1999 opera in Italia e a livello internazionale nei settori delle pubbliche relazioni, dell’organizzazione di eventi e della comunicazione.
La tre giorni di ottobre rappresenta dunque l’avvio di un programma più ampio, destinato a proseguire fino al 2028 con nuove opportunità di formazione e partecipazione.

I giovani nel Riminese: cosa dicono i numeri
Il Festival si inserisce in un territorio nel quale la componente giovanile rappresenta una parte significativa della popolazione. Le persone tra i 15 e i 34 anni sono il 20,1% della popolazione provinciale.
Nel 2025 il saldo migratorio della fascia tra i 18 e i 39 anni ha raggiunto +1.272 persone, pari al 50,4% del saldo complessivo e in crescita dell’8,2% rispetto al 2024.
Anche gli indicatori occupazionali fotografano una situazione specifica: tra i 25 e i 34 anni il tasso di occupazione è dell’80,3%, contro il 79,9% regionale. Il tasso di disoccupazione nella stessa fascia è invece del 3,9%, rispetto al 4,9% dell’Emilia-Romagna.
Sul fronte dei NEET, l’ultimo dato provinciale disponibile, relativo al 2024, si attesta al 7,4%, contro il 9,6% regionale. A livello regionale, il dato aggiornato al 2025 scende all’8,2%, al di sotto della media italiana, del Nord e dell’Unione europea.

Le idee dei giovani, oltre i tre giorni del Festival
Il calendario di ottobre mette dunque insieme una dimensione più esperienziale, fatta di giochi, creatività e performance, e una più concreta, legata a formazione, lavoro, orientamento e partecipazione.
Ma il passaggio più importante arriverà forse quando le luci del Villaggio si spegneranno: le proposte raccolte durante il Festival saranno portate alle istituzioni, dando continuità al confronto avviato con le nuove generazioni.
È questo il senso del progetto che accompagnerà Rimini fino al 2028: non soltanto dedicare ai giovani uno spazio per tre giorni, ma provare a trasformare quell’incontro in un percorso continuativo di ascolto, confronto e costruzione condivisa.
Photo courtesy of Pirene Ufficio Stampa



