"Mr e Mrs Clark" alla Fondazione Sozzani di Milano: una mostra per celebrare il magico duo della moda inglese degli anni '70

“Mr e Mrs Clark” alla Fondazione Sozzani di Milano: una mostra per celebrare il magico duo della moda inglese degli anni ’70

Scritto da Alessandra Chianese on . Postato in Agenda Moda, Appuntamenti, Cultura

Sarah Moon, Ossie Clark, Vogue Italia, 1972 © Sarah Moon (Press Fondazione Sozzani)

“MR E MRS CLARK” RACCONTA IL PERCORSO DEI DUE CREATIVI ED ESPLORA LA GENIALITA’ DEL DISEGNO DI CELIA, PARTICOLARMENTE ACUTO NELLO SVILUPPARE LE STAMPE ISPIRATE ALLA NATURA E ALLE AVANGUARDIE ARTISTICHE, E DEL TALENTO DI OSSIE, GENIALE NEI TAGLI E NELLA MODELLISTICA PER CREARE ABITI SENSUALI E FEMMINILI.

Milano, Italia.
Con il patrocinio della Camera Nazionale della Moda Italiana, il 15 gennaio arriva a Milano, alla Fondazione Sozzani, la prima mostra in Italia dedicata ad Ossie Clark e Celia Birtwell. “Mr & Mrs Clark”racconta il percorso dei due creativi ed esplora la genialità del disegno di Celia, che sviluppava le stampe ispirate alla natura e alle avanguardie artistiche, e del talento di Ossie, che con la sua maestria nei tagli e nella modellistica dava vita ad abiti sensuali e femminili. 

La loro unione, anche nella vita privata, è stata immortalata da David Hockney nel celebre dipinto Mr and Mrs Clark and Percy, risalente al 1970-71 e conservato alla Tate Britain di Londra, che rappresenta non solo un ritratto di due stilisti, ma anche un manifesto di una nuova classe creativa tra arte e moda.

Carla Sozzani in merito a Mr & Mrs Clark

Scrive in tal senso Carla Sozzani nella prefazione del libro pubblicato da Silvana Editoriale: “Ossie e Celia sono anche la storia di una speciale alchimia, una dei primi esempi di coppie creative che hanno lavorato insieme per completarsi in totale armonia. Celia Birtwell e Ossie Clark fanno parte delle coppie celebri dove non si potrà mai dire dove finiva la creatività di uno e iniziava quella dell’altro”.

Mr & Mrs Clark

“Mr & Mrs Clark. Ossie Clark and Celia Birtwell. Fashion and Prints 1965-1974” è un progetto, condiviso tra il Museo del Tessuto di Prato e la Fondazione Sozzani. La mostra e il libro, a cura di Federico Poletti, valorizzano tramite diversi materiali espositivi (inclusi sketchbook e foto d’epoca) un importante nucleo di abiti disegnati dallo stilista londinese e provenienti dalla collezione di Massimo Cantini Parrini (celebre e pluripremiato costumista). Lauren Lepire (founder del vintage store Timeless Vixen di Los Angeles), dagli archivi di Celia Birtwell e dalla famiglia Clark.

Il commento di Federico Poletti

Il curatore Federico Poletti ha così commentato: “Per la prima volta, sia in mostra, sia nel catalogo, il lavoro di Celia Birtwell e Ossie Clark viene presentato insieme, perché le forme e i tagli di Ossie non avrebbero avuto lo stesso impatto senza  le stampe di Celia. Grazie a lunghe ricerche abbiamo recuperato materiali rari e di grande valore storico-artistico, realizzando una mostra unica che vede 30 abiti iconici del loro momento di massima notorietà (1965-74), 7 preziosi taccuini di Ossie e Celia, numerosi i disegni inediti, editoriali scattati da importanti fotografi internazionali, oltre a rari memorabilia, fino ai video con le incredibili performance/sfilate di moda di Ossie Clark”.

Un racconto per abiti e immagini che prende forma anche grazie al video in cui è la stessa Celia Birtwell a parlare: “Ossie avrebbe potuto essere un architetto. Era bravissimo a creare forme tridimensionali, cosa che io non sono mai riuscita a fare. Io creo disegni piatti e lui riusciva a creare forme e volumi…Ossie è stato forse il primo a mettere la musica in una sfilata di moda, coinvolgendo modelle di diverse etnie, persone interessanti da ogni dove, che danzavano durante lo show. Un fenomeno multiculturale per l’epoca che ha dato il via a un intero movimento”.

Il volume dedicato a Ossie Clark e Celia Birtwell

Per la mostra di Milano è inoltre disponibile il volume pubblicato e distribuito da Silvana Editoriale. “Mr & Mrs Clark. Ossie Clark and Celia Birtwell. Fashion and Prints” racconta il sodalizio artistico e personale di Ossie Clark e Celia Birtwell attraverso saggi, interviste e una ricca documentazione iconografica. Curato da Federico Poletti, con la direzione artistica di Claudio dell’Olio, il volume ripercorre la storia della coppia inglese che ha dato origine ad uno stile inconfondibile lasciando un segno nella moda nel periodo compreso tra la minigonna di Mary Quant e il movimento punk sovversivo di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood. Il volume non solo rappresenta il naturale completamento della mostra, ma anche uno strumento bibliografico importante per capire l’importanza di questa coppia a volte trascurata dalla critica.

Scrive Renata Molho nel testo “La rivoluzione silenziosa di Ossie Clark”: “Insieme alla Birtwell, Clark sperimenta e inventa: ricordiamo i vestiti di carta giallo lime e arancione, con rivisitazione di disegni di Poiret, o il tailleur pantaloni al femminile, che anticipa “Le Smoking” di Yves Saint Laurent del 1966. “Questo stesso abito era stato acquistato da Quorum a Londra nel 1965 e portato a Parigi da alcuni collaboratori di Yves”, racconta la storica della moda Judith Watt in un’intervista, “Non sto dicendo che Saint Laurent l’abbia rubato – precisa – ma di certo ne ha tratto ispirazione”. La creatività̀ di Clark, supportata dal talento di Celia Birtwell, pare inesauribile. Palme, ciliegie, fiori e geometrie stilizzate, il suo è un linguaggio personale ma che definisce un’epoca, quella ancora insuperata della Swinging London”. 

Conclude Suzy Menkes tra le prime ad assistere alle performance di Ossie e Celia, testimone di un’epoca in grande fermento socioculturale: “La giovane coppia ha prodotto immagini per una società̀ in rapida evoluzione, creando un nuovo epicentro del design nella zona ovest di Londra. Proprio la zona di Portobello Road era il luogo dove la “generazione giovanile” stava iniziando a seminare e a crescere… È stata l’abilità di Ossie a spingere la moda a fare passi avanti, “semplicemente guardando un disegno e trasformandolo in un meraviglioso tessuto”, come ha detto Celia, aggiungendo, “con i miei bozzetti fantasiosi e le mie abilità di taglio dei modelli, abbiamo creato una squadra brillante che incarnava lo zeitgeist dei giovani che volevano sfuggire dalle restrizioni del dopoguerra”.

Ossie Clark e Celia Birtwell

OSSIE CLARK Protagonista delle Swinging London, Raymond Clark era nato a Liverpool nel 1942, il più giovane di sei figli. Diplomatosi al Royal College of Arts di Londra, debuttò nel 1964, quando cominciò a disegnare vestiti per la boutique Quorum di Chelsea, frequentata dalla scena musicale e artistica inglese. Incontrò a scuola Celia Birtwell, che poi sposò. Venne ucciso nel 1996 a 54 anni, lasciando due figli. Nel 1999-2000, il Warrington Museum & Art Gallery ha tenuto la prima retrospettiva cui è seguita nel 2003 quella curata dal Victoria and Albert Museum di Londra. 

CELIA BIRTWELL nata nel 1941 a Londra, si forma alla Salford Art School di Manchester. Si diploma in Textile Design al Royal College of Art trasferendosi a Londra nei primi anni Sessanta, dove produce i primi tessuti per arredamento in stile Op-art. Nelle sue stampe studia a lungo le collezioni del Victoria & Albert Museum, in particolare i costumi di Leon Bakst e Sergej Djagilev per i Balletti Russi con riferimenti che spaziano dagli arazzi medievali inglesi al Cubismo e Pointillismo. Attualmente vive e lavora a Londra.

INFO

Una mostra assolutamente da non perdere per scoprire il mondo di Ossie Clark e Celia Birtwell, consultare il sito www.fondazionesozzani.org

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.