Un itinerario cicloturistico di quattro giorni attraversa Ferrara, le dimore estensi, le lagune di Comacchio e le oasi del Delta del Po, in un viaggio lento che intreccia patrimonio storico, paesaggi naturali e tradizioni gastronomiche.
Ferrara, Italia.
Dal 30 settembre al 2 ottobre abbiamo partecipato al press tour organizzato dal Consorzio Visit Ferrara per scoprire il territorio ferrarese in bicicletta. Un’esperienza che racconta bene il valore del cicloturismo: muoversi senza fretta, attraversare paesaggi diversi e incontrare luoghi, persone e tradizioni che spesso sfuggono a un viaggio convenzionale.

Tra arte, natura e sapori
Il percorso completo ad anello si svolge in quattro giorni, per un totale di circa 180 chilometri. Il territorio prevalentemente pianeggiante, le piste ciclabili e le strade a basso traffico lo rendono accessibile a ciclisti di diversi livelli. Il pacchetto proposto costa 300 euro a persona e comprende tre pernottamenti, trasferimento dei bagagli e assistenza; con supplementi è possibile aggiungere il noleggio della bicicletta, e ulteriori escursioni e cene. Primavera e autunno sono le stagioni ideali per affrontarlo.
Il nostro viaggio comincia a Ferrara, con il check-in all’Hotel Carlton, nel pieno centro storico. Accompagnati dalla guida Virna Comini, esploriamo in bicicletta una città in cui l’impianto medievale convive con la grande stagione rinascimentale della corte estense.
Tra Quattrocento e Cinquecento Ferrara fu uno dei principali centri artistici e culturali italiani. Il suo centro storico è stato riconosciuto “patrimonio dell’umanità” dall’UNESCO nel 1995; nel 1999 il riconoscimento è stato esteso al Delta del Po e alle Delizie Estensi.

Ferrara, una città da scoprire pedalando
Il simbolo della città è il Castello Estense, costruito nel 1385. Circondato da un fossato e caratterizzato da torri e ponti levatoi, conserva gli appartamenti ducali, le antiche prigioni, le cucine e il Giardino degli Aranci: testimonianza della potenza politica e della vita di corte della famiglia d’Este.
Un’altra tappa fondamentale è il Palazzo dei Diamanti, progettato nell’ambito dell’Addizione Erculea, il grande intervento urbanistico promosso dal duca Ercole d’Este e affidato all’architetto Biagio Rossetti. Iniziato nel 1493, deve il suo nome alle migliaia di blocchi di marmo a forma di diamante che rivestono la facciata. Oggi ospita importanti mostre organizzate da Ferrara Arte e, al piano nobile, la Pinacoteca Nazionale.
Accanto alla città rinascimentale sopravvive quella medievale, con le sue strade strette, gli edifici in cotto e i passaggi coperti. Via delle Volte è uno degli angoli più suggestivi, mentre Casa Romei è una delle dimore storiche imperdibili.
La città offre anche un ricco patrimonio museale, dal Museo Archeologico Nazionale al MEIS, il Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Meritano attenzione il Teatro Comunale, costruito tra il 1773 e il 1797, e le mura cittadine: circa nove chilometri di fortificazioni tra le meglio conservate d’Italia, oggi trasformate in un grande percorso verde frequentato da pedoni e ciclisti.
Ferrara è inseparabile anche dal Po, il fiume più lungo d’Italia, che, nei secoli, ha condizionato l’agricoltura, i commerci e l’organizzazione del territorio. Fuori dal centro si incontrano le Delizie Estensi, ville e residenze monumentali volute dalla famiglia d’Este tra Medioevo e Rinascimento. Tra le più significative figurano Belriguardo, il Verginese, Benvignante e il Castello della Mesola.
Dopo la visita, ci concediamo un aperitivo con vista sul Castello Estense all’Hotel Annunziata. La giornata si conclude al Ristorante e Agri Hotel Principessa Pio, situato in una casa colonica del Cinquecento immersa negli orti rinascimentali. Qui assaggiamo prodotti del territorio, accompagnati dal miele di produzione propria, e i celebri cappellacci di zucca, proposti con ragù o con burro e salvia.

Ostellato e Comacchio: il fascino delle zone umide
Il secondo giorno ci trasferiamo a Ostellato per visitare Le Vallette, un’oasi naturalistica di circa 200 ettari, estesa per una decina di chilometri. La guida Angela Bellini ci illustra un paesaggio in cui zone umide e terreni bonificati convivono grazie a una fitta rete di canali e lagune.
L’area si presta a passeggiate, birdwatching, pesca sportiva e fotografia naturalistica. È inoltre inserita nella rete di tutela ambientale Natura 2000, a conferma dell’importanza dei suoi habitat.
Da qui partiamo in bicicletta per una tappa di circa 31 chilometri verso Comacchio, accompagnati dalla guida ambientale Riccardo Gennari, fondatore del Wolf Group e appassionato di lupi. Durante il percorso osserviamo anche alcune impronte dell’animale, un piccolo indizio della ricchezza faunistica di questi ambienti.
L’arrivo a Comacchio, con i suoi canali, ponti e isolotti, restituisce l’immagine di una città d’acqua, spesso definita la «piccola Venezia». Una delle visite più interessanti è quella alla Manifattura dei Marinati , antica struttura dedicata alla lavorazione e alla marinatura dell’anguilla.
Il complesso conserva l’impianto originario e racconta la storia di un’attività che ha segnato profondamente l’economia locale. La Sala dei Fuochi, con i suoi dodici grandi camini utilizzati per cuocere il pesce, è il cuore della manifattura; le altre sale documentano le fasi della marinatura, del confezionamento e dell’arrivo del pescato. La visita consente di comprendere come una tradizione alimentare sia diventata parte integrante dell’identità culturale di Comacchio. La Sagra dell’Anguilla, che si tiene ogni anno tra settembre e ottobre, celebra questa specialità.
Da ricordare anche il film del 1954, La donna del fiume, diretto da Mario Soldati, con Sophia Loren. Le foto di Federico Patellani ne rievocano la produzione.
Il monumento più caratteristico della città è il Trepponti, ponte seicentesco costruito all’incrocio di diversi canali. Con le sue scalinate, le torrette e le arcate, un tempo costituiva una sorta di ingresso fortificato per chi arrivava dal mare. Poco distante si trova il Ponte degli Sbirri, così chiamato per la sua vicinanza alle antiche carceri. Completano la visita la Cattedrale di San Cassiano e il Museo Delta Antico, allestito nell’ex Ospedale degli Infermi, che ripercorre la storia del territorio dall’età etrusca al Medioevo.
Il paesaggio si apre poi sulle Valli di Comacchio, uno dei più vasti complessi di zone umide d’Italia. Specchi d’acqua salmastra, canali, argini e piccoli dossi costituiscono un habitat prezioso per numerose specie di uccelli, tra cui aironi, avocette, cavalieri d’Italia e fenicotteri rosa. Restano visibili anche i casoni da pesca, un tempo utilizzati come basi operative e punti di sorveglianza, e i lavorieri, strutture impiegate per catturare le anguille durante le migrazioni.
Di particolare interesse sono anche le Saline di Comacchio, estese per circa 550 ettari, con bacini poco profondi e una ricca avifauna. Il territorio costiero comprende sette lidi, da Lido degli Estensi a Lido di Volano; a Lido di Spina si trova inoltre la Casa Museo di Remo Brindisi.
A pranzo ci fermiamo a Comacchio al ristorante Le Gresine, dove gustiamo un risotto di pesce intenso e saporito. Il locale è stato scelto anche come location per una scena del film Lamborghini – The Man Behind the Legend, girato nel 2022.

Argenta, tra bonifiche e biodiversità
Nel pomeriggio raggiungiamo Argenta, dove pernottiamo all’Agrilocanda Val Campotto. Al tramonto, accompagnati da Sergio Stignani, fotografo ed esperto del sistema di bonifica locale, passeggiamo nelle Valli di Argenta, comprendendo quanto sia delicato l’equilibrio tra ambienti umidi e terreni agricoli.
Le Valli di Argenta fanno parte del Parco Regionale del Delta del Po e rappresentano una destinazione importante per gli appassionati di natura e di birdwatching. Aironi, garzette, gru, cigni, cicogne e spatole popolano questi ambienti, dove l’acqua è protagonista tanto del paesaggio quanto della storia umana.
Per approfondire il rapporto tra territorio e attività dell’uomo, meritano una visita l’Ecomuseo di Argenta, il Museo della Bonifica e il Museo Civico. Sono luoghi che aiutano a comprendere come la gestione delle acque abbia trasformato la pianura ferrarese, rendendola fertile, ma richiedendo un continuo lavoro di manutenzione e di controllo idraulico.

Le Delizie Estensi: architettura e vita di corte
Il terzo giorno è dedicato a due importanti residenze storiche. La prima è la Delizia del Benvignante, costruita nel 1464 per volontà del duca Borso d’Este e progettata dall’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini. Nata come luogo di villeggiatura e di riposo per la corte, nel 1481 accolse anche la moglie di Ludovico il Moro. Le campagne circostanti, coltivate a cereali e vigne e ricche di selvaggina, completavano il paesaggio della residenza.
Proseguiamo in bicicletta per circa dodici chilometri fino alla Delizia del Verginese, nel territorio di Portomaggiore. Il complesso fu realizzato nel Cinquecento per volontà di Alfonso d’Este come residenza di campagna e luogo di svago. Il suo aspetto attuale è legato alla metà del secolo e alla figura di Laura Dianti, compagna del duca.
Oggi la Delizia ospita il Museo Archeologico «Mors Inmatura» e una mostra permanente dedicata al Sepolcreto dei Fadieni, una piccola necropoli romana rinvenuta nelle vicinanze. Oltre duecento reperti raccontano la vita quotidiana e le pratiche funerarie dell’epoca, aggiungendo alla visita architettonica una dimensione archeologica.
Le Delizie Estensi non erano soltanto dimore prestigiose: costituivano un sistema di residenze, territori agricoli e luoghi di svago attraverso cui la corte organizzava il paesaggio e affermava il proprio prestigio. Visitarle in bicicletta consente di cogliere il legame tra architettura, ambiente e storia politica del territorio.

Tradizione ferrarese e caviale rinascimentale
Il tour si conclude con un pranzo presso l’agriturismo Le Occare, a Runco, nel comune di Portomaggiore. La struttura occupa un’antica masseria del Settecento, restaurata nel rispetto del carattere originario, e dispone di poche camere e di un ristorante intimo, con arredi d’epoca e un’atmosfera raffinata.
L’azienda agricola si estende su circa dieci ettari ed è circondata da un bosco micorizzato, particolarmente adatto alla crescita dei tartufi. La cucina propone specialità emiliane e ferraresi, affiancate da ingredienti ricercati e da una cantina con etichette italiane e francesi.
Tra gli assaggi più interessanti spiccano il formaggio di fossa di Talamello, dal gusto intenso, il tartufo brumale raccolto nel bosco aziendale e diverse preparazioni a base di caviale.
Protagonista è il Caviale Ferrarese di Maria Cristina Maresi, prodotto che recupera un’antica ricetta legata alla tradizione gastronomica rinascimentale della corte estense. Secondo la tradizione, la preparazione sarebbe stata ideata da Cristoforo di Messisbugo, celebre scalco (non era un semplice cuoco, ma il direttore generale della macchina cortigiana) e organizzatore dei banchetti ducali, quando il Po era ancora ricco di storioni.
La particolarità di questa ricetta è la cottura in forno, che distingue il prodotto dal caviale crudo: le uova acquistano una consistenza più morbida e vellutata, un colore nero e lucido e un gusto delicato, con una salatura contenuta. La conservazione avviene sott’olio, senza coloranti né conservanti.
Dopo essere scomparsa per quasi mezzo secolo, questa specialità è stata recuperata grazie alla riscoperta della ricetta tradizionale e all’impiego di storioni d’allevamento di qualità. La sua produzione, oggi regolamentata, testimonia come anche la gastronomia possa contribuire alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio storico locale.
Il pranzo diventa così l’ultima tappa di un viaggio che non si limita a mostrare monumenti e paesaggi, ma racconta anche la cultura materiale del Ferrarese, attraverso ricette, prodotti agricoli e saperi tramandati.

L’itinerario completo: quattro giorni in bicicletta
Il percorso proposto da Visit Ferrara si articola in quattro tappe, per un totale di circa 182 chilometri, secondo le distanze indicate per ciascuna giornata.
Giorno 1 – Ferrara–Ostellato, 41 km. Si parte dalla città rinascimentale e si attraversano le campagne fino a Voghiera, con la possibilità di visitare la Delizia di Belriguardo e il museo civico. Si prosegue verso la Delizia del Verginese e lungo il canale circondariale fino a Ostellato.
- Giorno 2 – Ostellato–Comacchio, 31 km. Il tragitto attraversa canali, lagune e aree bonificate, offrendo la possibilità di osservare numerose specie di uccelli. L’arrivo a Comacchio offre l’occasione di esplorare il centro storico e le sue tradizioni marinare.
- Giorno 3 – Comacchio–Argenta, 62 km. Si costeggiano le Valli di Comacchio, percorrendo anche il suggestivo Argine degli Angeli, prima di attraversare le campagne bonificate e raggiungere Argenta.
- Giorno 4 – Argenta–Portomaggiore–Argenta–Ferrara, 48 km. La giornata consente di visitare le Valli di Argenta, raggiungere la Delizia del Benvignante e attraversare l’area naturalistica di Porto-Bacino di Bando, prima del rientro.
Il percorso combina dunque città d’arte, architetture rinascimentali, oasi naturalistiche e paesaggi agricoli, offrendo un’immagine articolata di un territorio modellato nei secoli dalla presenza del Po e dal lavoro dell’uomo.

Un modo diverso di conoscere il territorio
«In bici tra Valli e Delizie» dimostra come il cicloturismo possa diventare uno strumento efficace di valorizzazione culturale e ambientale. La bicicletta permette di attraversare lentamente luoghi che, osservati da un mezzo più veloce, rischierebbero di apparire soltanto come tappe di passaggio.
Il valore dell’esperienza sta proprio nella possibilità di mettere in relazione patrimoni apparentemente distanti: la magnificenza della corte estense, la memoria delle attività tradizionali, il delicato equilibrio delle zone umide e la ricchezza della cucina locale.
È un invito a scoprire il Ferrarese con curiosità e rispetto, riconoscendo nel paesaggio non uno sfondo, ma il risultato di una lunga interazione tra natura, storia e cultura.

INFO
- Consorzio Visit Ferrara: www.visitferrara.eu
- Itinerario «In bici tra Valli e Delizie»: scheda del percorso
- Informazioni turistiche su Comacchio: www.visitcomacchio.it
Per maggiori informazioni, Visit Ferrara
Testo e foto a cura di Cristina Risciglione e Renato Corpaci




