Tra anniversari letterari, set cinematografici e nuovi itinerari del gusto, l’Irlanda si prepara a un 2026 eccezionale. E dall’8 al 17 marzo, con la Ireland Week, Milano – insieme a Genova e Roma – offre un primo assaggio urbano dell’isola.
Milano, Italia.
Per qualche giorno Milano si tinge di verde. Succede ogni anno intorno a San Patrizio, quando la Ireland Week porta in città musica, cinema, sport gaelici e racconti d’isola. Ma l’edizione 2026 è più di una festa tematica: è un segnale. Perché se c’è un Paese che intercetta con precisione le tendenze del viaggio contemporaneo, quello è l’Irlanda.
La settimana milanese – cresciuta nel tempo fino a coinvolgere anche Genova e Roma – funziona come una soglia urbana: un modo per entrare in contatto con un’isola che nel 2026 avrà molte ragioni per essere osservata da vicino. Non solo per il folklore, ma per una combinazione rara di anniversari culturali, forza paesaggistica e capacità di rinnovarsi senza perdere identità.

Anniversari, schermi e paesaggi che diventano viaggio
Il 2026 sarà un anno simbolico. Ricorrono i 300 anni dalla prima edizione dei Viaggi di Gulliver di Jonathan Swift, un anniversario che riporta al centro Dublino e la sua stratificazione letteraria, dalla Cattedrale di San Patrizio al Trinity College, per culminare a novembre nelle celebrazioni del Festival Jonathan Swift. E compiono 50 anni gli U2: mezzo secolo di musica che diventa itinerario urbano tra St Stephen’s Green, Windmill Lane, Temple Bar e il Little Museum of Dublin, tappa obbligata per visitare la mostra permanente U2: Made in Dublin, con la storia della band raccontata tramite fotografie e oggetti iconici, tra cui la Trabant dello Zoo Tv Tour. Non celebrazioni nostalgiche, ma occasioni per leggere l’isola attraverso cultura pop e memoria condivisa.
C’è poi la forza dei paesaggi. Nel 2026 si festeggiano anche i 40 anni della designazione UNESCO della Giant’s Causeway, icona geologica della Causeway Coast. E mentre il set-jetting continua a orientare le scelte di viaggio – quasi un quarto dei turisti si lascia influenzare da film e serie – l’Irlanda del Nord torna sullo schermo con nuove produzioni tra castelli, foreste e baie atlantiche. Il viaggio, insomma, si costruisce sempre più su ciò che si è visto e ascoltato prima di partire: letteratura, musica, cinema diventano mappe emotive per i fan di alcuni tra i prodotti mediali più amati di sempre, da Game of Thrones – imperdibile per i fan della serie una visita al Game of Thrones Studio Tour – alle produzioni cinematografiche che verranno. A tal proposito, a giugno uscirà La morte di Robin Hood, il nuovo film di Hugh Jackman, interamente girato nell’Irlanda del Nord, tra la spettacolare Silent Valley, i Belfast Harbour Studios e il castello di Glenarm, nelle cui stanze è possibile anche passare la notte.

Il gusto come geografia del viaggio
Accanto agli anniversari e allo schermo, c’è un altro filone che rende l’Irlanda coerente con il 2026: il gusto come chiave di lettura del territorio. Non solo pub e stout. L’isola ha trasformato la propria tradizione rurale in una rete di esperienze che vanno dai percorsi caseari ai trail delle ostriche, dalle smokehouse atlantiche alle distillerie indipendenti disseminate tra contee e villaggi.
Il punto di partenza può essere uno dei prodotti irlandesi meno noti, il formaggio. Per orientarsi tra fattorie e mercati si possono seguire i consigli di Food Culture Ireland o Irish Cheese Trail, grazie ai quali attraversare l’isola incontrando produttori e tradizioni casearie, dalle degustazioni artigianali di Dart Mountain ai piedi delle Sperrin Mountains, agli abbinamenti creativi tra erborinati e Bertha’s Revenge Gin, distillato dal siero di latte o il Ruby di Cooleeney accostato alla O’Hara’s Irish Red Ale, dove le note maltate della birra dialogano con la morbidezza del formaggio.
Dal latte si passa naturalmente al mare. A Lisdoonvarna, sulla costa occidentale, la Burren Smokehouse propone la Taste the Atlantic Experience, un percorso dedicato all’affumicatura alla quercia di salmone, sgombro e trota, mentre più a nord, nel Donegal, la Shines Seafood Visitor Experience racconta tecniche e innovazioni nella lavorazione di tonno alalunga e sardine.
Il capitolo whiskey merita una tappa a sé. Dal termine gaelico uisce beatha – “acqua di vita” – citato già nel 1324 nel Red Book of Ossory, il distillato irlandese vive oggi una stagione di forte vitalità: circa cinquanta distillerie attive e oltre un milione di visitatori l’anno, con eventi come il Cork Whiskey Fest, dal 27 al 29 marzo 2026.
La costa continua poi a sorprendere con esperienze più insolite. In Connemara la Mungo Murphy’s Seaweed Co. organizza raccolte stagionali di alghe e visite ai propri eco-allevamenti di abalone affacciati su Cashla Bay. E lungo l’Atlantico le ostriche trovano un abbinamento sempre più identitario con la birra artigianale locale: dal Carlingford Lough, dove si visitano gli allevamenti della Carlingford Oyster Company – da provare con la lager Carlingford Gold – fino a Galway, che ogni settembre celebra l’International Oyster and Seafood Festival.

Ireland Week: un anticipo urbano dell’isola
Dall’8 al 17 marzo 2026, Milano offre un primo assaggio concreto di tutto questo. Si comincia con Experience Ireland a Cascina Cuccagna, giornata immersiva tra workshop, degustazioni e travel talk; si prosegue con la rassegna in lingua originale all’Anteo Palazzo del Cinema e con le serate sui Navigli, dove il battello “Rigoletto” si trasforma in palco galleggiante per band irlandesi.
Lo sport entra in scena con il match di calcio gaelico a Segrate e con il circuito “Golf in Ireland” al Golf Club Rovedine, mentre pub e locali celebrano San Patrizio con concerti e live dedicati anche ai 50 anni degli U2.
Il format non resta confinato a Milano. A Genova, dal 14 al 17 marzo, il MOG Mercato Orientale ospita concerti folk, masterclass sul whiskey e laboratori artigianali, trasformando il centro cittadino in un piccolo crocevia atlantico.
A Roma, la settimana si muove tra céilí dance all’Irish College, open day dedicati ai giochi gaelici e iniziative green promosse dall’Ambasciata d’Irlanda.
Tre città, un’unica traiettoria culturale: usare la festa per raccontare un Paese che, nel 2026, non sarà soltanto una meta da cartolina, ma una destinazione da comprendere e attraversare.
INFO
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Per info specifiche sulla settimana irlandese: Ireland Week 2026
Ivan Burroni
mail@ivanburroni.it
Photo courtesy of AT Comiunicazione




