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Frasassi Experience per una caleidoscopica vacanza

Il territorio in provincia di Ancona fa parte  dell’Unione montana dell’Esino Frasassi, una terra dove si intrecciano storia antica, natura selvaggia, grandi vini e geniale creatività.

Il territorio in provincia di Ancona fa parte  dell’Unione montana dell’Esino Frasassi, una terra dove si intrecciano storia antica, natura selvaggia, grandi vini e geniale creatività.

Unione Montana Esino Frasassi, Marche, Italia.
Una, dieci, cento, mille Marche. Tanti sono i volti di questa regione da sempre “Porta d’Oriente” d’Italia, in quanto punto d’incontro di civiltà diverse. Unica regione declinata “al plurale”, le Marche sono al tempo stesso meravigliose ed insolite, per la varietà dei paesaggi, per gli Appennini umbro marchigiani che dolcemente digradano lungo vallate parallele fino al mare, per i suoi tanti borghi antichi immersi nella storia e nell’arte e per le bellissime città che, tra l’altro, hanno dato i natali a personalità del calibro di Giacomo Leopardi, Raffaello Sanzio, Gioachino Rossini e Federico II di Svevia, per citarne solo alcune.

Sono tanti gli itinerari mirati per scoprirle “palmo a palmo”. Ogni percorso, fruibile come singolo pacchetto vacanza, è la porta d’accesso a un microcosmo di rare suggestioni: la bellezza di paesaggi incantati, la magia dei borghi, le atmosfere della festa e il gusto delle ricette dimenticate.

ALLA SCOPERTA DELL’ESINO FRASASSI
Uno di questi incontra l’Unione Montana dell’Esino Frasassi, in provincia di Ancona. Si chiama “Frasassi Experience” ed è un modo innovativo di vivere questa terra incantata, a poche decine di chilometri da Ancona, dove si intrecciano storia antica, natura selvaggia, grandi vini e geniale creatività. Il percorso consente di muoversi da speleologi all’interno delle straordinarie Grotte di Frasassi al di fuori dei normali percorsi turistici, esplorare il villaggio dei minatori e cenare nelle ex miniere di zolfo di Ca’ Bernardi a Sassoferrato, compiere un viaggio nel tempo e nello spazio attraverso la carta di Fabriano, con la possibilità di realizzare da soli la carta a mano, scoprire il Verdicchio prodotto a Cerreto d’Esi e nelle zone limitrofe e poi visitare in tutta tranquillità il Parco naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, uno straordinario scrigno di biodiversità faunistica e floreale. Un’oasi di natura che offre anche la possibilità di praticare numerosi sport all’area aperta, di concedersi piacevoli e rilassanti passeggiate e di visitare, lungo il percorso, borghi senza tempo.

Il territorio in provincia di Ancona fa parte  dell’Unione montana dell’Esino Frasassi, una terra dove si intrecciano storia antica, natura selvaggia, grandi vini e geniale creatività.

Questa è anche una terra ricchissima di prodotti locali e di qualità. Quindi, non può mancare una degustazione del tipico salame di Fabriano, prodotto con le carni migliori del maiale, quali i tagli di spalla e di coscia. Ottimo anche il “Ciauscolo”, un “salame da spalmare”. Altro piatto tipico i “Vincisgrassi”, una pasta al forno composta da vari strati, condita con parmigiano grattugiato e un ragù fatto con vari tipi di carne. Come dolce non c’è nulla di meglio che il “Calcione” che si fa apprezzare per il particolare gusto agrodolce derivante dal giusto mix tra pecorino e zucchero.

FABRIANO CITTA’ CREATIVA UNESCO
I comuni che compongono questa Unione Montana sono: Arcevia, Cerreto d’Esi, Cupramontana, Fabriano, Genga, Mergo, Rosora, Sassoferrato, Staffolo e Serra San Quirico. Dieci perle di straordinaria bellezza che si distendono nelle colline marchigiane fino a lambire l’Umbria. 

Arrivando da Ancona, dalla SS76, il primo territorio che si incontra è quello di Serra San Quirico, una cittadina dalla caratteristica forma di una nave immersa in un “mare” di colline verdi.  L’intero comune rientra nel Parco Naturale Regionale delle Gola della Rossa e di Frasassi (la cui sede è in questo borgo) e ha un centro storico di impianto medievale, raccolto e interessante, caratterizzato dalle suggestive vie coperte dette “Copertelle” che,  da oltre 30 anni, costituiscono lo scenario per la suggestiva rievocazione natalizia del Presepe.

Fabriano rimane il più conosciuto dei dieci, soprattutto per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, inventata dai mastri cartai del luogo negli ultimi anni del XIII secolo.

La produzione della carta, infatti, ebbe inizio in città nel 1264. Qui vennero introdotte inoltre delle modifiche alle tecniche di produzione dei fogli degli arabi e dei cinesi. Nel 1782 le cartiere presenti sul territorio fabrianese si unirono per dare vita alle Cartiere Miliani Fabriano, che rientrano nel novero delle pochissime cartiere autorizzate dalla Banca Centrale Europea a produrre carta per le banconote dell’euro. 

La città marchigiana fa anche parte, dal 2013, dell’importante club delle “Città creative dell’Unesco” che raggruppa 180 città di 72 Paesi nel mondo che fanno della creatività e dell’industria culturale il centro dei loro piani di sviluppo.

Fabriano sorprende per la ricchezza delle sue terre generose e ospitali che, a piene mani, offrono i loro frutti e le loro bellezze dolci e selvagge, regalando attimi di pura emozione. Fra le cose che più affascinano c’è il continuo intreccio tra arte e storia, spiritualità e buona cucina, modernità e tradizione che sicuramente valgono il viaggio. Fra i tanti must spiccano, da un lato, il suggestivo centro storico di impronta medievale  – con il Palazzo del Podestà (che si affaccia sulla Piazza del Comune), la Fontana dello Sturinalto, il Loggiato di San Francesco, il Palazzo Vescovile e l’ottocentesco Teatro Gentile impreziosito da un sipario, opera del bolognese Luigi Serra e, dall’altro, la possibilità di fare un “Viaggio spazio-temporale nel fantastico mondo della carta”. Infatti, per cominciare, si può visitare il  Museo della Carta e della Filigrana all’interno dello splendido complesso monumentale dell’ex convento dei Padri Domenicani in Largo Fratelli Spacca. Nelle diverse sezioni, con un veloce balzo attraverso i secoli, sono illustrate le varie modalità di produzione della carta e le tante innovazioni tecnologiche introdotte dai mastri cartai fabrianesi: dalla pila idraulica a magli multipli, alla collatura dei fogli con immersione in un bagno di gelatina animale fino all’applicazione della filigrana che all’inizio era il “signum” che identificava la “bottega” di produzione. Per “far vivere” al visitatore le varie fasi della lavorazione della carta in epoca medievale, all’interno del museo c’è anche una fedele riproduzione di una gualchiera, la tipica cartiera medievale, che ripropone l’intero ciclo di lavorazione dell’epoca, dalla pulitura degli stracci e loro messa a bagno nel “maceratoio” fino all’ottenimento dei fogli di carta che, dopo vari passaggi di pressatura e di collatura per renderli impermeabili all’inchiostro, diventano pronti all’uso. Nelle sale del museo anche una vasta raccolta di filigrane antiche e moderne.

Il territorio in provincia di Ancona fa parte  dell’Unione montana dell’Esino Frasassi, una terra dove si intrecciano storia antica, natura selvaggia, grandi vini e geniale creatività.

Altra tappa imperdibile Carifac’Arte , una società,  con sede nel Polo Museale “Le Conce”, creata da Carifac (la Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana) per rivitalizzare e riportare alla luce “botteghe degli antichi mestieri”. All’interno anche la Scuola Internazionale dei Mestieri D’Arte che ha iniziato a operare in questi giorni con il “Corso di operatore della lavorazione della carta e filigranista” con 15 ammessi su 28 domande pervenute.

A Fabriano, “Capitale mondiale della carta”, c’è anche la Fondazione Fedrigoni che ha sede nel suggestivo complesso delle storiche Cartiere Miliani di Fabriano cuore dell’imprenditoria cartaria fabrianese. Nei 2000 metri quadri del Deposito dei Beni Storici Cartari, aperto al pubblico solo in occasioni speciali, è custodito un patrimonio straordinario, testimonianza unica della cultura cartaria della città e degli oltre 750 anni di tradizione.

GROTTE DI FRASASSI UNA MERAVIGLIA DELLA NATURA
Le Grotte, nel territorio comunale di Genga, sono una meraviglia della natura. Un fantastico complesso ipogeo, ricco di stalattiti, stalagmiti e laghetti cristallizzati che appaiono quasi all’improvviso lungo il percorso. La loro lunghezza complessiva è di circa 35 chilometri, con una parte aperta al pubblico e fruibile in due percorsi, uno turistico di un chilometro e mezzo circa e l’altro speleologico più difficile, ma sempre alla portata anche dei meno allenati. All’interno delle cavità carsiche si possono ammirare delle sculture naturali formatesi a opera di stratificazioni calcaree nel corso di 190 milioni di anni grazie all’opera dell’acqua e della roccia. La forma e le dimensioni di tali opere hanno stuzzicato la fantasia degli speleologi che, dopo averle scoperte, le hanno battezzate in maniera curiosa. Tra queste spiccano i “Giganti”, il “Cammello”, il “Dromedario”,  le “Cascate del Niagara” e il “Castello delle Streghe”.  Come si è detto, il percorso turistico ha una durata di un’ora e un quarto e prevede la visita a cinque “sale”. Si parte dalla Grotta del Vento e dall’Abisso Ancona, una enorme cavità fra le più grandi in Europa, alta 200 metri, larga 120 e lunga 180 che potrebbe contenere senza problemi il Duomo di Milano. Si prosegue con la Sala dei Duecento che prende il nome dalla sua lunghezza, appunto di 200 metri. L’ambiente successivo è il Grand Canyon dove spiccano le suggestive Canne d’Organo, un gruppo di stalattiti parallele che sembrano formare le canne di un organo e che, se toccate delicatamente, danno suoni diversi. Il tour termina con le Sale dell’Orsa  e dell’Infinito. I più “avventurosi”, muniti di tuta, casco e stivali, forniti dall’Ente Grotte, possono cimentarsi nei percorsi “speleo-avventura”, sotto lo sguardo attento di due esperte guide speleologiche. Questi tragitti sono identificati da due colori, rosso e azzurro.  Il primo è più impegnativo del secondo per la presenza di alcuni cunicoli stretti ma brevi (massimo 15-20 metri) accessibili a tutti, basta avere una condizione fisica normale.

Il territorio in provincia di Ancona fa parte  dell’Unione montana dell’Esino Frasassi, una terra dove si intrecciano storia antica, natura selvaggia, grandi vini e geniale creatività.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

Info e prenotazioni
L’intero percorso, inserito nel Grand Tour delle Marche di Tipicità e Anci – consultabile nella app di Tipicità e nella piattaforma www.tipicitaexperience.it – può essere prenotato da Aleste Tour di Fabriano, sito internet: www.alestetour.it.

Dove dormire
Si consiglia l’Hotel Le Muse a Fabriano. Un buon “trestelle” nel centro storico della città marchigiana con ambienti eleganti e raffinati e un buon rapporto qualità/prezzo. Sito internet: www.hotellemusefabriano.it

Dove mangiare
Per assaggiare, almeno, alcuni dei tanti prodotti tipici, si può fare una sosta golosa al Ristorante Marchese del Grillo di Fabriano. La struttura acquistata dalla famiglia D’Alesio nel 1987 è anche un relais a quattro stelle. Il complesso è gestito da Mario e Serena D’Alesio, fratello e sorella, che si sono divisi i compiti. Serena è la regina della cucina e prepara piatti tipici e genuini. Mario invece si occupa della sala e in quanto sommelier è in grado di consigliare all’ospite i giusti abbinamenti cibo – vino.

Tiziano Argazzi

Tiziano Argazzi

Sono un giornalista specializzato in viaggi, in particolare in Italia ed Europa, che ho percorso in lungo ed in largo. Documento con parole ed immagini quanto osservo, con particolare riguardo al mondo delle vacanze e dei viaggi slow e dell'enogastronomia che da sempre mi appassionano.Il giornalismo di viaggio è diventato parte della mia vita ed ogni articolo l’occasione ed il modo piacevole per trasmettere al lettore quelle emozioni che fanno parte di ogni destinazione visitata.

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