Acque, culti e santuari per una mostra alla Fondazione Luigi Rovati di Milano.
Milano, Italia.

Aperta il 14 ottobre la mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari presso Fondazione Luigi Rovati, corso Venezia 52 Milano.
Si tratta di un importante progetto espositivo realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia, con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. La mostra, curata da Giovanna Gambacurta, Laura M. Michetti, Giulio Paolucci, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, conclude, con un progetto distinto e complementare, il percorso avviato a Palazzo Ducale di Venezia.

Due civiltà a confronto offrono uno spaccato di due popoli, Etruschi e Veneti, presenti un epoca preromana. Due civiltà nelle quali l’acqua assume un ruolo fondamentale e sacro. Nella tradizione di entrambe le popolazioni mari, fiumi, porti, sorgenti e acque termali costituiscono per questi popoli luoghi di rappresentazione e di contatto con il divino.

Etruschi e Veneti a confronto
I luoghi acquatici vengono considerati nelle tradizioni di Etruschi e Veneti egualmente spazi di culto e di guarigione, e, contemporaneamente luoghi per la crescita della comunità dove si possono sviluppare scambi culturali e commerciali.
La mostra evidenzia affinità e differenze nelle concezioni delle due civiltà messe a confronto. Tra i punti di contatto c’è l’utilizzo di medesimi materiali, individuati nella terracotta e nel bronzo; così come entrambi i popoli, nella pratica del culto, usavano deporre in acqua le offerte rituali consistenti in oggetti miniaturizzati. Le differenze riscontrate, invece starebbero, secondo i curatori della mostra e gli studiosi nelle dimensioni monumentali dei grandi santuari e nella ricchezza degli apparati decorativi propria degli etruschi.

Il percorso si arricchisce di un’ulteriore excursus storico oggetto di confronto. Un ristretto nucleo di bronzetti nuragici e ceramiche votive dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari testimoniano l’importanza di queste pratiche anche nella civiltà della Sardegna nuragica.
Ad accompagnare la visita, i disegni dell’artista Mauro Ceolin servono a dare risalto a particolari e dettagli degli oggetti esposti, offrendone chiavi di lettura particolari e dettate dall’immediatezza.
Foto Daniele Portanome. Courtesy Fondazione Luigi Rovati.



