L’inedita mostra sulle sculture a prua dei velieri fra gli eventi di Yacht & Garden, la manifestazione a Genova Marina dedicata al verde e al mare

Genova, Italia.
All’interno del programma artistico di “Yacht & Garden 2024”, l’appuntamento genovese per gli appassionati che si svolgerà dal 17 al 19 maggio, giunto quest’anno alla sua 16a edizione, le polene che adornano la prua delle navi raccontano in una mostra un’antica storia di mare. L’ammiraglio Silvano Benedetti, presente alla rassegna sabato 18 con una sua conferenza sul tema, ci regala un’anteprima, essendo stato anche direttore del Museo Navale di La Spezia, da cui giungono alcuni fra i pezzi più importanti.
Iris la mitica inventrice delle vele
“La polena è il simbolo della nave e nasce come oggetto scaramantico”, spiega Benedetti, “ma la sua storia inizia tremila anni fa, quando presso i Fenici e gli Egizi era usanza apporre un occhio apotropaico sul davanti delle imbarcazioni, ai due lati della prua, per allontanare le influenze maligne. Nell’Oriente del Mediterraneo questa scultura intagliata nel legno prese una forma naturalistica, spesso quella di un fiore di loto, ma saranno i Romani a trasformarla in una figura: fra le prime immortalate ci sarà la dea Iris, considerata la mitica inventrice delle vele. I Vichinghi invece preferivano i draghi per spaventare i nemici”.
Questo tipo di scultura diventa forma d’arte per il suo valore storico. Infatti, non viene considerata di grande pregio, perché realizzata da artigiani privi di particolare tecnica, o da artisti minori, ma nel tempo si arricchirà di elementi.
A scegliere il nome della nave e il bozzetto della relativa polena, nel Medioevo ci pensava l’armatore, quindi il re, il sovrano o il proprietario: lo scopo primario era celebrare se stesso, e sarà così fino a quando, in epoca barocca, la polena diventerà uno status-symbol. Sempre più complessa e pesante, si trasformerà addirittura in un pericolo per la stabilità della nave, tanto che in Francia e in Inghilterra dovranno emettere una serie di ordinanze per limitarne le dimensioni.
Affascinanti figure mitologiche
“Ne è un esempio il galeone genovese ancorato al Porto Antico”, aggiunge l’ammiraglio, “ci rallegriamo che non navighi, perché con una prua di quel genere avrebbe grosse difficoltà con il mare mosso! Nel Sette e Ottocento queste sculture torneranno alle proporzioni normali, ma alla fine dell’Ottocento, quando con la Rivoluzione Industriale le navi vengono costruite in acciaio e la propulsione è affidata ai motori, non è più necessario l’albero di bompresso a cui si appoggia la polena stessa, che a propria volta perde di significato. Oggi sulle navi italiane da guerra, al suo posto c’è la stella a cinque punte che indica lo Stato”.
Come figure mitologiche, corpi femminili immaginari o persone realmente esistite, le sculture più grandi venivano smontate durante le battaglie per poi essere rimontate al ritorno nel porto; in esse gli equipaggi non solo riconoscevano se stessi, ma anche, letteralmente, la propria nave, perché molti marinai erano analfabeti e anche dalla banchina non avrebbero saputo leggerne il nome.
Se quelle dei mercantili si presentano variamente colorate, quelle delle navi militari sono monocrome: in bianco per imitare il marmo, in verde per sembrare di bronzo e in oro per nobilitare il legno grezzo, ma alla partenza, circa una volta all’anno, venivano interamente rivestite di biacca per proteggerle dal sole e dal salmastro; i restauri hanno rivelato che spesso su una sola polena si alternano fino a 13 riverniciature e se ne può dedurre l’età essendo un paio di decenni la durata massima di uno scafo di legno.
Una copia della quale è presente in questi giorni a Genova, ritrae ‘Sissi’
“Al Museo Tecnico Navale della Spezia, che, oltre a quello di Londra, vanta fra le collezioni più importanti al mondo”, conclude Benedetti, “sono raccolte 28 polene e di ognuna abbiamo contezza dell’epoca e della storia della nave a cui appartenevano. La più importante, una copia della quale è presente in questi giorni a Genova, ritrae ‘Sissi’, l’imperatrice Elisabetta di Baviera, che sulla sua nave si presenta come una statua, con i particolari straordinari della elaborata capigliatura, il pizzo finissimo dell’abito e i ricami sui guanti, pur avendo al proprio attivo la battaglia di Lissa; invece sulla Beroldo di Sassonia è ritratto, in verde, l’omonimo cavaliere medioevale, capostipite di casa Savoia, con la corazza e nell’atto di sguainare la sciabola.
Fra i maestri d’ascia si annoverano il genovese Agostino Picasso, autore della polena della nave San Giovanni; lo spezzino Domenico Amici autore di quella della Cristoforo Colombo, gemella dell’Amerigo Vespucci e ceduta all’Unione Sovietica come pegno di guerra dopo il Secondo conflitto mondiale; infine il triestino Apostolo Segnan per le unità della marina austriaca Salamander e Drake, presenti a La Spezia dalla fine della Prima Guerra”.
Ma l’incanto delle polene non può limitarsi alla bellezza e al mistero intagliato in uno sguardo: anche fra le loro storie c’è qualche aneddoto inquietante. Si racconta infatti che quella dell’Atalanta, casualmente rinvenuta mentre galleggiava nell’Atlantico, venne issata a bordo da un’imbarcazione a vela diretta in Sud America. La donna ritratta nel legno a seno scoperto era talmente affascinante e veritiera con i suoi colori vivaci, che l’equipaggio se la contendeva per giocarci.
All’improvviso e senza una spiegazione, il vento calò del tutto e la situazione restò tale per settimane; sofferenti per la mancanza di acqua e di cibo, sembrava non ci fosse altra via d’uscita che ributtare Atalanta in mare, tuttavia, appena tutti furono d’accordo a riverniciarla con la biacca, dalla consistenza collosa e il poco invitante colore grigiastro, il vento ritornò e la barca poté finalmente far rotta sulle Azzorre.

Yacht & Garden
Yacht & Garden, la rassegna genovese di fiori e piante del giardino mediterraneo, a ingresso gratuito, si volge da venerdì 17 a domenica 19 maggio a Marina Genova, fra i più moderni poli internazionali per la grande nautica da diporto, e include la 2° edizione del “Classic Boat Show”, che vede ormeggiate imbarcazioni classiche e d’epoca, a vela e a motore, con oltre 150 espositori provenienti da tutta Italia.
Oltre a piante e fiori, sono a disposizione dei visitatori elementi d’arredo e attrezzature da giardino, vasi e cesteria; antiquariato con stampe di argomento botanico ed erbari antichi, tessuti, borse e cappelli, gioielleria e bigiotteria, alimenti e cosmetici bio, libri riviste e opere di artisti e artigiani ispirate alla marineria. Numerosi eventi collaterali includono incontri con esperti, consigli di giardinaggio, mostre, spettacoli e uno spazio dedicato ai bambini.
Fra le mostre: “Alberi e Polene”, dove il fascino dell’arte navale si esprime nella trasformazione del semplice legname nelle fantasiose sculture beneauguranti poste a prua.
Foto Andrea Pavan
Testo Paola Biondi




