Un viaggio in Lituania sorprende per il suo equilibrio tra fascino baltico, memorie sovrapposte e spiritualità autentica. In tre giorni si possono attraversare luoghi sospesi tra silenzio e creatività: Vilnius, con i suoi contrasti artistici; Trakai con il suo castello fiabesco; la Collina delle Croci e infine Kaunas, città dal volto moderno ma con anima antica.
Lituania.
Giorno 1 – Vilnius: città che racconta
Passeggiare per Vilnius è come entrare in una città che non ha mai scelto un’unica identità. Barocco, gotico, russo, ebraico: tutto convive. Parti dalla Porta dell’Aurora, varco storico e religioso, per proseguire verso la Cattedrale, la Torre di Gediminas, il campanile bianco e slanciato, e i numerosi cortili nascosti che appaiono come piccoli mondi paralleli.

Poi c’è Užupis, l’anima più insolita di Vilnius. Un quartiere che si è autoproclamato Repubblica indipendente il 1° aprile 1997, con tanto di presidente, bandiera, ambasciatori e… una Costituzione decisamente surreale.
Il testo è affisso su grandi pannelli metallici, tradotto in decine di lingue, tra cui l’italiano. Alcuni articoli recitano:
- “Ogni persona ha il diritto di amare”
- “Ogni persona ha il diritto di morire, ma non è un dovere”
- “Ogni persona ha il diritto di non avere diritti”
- “Una persona ha il diritto di essere incompresa”
Passeggiare per Užupis è come muoversi tra murales, sculture e performance improvvisate. L’arte abita i muri, i ponti, i cortili. Il confine con Vilnius è segnato da un ponte decorato da lucchetti e messaggi.
Il tutto ricorda, per spirito e anarchia creativa, Christiania a Copenaghen.
Chiudi la giornata salendo sulla Collina delle Tre Croci, uno dei punti panoramici più suggestivi: le croci bianche si stagliano sopra la città, e al tramonto la vista è pura calma.

Giorno 2 – Trakai: castello, leggende e laghi
A meno di un’ora da Vilnius, Trakai è un concentrato di bellezza. Il Castello rosso, costruito su un isolotto nel lago Galvė, sembra uscito da un libro illustrato. Si raggiunge a piedi, camminando su un ponte di legno che amplifica l’attesa. All’interno: sale in pietra, torri restaurate, mostre storiche. Fu una delle residenze del Granduca Vytautas, figura leggendaria nella storia lituana. Il castello fu costruito nel 1382 dal Granduca per amore della moglie, che desiderava una residenza immersa nella natura.
Ma Trakai non è solo il suo castello. Qui vive da secoli la comunità dei Karaiti, un’etnia di origine turco-ebraica, con lingua, religione e gastronomia proprie. Le casette colorate lungo la strada principale raccontano questa identità silenziosa, fieramente conservata.

Giorno 3 – Collina delle Croci e Kaunas: silenzio e creatività
La giornata più intensa comincia con la visita alla Collina delle Croci, vicino a Šiauliai. È un luogo che parla piano ma lascia un segno profondo. Nessuno sa quante siano le croci: si parla di oltre 200.000, forse di più. Ogni passo è accompagnato da fruscii leggeri, da legni scolpiti, catenine, fotografie, rosari.
Durante l’epoca sovietica, ogni volta che le autorità cercavano di distruggere il sito, i cittadini tornavano e lo ricostruivano. Un atto di fede, ma anche di resistenza civile.
Durante la mia visita un arcobaleno ha attraversato il cielo, affiorando tra le nuvole cariche di pioggia. Le croci, illuminate di riflessi, sembravano più leggere, quasi eteree.
Nel pomeriggio, la destinazione è Kaunas, città molto diversa da Vilnius, ma altrettanto interessante. È stata Capitale Europea della Cultura 2022, e lo si percepisce subito. Il centro è dominato da architettura modernista con ampie vie pedonali come la Laisvės Alėja.

Il luogo più interessante? La Yard Gallery, conosciuta localmente come Kiemo galerija. Si trova nel cortile di un edificio residenziale in E. Ožeškienės g. 21A, nel centro di Kaunas. È una galleria di street art a cielo aperto, nata su iniziativa dell’artista Vytenis Jakas, che ha voluto trasformare le pareti del cortile in uno spazio pubblico di memoria e identità.
Fotografie, murales, simboli e oggetti quotidiani raccontano la storia della comunità locale, in particolare quella degli abitanti ebrei che vivevano in questo quartiere prima della Seconda Guerra Mondiale.
La galleria è aperta 24 ore su 24 e gratuita.

Cibo lituano: tradizione e colore
In Lituania si mangia per sentirsi a casa. La cucina è semplice, rurale, e profondamente legata alle stagioni.
- Cepelinai: grossi gnocchi di patate grattugiate ripieni di carne, serviti con panna acida e pancetta croccante. Il piatto nazionale.
- Šaltibarščiai: zuppa fredda rosa brillante, a base di kefir, barbabietole e uova sode. Si serve d’estate, accompagnata da patate lesse.
- Kibinai: fagottini ripieni di carne o formaggio, tipici della cucina karaita. Perfetti da mangiare camminando a Trakai.
- Kepta duona: bastoncini di pane nero fritti con aglio e formaggio, serviti come snack nei pub.
- Šakotis: torta “a rami” cotta su uno spiedo, scenografica e spesso presente nei matrimoni o durante le festività.
Un ultima curiosità: in Lituania si beve spesso kvas, una bevanda analcolica fermentata a base di pane di segale. Dal sapore lievemente dolce e frizzantino, è una valida alternativa alla birra.
Photo Ornella Lameri



