Vienna si scopre pedalando: ampi vialoni, ciclabili che costeggiano palazzi imperiali e parchi sempre curati. Quattro giorni tra arte, residenze asburgiche, esperienze multimediali e cavalli leggendari. Un viaggio che unisce la storicità di una capitale imperiale alla vivacità di una metropoli contemporanea.
Vienna, Austria.

Giorno 1 — Pedalando tra imperi e colori
Vienna è una città pensata anche per la bicicletta. La Ringstrasse, con i suoi ampi viali e le ciclabili protette, permette di costeggiare il Parlamento, l’Opera e i grandi palazzi senza mai fermarsi al traffico. I parchi — tra cui il Volksgarten e lo Stadtpark — sono curati al millimetro e perfetti per una pausa sdraiati sul prato.
Il colpo d’occhio più insolito arriva dalla Hundertwasserhaus. L’artista austriaco Friedensreich Hundertwasser (1928–2000), ribelle alle linee rette, immaginava l’architettura come un organismo vivente. Per lui ogni uomo aveva “il diritto alla propria finestra”: poteva decorarla, piantarci un albero, modificarla. Non a caso in questo condominio i pavimenti sono ondulati, i colori accesi e le facciate ricoperte di vegetazione. Poco distante il Kunst Haus Wien raccoglie le sue opere e i suoi progetti: non solo quadri, ma bandiere, manifesti e persino prototipi di wc ecologici, perché Hundertwasser fu anche un pioniere dell’architettura sostenibile.

Giorno 2 — Tra acqua e palazzi imperiali
La mattina si pedala lungo la Donauinsel, l’isola artificiale che si estende per 21 km tra il Danubio e il suo canale. Qui i viennesi fanno il bagno in estate: ci sono spiagge attrezzate, prati liberi e tratti di acqua balneabile. Lo skyline è dominato dalla DC Tower: con i suoi 220 metri è il grattacielo più alto d’Austria, firmato da Dominique Perrault, e ha contribuito a trasformare l’area nella cosiddetta “Piccola Dubai”.
Il pomeriggio si torna all’epoca imperiale con Schönbrunn, la residenza estiva degli Asburgo. Oltre ai giardini e al labirinto, un’attrazione da non perdere è l’esperienza multimediale su Sissi: proiezioni a 360° che ricostruiscono la vita dell’imperatrice Elisabetta, tra passioni, viaggi e il culto della bellezza. Un modo per capire quanto fosse una figura moderna, distante dall’immagine romantica e un po’ edulcorata che la tradizione ha tramandato.

Giorno 3 — Musica, piazze e vertigini
Karlsplatz è uno snodo urbano animatissimo. La Karlskirche, con la sua cupola verde e le due colonne ispirate a Traiano, si specchia in una vasca d’acqua rettangolare che d’estate diventa quasi una fontana balneabile: bambini e adulti si rinfrescano scalzi nell’acqua bassa. Attorno si alternano artisti di strada, piccoli mercati e installazioni temporanee.
Il pomeriggio porta al Prater, nato nel 1766 quando l’imperatore Giuseppe II aprì al pubblico il suo parco di caccia. Oggi copre oltre 6 km²: metà è un parco verde con laghetti e viali alberati, l’altra metà è il luna park. Qui svetta la Ruota Panoramica del 1897, simbolo della città, ma anche il Praterturm, con i suoi 117 metri, una delle giostre a seggiolini più alte d’Europa. Dal punto più alto la vista spazia fino alle colline viennesi.

Giorno 4 — Cavalli e relax
La mattina è dedicata ai cavalli lipizzani della Spanische Hofreitschule, la scuola di equitazione barocca più antica del mondo. Le esercitazioni quotidiane sono accessibili a prezzi ridotti e permettono di vedere questi cavalli bianchi — allevati fin dal XVI secolo per la corte asburgica — mentre si allenano con i cavalieri. Sono celebri per le “arie” di scuola: movimenti spettacolari come levade e capriole che un tempo avevano anche funzione militare.
Il pomeriggio può essere un ritorno lento: un’ultima pedalata, una sosta in un parco o un rientro al Prater, che visto senza fretta rivela la sua doppia anima — natura e divertimento popolare — in un unico spazio urbano.

Soste da non perdere
Würstelstand, più che chioschi
I chioschi di salsicce viennesi, nati nell’Ottocento, sono oggi Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO. La specialità è la Käsekrainer, una salsiccia affumicata con pezzetti di formaggio fuso all’interno. Frequentati da studenti, turisti e melomani appena usciti dall’opera, sono il cuore popolare della città.
Superbude Hotel
Un hotel creativo a due passi dal Prater, arredato in stile giovane e anticonvenzionale. Le camere a tema e la colazione panoramica all’ultimo piano lo rendono un punto di partenza ideale per chi si muove in bici e vuole vivere la città fuori dagli schemi tradizionali.
Vienna City Card
La Vienna City Card è il pass ufficiale per muoversi con metro, tram e bus senza limiti (24, 48 o 72 ore), con in più sconti per musei, attrazioni e tour. Disponibile in formato digitale o cartaceo, è comoda per chi vuole alternare bici e mezzi pubblici, risparmiando tempo e biglietti singoli.
INFO
Per ulteriori informazioni visitare il sito www.wien.info/it
Photo Ornella Lameri



