2, ELABORATO FINALE DEI NEO DIPLOMATI ANNO 2018-2019 DELLA SCUOLA GROCK, LIBERAMENTE ISPIRATO A “LE SERVE” DI JEAN GENET

2, ELABORATO FINALE DEI NEO DIPLOMATI ANNO 2018-2019 DELLA SCUOLA GROCK, LIBERAMENTE ISPIRATO A “LE SERVE” DI JEAN GENET

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in Appuntamenti, cinema

2, ELABORATO FINALE DEI NEO DIPLOMATI ANNO 2018-2019 DELLA SCUOLA GROCK, LIBERAMENTE ISPIRATO A “LE SERVE” DI JEAN GENET

Il gioco malato e ambivalente delle nostre miserie. Dall’8 al 13 ottobre, Teatro Leonardo.

2, ELABORATO FINALE DEI NEO DIPLOMATI ANNO 2018-2019 DELLA SCUOLA GROCK, LIBERAMENTE ISPIRATO A “LE SERVE” DI JEAN GENET

Milano, Italia.
Cortocircuito grottesco, gioco dei doppi tra ambiguità e finzione, espressione di noi stessi e della nostra complessità tra miserie e desiderio di riscatto.
Quello de “Le Serve” di Jean Genet è un testo complesso, ispirato a un fatto di cronaca nera realmente accaduto nella Francia del 1933. Talmente intrigante da aver destato anche l’attenzione dello psicanalista Jaques Lacan che ne scrisse a suo tempo.
I neo diplomati anno 2018-2019 della scuola Grock ne hanno tratto uno spettacolo denso di emozioni. Un unico atto in cui si dipana la storia di due sorelle, Chiara e Solange, cameriere al servizio di una ricca signora che ogni giorno, in un drammatico rituale, recitano a turno il ruolo della padrona e della serva. Chi interpreta la serva non mette però in scena se stessa, ma l’altra sorella. Un ripetersi continuo di azioni atte a celebrare e alimentare l’ambivalenza affettiva nei confronti della signora che è al tempo stesso amata, ammirata, e insieme vilipesa, invidiata e odiata.

Le sorelle indossano così preziosi gioielli, abiti raffinati, imitano la voce e gli atteggiamenti di lei e mostrano al contempo la propria femminilità erotica e rancorosa.
Il loro gioco diventa via via sempre più pericoloso fino al giorno in cui denunceranno l’amante della signora con lettere anonime. Venendo a sapere poi che sarà scarcerato per mancanza di prove e temendo che il loro intrigo possa essere smascherato, iniziano un tentativo di rivalsa. Vogliono uccidere la signora con una tazza di tisana avvelenata. Ma falliscono miseramente nel loro intento. A questo punto provano a eliminarsi a vicenda. Sarà quindi Chiara a morire mentre Solange attenderà l’arrivo dei gendarmi. In un incubo di morte e di follia si chiude così il sipario di uno spettacolo in cui la scenografia, intensa e originale, ha giocato un ruolo chiave. Anche la musica, la corporeità, le frasi che si fanno eco fra loro hanno trasmesso la forza espressiva di un dramma attuale e dalle mille sfaccettature.
Foto Alessandro Saletta

Teatro Leonardo, via Ampere 1, Milano www.mtmteatro.it 

Paola Scaccabarozzi

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.