UN SOGNO CHIAMATO CENERENTOLA

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, con oltre 100 allievi, torna al Teatro Strehler di Milano dal 13 al 22 dicembre con Cenerentola, per dieci rappresentazioni, per il consueto appuntamento natalizio.

Milano, Italia.
Lo spettacolo è in due atti, ove spiccano diversi momenti che mettono alla prova le abilità degli allievi. Nel primo atto la danza delle fate delle quattro stagioni, chiamate dalla Fata Madrina per trasformare il sogno di Cenerentola in realtà e condurla al ballo.

Nel secondo atto, il ballo a corte, la danza delle tre arance, dono del Principe che le sorellastre si contendono, le danze spagnola e araba, le variazioni e i passi a due di Cenerentola e del Principe.

Quest’anno sarà la fiaba di Cenerentola, affidata alla coreografia del Direttore della Scuola Frédéric Olivieri, su musiche di Sergej Prokof’ev, ad incantare il pubblico. Il balletto, realizzato nel 2015 su commissione della Fondazione Bracco, dopo il debutto proprio al Teatro Strehler, ha ottenuto un grandissimo successo in Italia e all’estero.

Sono diverse le partiture musicali su cui sono state create sin dall’Ottocento innumerevoli letture coreografiche di questo titolo, ispirato alla fiaba di Perrault del 1697.

Frédéric Olivieri ha scelto la partitura di Prokof’ev e il libretto di Nicolai Volkov, datati 1941-’44, mantenendo uno stile fiabesco e romantico, che ben si addice alla giovane età degli interpreti.

Lo spettacolo è ricco di una varietà di danze classiche e popolari, danze di corte e danze esotiche, passi a due, variazioni, valzer, mazurche, pavane, gavotte. Una scelta dettata anche dalla volontà di garantire una varietà che permette ai ballerini di dimostrare le proprie doti tecniche e abilità interpretative.

Il carattere di ciascun personaggio è tratteggiato attraverso Leitmotive e temi musicali che seguono le vicende narrate nella storia: Cenerentola è caratterizzata da tre diversi temi, il primo che sottolinea il senso di oppressione e solitudine, il secondo la speranza in un futuro più roseo e il terzo l’innamoramento e la gioia della serenità raggiunta.

Le sorellastre, invece, vengono delineate attraverso toni farseschi e goffi, mentre la matrigna entra in scena accompagnata da modulazioni aspre e minacciose, in netto contrasto con le note melodiose e rassicuranti della Fa.

Info su Piccoloteatro.org

Luciano Riella