MOLDAVIA, TERRA DI GRANDI VINI

Scritto da Ivan Burroni on . Postato in Destinazioni, Food&Drink

Turismo enologico in Moldavia, alla scoperta di uno degli ultimi paradisi incontaminati d’Europa, dove sopravvivono ancora antiche tradizioni artigiane, una natura rigogliosa e l’ospitalità genuina tipica di una civiltà contadina d’altri tempi.

Ogni anno il primo weekend di ottobre Chisinau ospita l’evento vitivinicolo moldavo dell’anno, il Moldova Wine Festival, quando nella piazza centrale della capitale moldava migliaia di appassionati si riversano per le strade in cerca dei vini migliori, tra barbecue, danze tradizionali e, soprattutto, buon vino.

Una domanda però sorge spontanea: perché un italiano dovrebbe andare in Moldavia per il vino?

Le ragioni sono tante. Innanzitutto il festival rappresenta un’opportunità per scoprire un Paese ancora al di fuori delle principali rotte turistiche. Basti pensare all’autorevole giudizio di Lonely Planet, che ha definito la Moldavia come il Paese meno contaminato dal turismo in Europa.

E l’autunno è senz’altro un periodo interessante, soprattutto se come si punta su una vacanza enogastronomica. Una gita fuori porta in Moldavia permette di scoprire che il vino buono lo fanno anche oltreconfine. Una sfida all’etnocentrismo, certamente, e anche la scoperta che non necessariamente i grandi brand del vino fanno qualità migliore. Al contrario, in Moldavia la qualità è ottima ma i prezzi restano ancora contenuti. E questo significa shopping.

Significa partire con una valigia vuota da riempire con vini, cognac e prodotti locali, da gustare durante l’inverno o da regalare a Natale agli amici. E il costo dello shopping enogastronomico è direttamente proporzionale al costo della vacanza stessa, a sua volta legato al costo della vita in Moldavia, che è decisamente basso. Tornando al vino, che è il tema centrale e il chiodo fisso degli amanti del turismo enologico, non dobbiamo scordare che la Moldavia possiede una tradizione vitivinicola millenaria, un fatto, questo, che si riverbera non solo sulla capacità dei vignaioli di produrre vini pregiati, ma anche sulla quantità dei vini prodotti, considerando che la percentuale di terra destinata ai vigneti raggiunge livelli stratosferici e che il 20% del PIL moldavo arriva proprio dalla produzione di vino e distillati dell’uva.

La Moldavia è un Paese giovane, dalla doppia anima, quella esuberante della capitale e quella ancora legata al ritmo della terra e delle antiche tradizioni della campagna. Così la vacanza può assumere essa stessa questa doppia anima. Da un lato Chisinau, la città dei 7 colli, con le case di tufo bianco e lo stile sovietico del centro che fa da sfondo alla vita da metropoli europea, anche se in formato ridotto, con locali e ristoranti, eventi e concerti che si addensano nel centro città, tra il Bulevard Stefan cel Mare – Stefano il grande – e il parco cittadino, dedicato ancora a Stefan, onnipresente, liberatore delle terre moldave dall’invasore ottomano e per questo considerato eroe nazionale.

Chisinau

Dall’altro la campagna, la splendida natura delle zone rurali, gli animali al pascolo, l’ospitalità delle persone e le tradizioni multisecolari che rendono la Moldavia un Paese che merita di essere visitato con calma.

Il turismo enologico in Moldavia, tuttavia, è più organizzato di quel che si possa pensare. Strade del vino, città vinicole sotterranee, cantine da guinness dei primati e monasteri che producono il “sangue di Dio” ancora con i metodi di una volta. E ovunque vinoteche, degustazioni guidate, visite ai luoghi di produzione. Una manna per gli appassionati, un’occasione per i semplici curiosi.

Ma vediamo insieme alcune delle chicche che offre la Moldavia sul tema enoturismo:

VILLAGGIO DI MILESTII MICI

Difficile definire quella che, dal 2005, è per il Guinness dei Primati la cantina più grande al mondo, a soli 20 km dalla capitale. Una città sotterranea, un labirinto di lunghissime gallerie, circa 250 km di cui 120 utilizzabili e visitabili, scavate a 40-80 metri di profondità, dove vengono conservati alcuni dei vini più desiderati del mondo: politici, personaggi del mondo dello spettacolo e facoltosi businessman americani o giapponesi conservano qui la loro scorta personale. La Regina Elisabetta d’Inghilterra, tanto per fare un esempio di peso.

La temperatura costante di 12-14 gradi e un tasso d’umidità che oscilla tra l’85% e il 90% sono il segreto della conservazione delle oltre 2 milioni di bottiglie, alcune delle quali sono piccoli tesori dal valore economico importante, come il Buchet Moldovei da 2000 euro imbottigliato nel 1968. Le gallerie, che in origine erano cave per l’estrazione del tufo con cui è stata costruita Chisinau, sono state convertite in cantine nel 1969. All’interno delle stesse ci si muove in auto – e già la cosa in sé è decisamente surreale – e si organizzano veri e propri tour guidati con tanto di degustazione finale.

LE GALLERIE DI CRICOVA

Milestii Mici non è l’unico complesso sotterraneo dedicato alla conservazione del vino. Con un’estensione complessiva di 120 km e la conservazione di 10 milioni di bottiglie, l’azienda vitivinicola Cricova sfida la sua diretta concorrente per alcune peculiarità. Innanzitutto ci si muove tra i cunicoli con un trenino elettrico piuttosto che con veicoli a motore. Una scelta che garantisce una qualità dell’aria migliore. Particolare non da poco se ci si trova a qualche decina di metri sottoterra. Con la navetta si compiono percorsi guidati alla scoperta di questa magnifica opera umana, che comprende la Vinoteca Nazionale che raccoglie una collezione di oltre 600 tipi di vini provenienti da tutto il mondo, 1 milione di bottiglie che contengono vini prodotti all’inizio del secolo scorso, nonché collezioni di etichette importanti come Bordeaux, Marsala e Tokaj; la cantina vera e propria, dove vengono conservati vini di personaggi della caratura di Vladimir Putin e Angela Merkel; e poi ancora un cinema, un museo del vino e alcune sale ristorante, dove degustare i vini accompagnandoli con mamaliga e placinta altri piatti tipici.

PURCARI E CROCMAZ: VERSO LA FOCE DEL NISTRO

La più antica cantina moldava è stata fondata nel 1827 e si trova a sud, nel villaggio di Purcari, 130 km da Chisinau, non lontano dal confine ucraino e dal mare, di cui, nelle giornate di vento, si sente perfino il profumo. Nei suoi 260 ettari di vigneti si producono, tra gli altri, Merlot e Cabernet Savignon, con i quali si producono due dei più famosi e pregiati vini moldavi, il Rosu de Purcari e il Negru de Purcari, quest’ultimo in competizione con i migliori vini europei da quasi 150 anni, da quando nei 1878, all’Esposizione Mondiale di Parigi, un ancora semisconosciuto rosso moldavo vinse la medaglia d’oro, la prima di tante, lasciando a mani vuote persino i pregiatissimi Bordeaux. Ma nella cantina 36.000 bottiglie sono conservati anche vini molto particolari, come il rosé creato in onore del vino italiano, un blend tra l’antico vitigno autoctono Feteasca Neagră e il nostro Montepulciano. La produzione vitivinicola è solo una parte del business dell’azienda. Al Purcari Chateaux si pratica il turismo enologico in un contesto davvero incontaminato: oltre ai vigneti la tenuta possiede 50 ettari di bosco in cui gli ospiti possono raccogliere frutti, cercare funghi, seguire le tracce della fauna locale – lupi, volpi, sciacalli, cinghiali – o semplicemente perdersi nella natura e nel silenzio. Inoltre vengono organizzate attività come visite ai vigneti e ai luoghi della produzione e degustazioni guidate. L’albergo è molto bello ed è pensato per coppie e per famiglie, con 10 spaziose camere con travi a vista, lettini per bimbi a forma di auto e addirittura la possibilità di dormire in una botte di vino Di giorno invece si può giocare a tennis, esplorare il territorio circostante in bicicletta, pescare carpe e carassi nei due laghetti, fare il bagno nella piscina esterna o rilassarsi nella spa (che aprirà nel 2018).

Non lontano da Purcari troviamo la cantina Et Cetera, nel villaggio di Crocmaz. Una piccola tenuta a gestione familiare mandata avanti da due fratelli, Alexandru e Igor, che sono stati capaci di trasformare una passione in un’attività di successo, con una produzione di 100.000 bottiglie all’anno, di cui l’80% per l’export (Asia, Usa, Polonia). Parlando con Alexandru, un personaggio molto particolare con una vita avventurosa alle spalle e la decisione di mettere radici in questa terra ancora vergine, scopriamo la visione e la missione di Et Cetera. Profondamente critico nei confronti dell’uso di vitigni, come il Cabernet Sauvignon, non adatti al clima moldavo, Alexandru preferisce varietà a maturazione precoce, come il Merlot, il Cabernet Franc, Il Pinot Nero. Nella tenuta i due fratelli e le rispettive famiglie offrono ospitalità, un ristorante intimo e tranquillo e belle iniziative come una scuola di cucina, aperitivi nel vigneto o escursioni con un piccolo aereo privato.

TRANSINISTRIA, PATRIA DEL DIVIN

Siamo a Tirisapol, in Trasninistria, enclave russofona con tanto di dogana, moneta e istituzioni politiche proprie. Dopo una guerra civile costata centinaia di vite umane e quasi un ventennio di tentativi di normalizzazione, oggi la Transinistria collabora attivamente con la Moldavia in alcuni settori, tra i quali il turismo. In campo enoturistico, in particolare, la Transinistria è famosa per la Kvint, ex-azienda di vodka oggi famosa in tutto il mondo per il suo cognac pregiato, che per questioni di copyright, deve chiamarsi Divin. Anche se restano le produzioni di vodka, brandy e vino, è il Divin il prodotto di punta:  pluripremiato nei concorsi internazionali, si può degustare nell’ambito di visite guidate agli stabilimenti di produzione. La degustazione è davvero professionale: il Divin si serve a temperatura ambiente, nella giusta quantità, e si inizia dapprima con un’analisi visiva, verificando il colore e la viscosità delle “gambe” del distillato; poi olfattiva, con profumi di prugna, caramello, tannini di rovere e vaniglia a seconda della qualità e dell’invecchiamento del prodotto; e per finire si passa all’assaggio vero e proprio. Nello shop dell’azienda si possono fare ottimi affari. Le bottiglie vanno dai 5 ai 1100 euro del Conte Wittgestein, un distillato invecchiato ben 50 anni.

 

Info su moldova.travel

 

Ivan Burroni
ivan@agendaviaggi.com

 

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Ivan Burroni

Personaggio dai mille interessi, la maggior parte dei quali ha una vita breve quanto quella di una farfalla Effimera. In mezzo al marasma di entusiasmo per le cose della vita tuttavia esistono delle costanti, tra le quali il viaggio e la scrittura. Sogna di unire alle sue due passioni anche l’altro grande amore: quello per la sociologia e lo studio dell’uomo. Cosa ama fare in vacanza? Affittare una vespa e girare senza meta, perdersi nella giungla cittadina o nella natura inesplorata di un luogo esotico e registrare impressioni su carta, magari su un tavolino che dà direttamente sull’oceano, con un bicchiere di vino in mano e la luce del tramonto che lentamente affievolisce per lasciare il posto all’ebbrezza della notte. Ha fondato il magazine InUnGiorno.com