Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa è l’opera prima di Diana Facile conosciuta dagli internauti come La Globetrotter.

Sulle strade del Kenya di Diana Facile

Scritto da Redazione on . Postato in Cultura

Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa è l’opera prima di Diana Facile conosciuta dagli internauti come La Globetrotter.

Milano, Italia.
Da ormai cinque anni il blog di Diana dispensa racconti e consigli di viaggio a tutti gli appassionati in cerca di informazioni di prima mano su luoghi del mondo più o meno reconditi. Prima ancora che blogger, Diana è un’appassionata viaggiatrice e scrittrice ed è con questo ricco bagaglio che ci accompagna alla scoperta di uno dei paesi più battuti dell’Africa Orientale: il Kenya. Un libro che va oltre la forma del classico diario di viaggio e che poggia la ri-costruzione della storia su racconti filtrati dalla sua sensibilità.

Diana parte per il Kenya dopo un lungo periodo di assenza dal continente: per anni ha esplorato i paesi dell’Africa Occidentale (Senegal, Mali, Burkina Faso, Benin, solo per citarne alcuni) dove “gli stranieri muoiono di solitudine” e racconta con un certo disagio della sua prima volta in un paese africano caratterizzato dalla presenza massiccia di turisti europei, per lo meno sulla costa.

È lì ha inizio il suo viaggio, prima attraverso la permanenza presso una famiglia locale nella città di Mombasa che la introduce al paese e poi tra le località più famose della costa del Corno d’Africa che raggiunge in maniera autonoma con spostamenti spesso scomodi sui minibus locali, i matatu.

Non è mai facile descrivere la realtà di un viaggio senza edulcorarla e in qualche modo idealizzarla, mettendo da parte gli aspetti meno positivi e le frustrazioni, ma l’autrice riesce a far sentire forte la sua voce e i suoi pensieri che spingono a riflettere sul ruolo e le conseguenze che il turismo di massa occidentale ha portato a queste latitudini. Conseguenze che hanno un riverbero immediato anche sulla sua esperienza: Diana si rende conto fin da subito di non riuscire a interagire in maniera genuina con le persone del posto in quanto mzungu, bianca, turista. I momenti di difficoltà e di sconforto durante il suo viaggio in solitaria regalano pagine di grande intensità e il lettore riesce a immedesimarsi con l’autrice e solidarizzare con lei.

Ma, si sa, il viaggio è come la vita e si impara conoscendo, ma anche sbagliando. Pagina dopo pagina, vediamo Diana cambiare, nell’intimità e nel rapporto con gli altri, quelli che vivono la quotidianità del Kenya e che l’aiutano a prendere le distanze da opinioni troppo nette e cercare la bellezza nelle sfumature, nelle pieghe delle difficoltà senza le quali un viaggio non potrebbe definirsi tale. È grazie a questa consapevolezza che si allontana dalle rotte turistiche per andare alla ricerca di sentieri meno battuti, di luoghi del Kenya meno affollati dove la bellezza e la forza della Natura curano qualsiasi scottatura e dove anche gli incontri con le persone si fanno più veri, autentici.

Qui, in un angolo sperduto della Terra, un piccolo villaggio immerso nella Kakamega Forest, avviene quella magia che solo i veri viaggiatori conoscono. Coloro che sanno oltrepassare il confine tra “noi” e “loro” ma che credono nell’esistenza di una sola umanità e nell’energia e potenza che questo grande “noi” può sprigionare quando le anime si incontrano. Diana si riconcilia con la sua essenza raminga, trova pace e la dona al lettore con generosità.

Sulle strade del Kenya. Una mzungu tra le contraddizioni dell’Africa conquista grazie alla sua sincerità, alla sua capacità critica e alla prosa sempre curata e avvincente. Un libro che non solo gli appassionati d’Africa dovrebbero leggere ma tutti coloro che cercano nella lettura un rifugio per l’anima o una finestra spalancata sul Mondo.

Riccardo Campanella