Slowly in Salve… per vivere il territorio a 360 gradi!

Slowly in Salve… per vivere il territorio a 360 gradi!

Scritto da Diana Facile on . Postato in Destinazioni, Weekend

Slowly in Salve… per vivere il territorio a 360 gradi!

Slowly in Salve, un invito a conoscere e vivere il territorio nelle sue molteplici sfaccettature prendendosi il tempo di assaporare a fondo ogni singolo istante che il piccolo comune salentino regala al visitatore. Questo il proposito della municipalità salvese che alla fine del mese di settembre, in concomitanza con la Giornata Nazionale dei Borghi Autentici, ha coinvolto otto giornalisti e blogger (nazionali e internazionali) nella promozione del progetto Luoghi della lentezza e del saper fare.

Slowly in Salve… per vivere il territorio a 360 gradi!

Salve (LE), Italia.
Con una popolazione che supera di poco le 4.500 unità, Salve è nota in tutta Italia per le Maldive del Salento che le sono valse il riconoscimento di Bandiera Blu 2019 da parte della FEE. Senza nulla voler togliere al piacere di trascorrere qualche giorno di puro relax in una delle spiagge più belle d’Italia, Salve ha molto altro da offrire a chi desidera calarsi a fondo nella realtà ospitante.

A partire dalla sua gente, che a detta del defunto Monsignor Antonio Bello – molto più ricordato come don Tonino di Alessano, di cui è in corso il processo di beatificazione – ne farebbe la “città dell’accoglienza” per antonomasia. D’altronde è implicito nel suo stesso nome, Salve, ed è il segno distintivo dei suoi abitanti: ospitali, calorosi e solidali, tuttora ispirati a valori genuini e radicati alla tradizione che portano avanti, uniti, come una grande famiglia.

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Numerose, nel corso del Press Tour, le visite ad artigiani e piccoli produttori locali che si tramandano di padre in figlio storia, cultura e abilità. Da Antonio Sergi, che ha ereditato dal padre (era il fabbro del paese) la passione per il metallo e l’ha plasmata a sua immagine e somiglianza trasformandosi in un virtuoso del ferro battuto, passando per il Forno di Comunità Borgo Terra e la pasticceria Dragone, artigiani eccelsi di prodotti tipici salentini, fino all’Azienda Agricola Li Fani di Salvatore Sergi, talmente innamorato della sua terra da aver fatto della lotta contro la xilella la sua ragione di vita. Lavori duri, uno più dell’altro, raccontati da occhi infiammati di passione e umidi di commozione che passano difficilmente inosservati a chi li ascolta.

L’armonia che regna tra gli abitanti di Salve è tangibile. La si respira nei locali, bar e ristoranti, nelle case e persino per le strade che invitano a camminare lentamente cercando di intrufolarsi discretamente con lo sguardo nelle case a corte del centro storico che conservano un’infinita ricchezza di rapporti umani e solidarietà.

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Oltre a vantare splendide spiagge e l’eccelsa accoglienza della comunità, Salve è uno di quei luoghi in cui la storia ha lasciato tracce profonde. Lo dimostrano la scoperta (1930) del Tesoretto, una collezione di 64 monete d’argento della Magna Grecia risalente al IV e III secolo a.C.; il ricco patrimonio del Parco Archeologico Diffuso che racchiude i segni degli scambi avvenuti secoli orsono tra differenti realtà culturali, attualmente oggetto di studio – e di divulgazione – dell’Associazione culturale Archés; il frantoio ipogeo Le Trappite, alle spalle della spagnoleggiante Palazzo Ramirez di Piazza Concordia, interamente scavato nella roccia e risalente ai primi decenni del XVII secolo; e ancora, per chiudere con un primato, la presenza all’interno della Chiesa Matrice di San Nicola (il patrono di Salve) dell’Olgiati-Mauro – dal nome dei suoi costruttori – che oltre a essere l’organo funzionante più antico di Puglia, è anche quello rinascimentale più antico d’Europa.

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Un giro nella Salve rurale per respirare l’atmosfera del tempo che fu con le masserie di antica memoria contadina tra cui spicca quella di Santu Lasi, dichiarata nel 2008 “bene di interesse culturale particolarmente importante”. La struttura principale risale al 1577 e l’opera attuale è frutto del restauro posto in atto dall’architetto del paesaggio Vincenzo Cerrato, per concludere con la visita del Museo dei Telai Antichi di Palazzo Ramirez, che racconta la storia della tessitura tradizionale salentina e dimostra la volontà degli abitanti di Salve di non voler perdere niente del loro trascorso.

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Le bellezze del territorio vanno ben oltre i confini comunali e si spingono a Ruggiano, frazione di Salve e sede del santuario di Santa Marina, edificato nel 1773 su fondamenta risalenti al V o VII secolo, luogo di culto ancora oggi molto frequentato dai fedeli; a Barbarano, dove si trova la magnifica Leuca Piccola, luogo di accoglienza per i pellegrini diretti al Santuario di Santa Maria di Leuca; a Patù con la tomba medievale del XIII secolo Centopietre, fino all’affascinante e suggestivo Capo di Santa Maria di Leuca raggiungibile da Salve sia via terra, sia via mare.

Il tutto intervallato, a più riprese, dalla deliziosa gastronomia tipica salentina, una cucina di base povera che con pochi e genuini ingredienti si conquista il benestare dei palati più sopraffini.

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Dulcis in fundo, l’attaccamento dei più giovani alla loro terra. Consapevoli della sua estrema ricchezza, si impegnano giorno dopo giorno nel mantenere vivo il legame con le origini apportando quel tocco di innovazione e modernità necessario per stare al passo con i tempi. È il caso di Fabiana Di Renzo che, dopo gli studi nella capitale, è tornata dove è nata per recuperare un vecchio frantoio di famiglia e con il supporto dei genitori ha realizzato qualcosa di grandioso: Sante le Muse, dove gastronomia e cultura, arte e letteratura si fondono l’un l’altra in un progetto più ampio e perfettamente riuscito. Chi passa di lì, anche solo per qualche ora, se ne va portandosi dietro una piacevole sensazione di casa…

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Diana Facile

Diana Facile

Viaggiatrice e blogger con una laurea in Lingue e Letterature Europee ed Extraeuropee e una curiosità quasi insana per l'altro, il diverso, lo straniero, Diana inizia a esplorare il mondo in tenera età trascorrendo ore davanti a un atlante e immaginando scenari surreali ed esotici.A sedici anni varca la sua prima frontiera e da allora non si ferma più. Con uno zaino sulle spalle che pesa il doppio di lei, trascorre vari mesi l'anno sulle strade del mondo con l'intento di cogliere e conoscere le culture dall'interno, attraverso la gente del paese che la ospita. Per lei il viaggio è prima di tutto mentale. Chi è in grado di viaggiare con la mente non conosce il concetto di frontiera. Questa la ragione che l'avvicina alla scrittura, dapprima con il reportage di viaggio per alcune testate online e poi con la narrativa di viaggio per alcune antologie cartacee.Dopo aver partecipato al progetto 7MML Around the World 2015, un giro del mondo solidale alla scoperta delle abitudini alimentari del paese, apre il blog www.laglobetrotter.it in cui documenta le sue esperienze di viaggio.