SARAJEVO E LA BOSNIA ERZEGOVINA

SARAJEVO E LA BOSNIA ERZEGOVINA

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in Coppia, Destinazioni, Itinerari, Single, Weekend

SARAJEVO E LA BOSNIA ERZEGOVINA

UN LUOGO MAGICO E INTENSO A UN’ORA DALL’ITALIA GRAZIE AI VOLI FLYBOSNIA 

Sarajevo, Bosnia Erzegovina. Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo. La Bosnia Erzegovina è tutto questo. E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia. Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.   SARAJEVO  Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta. Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole. Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato. Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty. La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.   BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito. La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva. Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.   UN HOTEL A SARAJEVO Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume. E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti. VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA - HERZEGOVINA TELEPHONE : 00387 33 588 000  INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM   MEDIJUGORJE Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile. Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni). La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino. Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato" e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere. Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.   VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre. Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole. E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.   MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell'Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me. La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall'architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città. Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.

Sarajevo, Bosnia Erzegovina.
Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo.
La Bosnia Erzegovina è tutto questo.
E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia.
Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.

SARAJEVO
Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo.
Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta.
Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole.

Sarajevo, Bosnia Erzegovina. Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo. La Bosnia Erzegovina è tutto questo. E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia. Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.   SARAJEVO  Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta. Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole. Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato. Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty. La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.   BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito. La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva. Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.   UN HOTEL A SARAJEVO Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume. E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti. VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA - HERZEGOVINA TELEPHONE : 00387 33 588 000  INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM   MEDIJUGORJE Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile. Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni). La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino. Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato" e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere. Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.   VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre. Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole. E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.   MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell'Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me. La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall'architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città. Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.


Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato.
Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty.
La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996.
Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.

BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO
Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito.
La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva.
Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.

Sarajevo, Bosnia Erzegovina. Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo. La Bosnia Erzegovina è tutto questo. E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia. Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.   SARAJEVO  Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta. Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole. Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato. Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty. La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.   BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito. La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva. Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.   UN HOTEL A SARAJEVO Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume. E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti. VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA - HERZEGOVINA TELEPHONE : 00387 33 588 000  INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM   MEDIJUGORJE Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile. Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni). La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino. Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato" e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere. Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.   VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre. Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole. E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.   MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell'Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me. La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall'architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città. Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.

UN HOTEL A SARAJEVO
Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume.
E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti.
VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA – HERZEGOVINA
TELEPHONE : 00387 33 588 000
INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM

Sarajevo, Bosnia Erzegovina. Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo. La Bosnia Erzegovina è tutto questo. E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia. Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.   SARAJEVO  Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta. Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole. Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato. Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty. La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.   BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito. La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva. Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.   UN HOTEL A SARAJEVO Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume. E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti. VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA - HERZEGOVINA TELEPHONE : 00387 33 588 000  INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM   MEDIJUGORJE Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile. Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni). La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino. Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato" e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere. Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.   VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre. Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole. E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.   MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell'Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me. La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall'architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città. Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.

MEDIJUGORJE
Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile.
Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni).
La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino.
Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato” e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere.
Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.

Sarajevo, Bosnia Erzegovina. Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo. La Bosnia Erzegovina è tutto questo. E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia. Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.   SARAJEVO  Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta. Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole. Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato. Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty. La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.   BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito. La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva. Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.   UN HOTEL A SARAJEVO Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume. E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti. VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA - HERZEGOVINA TELEPHONE : 00387 33 588 000  INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM   MEDIJUGORJE Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile. Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni). La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino. Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato" e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere. Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.   VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre. Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole. E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.   MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell'Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me. La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall'architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città. Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.

VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE
Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre.
Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole.
E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.

Sarajevo, Bosnia Erzegovina. Un incredibile mix culturale, una storia che comincia da lontano e che passa anche attraverso guerre e conflitti interni, una natura selvaggia che ha molto da offrire e una meta religiosa che attira turisti da tutto il mondo. La Bosnia Erzegovina è tutto questo. E dal quattro di novembre questo lembo di terra, che misura poco più di cinquantamila chilometri quadrati, sarà ancora più vicino all’Italia. Grazie al volo bisettimanale di Flybosnia, in partenza da Roma Fiumicino, in un’ora si raggiungerà Sarajevo, il fulcro e il cuore pulsante di un territorio dalle dimensioni esigue, ma ricchissimo di storia e suggestioni.   SARAJEVO  Con poco più di 275mila abitanti, in un’area metropolitana che nel complesso ne conta circa 500mila, Sarajevo è una città gradevole da girare a piedi. Il suo centro storico, la città vecchia di nome Bascarsija, è una naturale isola pedonale chiusa al traffico, brulicante di tavolini all’aperto tra palazzi asburgici e moschee. Sembra di stare a tratti a Gerusalemme e l’istante successivo pare di essere catapultati in una cittadina dal fascino mitteleuropeo. Il modo migliore per visitarla è perdersi tra le viuzze del centro, fermarsi presso il colorato bazar e girovagare senza meta. Per una visita un po’ più dettagliata: particolarmente interessante è la moschea di Gazi Husrev-beg. Costruita nel XVI secolo, è la più grande moschea storica della Bosnia Erzegovina e una delle strutture ottomane più rappresentative dei Balcani. E’ anche la moschea centrale di Sarajevo e il principale luogo di culto della comunità islamica di tutta la regione. E’ possibile entrare, togliendosi le scarpe e coprendo (per le donne) i capelli con un foulard. La suggestione di questo luogo va comunque al di là dell’indubbio interesse artistico e storico. L’esterno della moschea, il cortile alberato con la sua fontana delle abluzioni è un posto magico dove si può osservare la vita di coloro, e sono in tanti, che vi accedono quotidianamente. L’area intorno all’edificio è particolarmente suggestiva in tutte le ore della giornata e, in particolare, al tramonto o quando il minareto si illumina dopo il calare del sole. Per un sguardo alla Sarajevo ortodossa, vale la pena visitare la Cattedrale Ortodossa di Sarajevo, una delle più grandi dei Balcani. Edificata nel 1868 in onore della Santa Madre di Dio e della Natività di Gesù, è riconoscibile per il suo stile barocco al quale si mescolano elementi tipicamente serbo-bizantini. L’interno, con una pianta a forma di croce, è riccamente decorato. Alzando lo sguardo, qua e là, è possibile invece osservare esempi straordinari di architetture tardo ottocentesche e palazzi liberty. La storia difficile di un territorio dilaniato dalle guerre è percepibile già nella parte antica della città dove è visibile una copia dell’auto dell’arciduca Francesco Ferdinando, il cui assassinio è stato la miccia che ha sconvolto il pianeta con la Prima Guerra Mondiale. Nella parte più moderna di Sarajevo, numerosi sono gli edifici che portano i segni del conflitto della ex Jugoslavia che negli anni Novanta ha dilaniato questo territorio e ha determinato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi a Sarajevo dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Lungo la città, quasi a lenire i dolori di un passato così faticoso, scorre il fiume Miljacka che regala il fascino del gioco dei doppi di tutto ciò che specchia nelle sue acque.   BERE UN CAFFE’ A SARJIEVO Il caffè a Sarajevo e, più in generale nella Bosnia Erzegovina, è un culto. Variante locale del caffè alla turca, il bosanska kahva (così si chiama e la pronuncia è difficilissima), la sua preparazione costituisce un vero e proprio rito. La polvere di caffè finemente macinata viene versata, insieme all’acqua calda, in un recipiente panciuto chiamato dzezva. Una volta portato all’ebolizione, il caffè viene così versato nelle tipiche tazzine senza manico (si chiamano, anche questo impronunciabile, fildzan) e lasciato riposare per una alcuni minuti. Insomma, un modo per sorseggiare qualcosa di caldo senza fretta e conversare amabilmente con amici e parenti e insieme una tradizione antica e ricca di fascino.   UN HOTEL A SARAJEVO Moderno, di design e dal gusto nordico, il Swissotel costituisce sicuramente un’ottima scelta per soggiornare vicino alla città storica e raggiungere il centro a piedi con una camminata di un quarto d’ora lungo il fiume. E’ un hotel a cinque stelle, provvisto di Spa che regala una vista molto piacevole sulle colline circostanti. VRBANJA 1, 71 000 SARAJEVO, BOSNIA - HERZEGOVINA TELEPHONE : 00387 33 588 000  INFO@SWISSOTEL-SARAJEVO.COM   MEDIJUGORJE Sia per i ferventi credenti che per gli atei più convinti, Medijugorie costituisce un’esperienza irrinunciabile. Medjugorje è una piccola località del comune di Čitluk, nella parte meridionale della Bosnia ed Erzegovina a circa due ore e mezza da Sarajevo, a poche decine di chilometri dal mare Adriatico e a circa 25 km da Mostar, il capoluogo dell’Erzegovina, a un’altitudine di circa 200 metri sopra il livello del mare. Il nome Medijugorie significa “fra i monti” e infatti il paese è situato alla base di due colline, Križevac e Podbrdo (detto anche Collina delle Apparizioni). La strada che porta al luogo delle apparizioni è un sentiero sconnesso con massi accatastati qua e là. E’ difficile da percorre e, forse questo, è proprio il suo fascino. Sono in tanti a transitare su questo sentiero “sgaruppato" e faticoso, soprattutto per chi decide di giungere in cima a piedi scalzi, trasportando una lettiga o con le stampelle. E’ una processione infinita tra canti e preghiere. Per chi ha fede la data più significativa legata a questo luogo è il 24 giugno del 1981 quando la Madonna appare per la prima volta a sei giovani di Medjugorje, piccolo e sperduto villaggio rurale della Jugoslavia comunista. Da allora le apparizioni non si sono mai interrotte, portando nel mondo messaggi di pace, preghiera e conversione.   VOGLIA DI NATURA, LE CASCATE DI KRAVICE Bosnia Erzogovina significa anche natura incontaminata, boschi e territori affascinanti che si prestano a escursioni e trekking. Ma senza pensare a nulla di impegnativo e, nel tratto di strada che collega Sarajevo a Medjiugorje, è possibile “assaggiare” la natura di queste terre. Le cascate Kravice non sono altissime e non sono dunque spettacolari per questo, ma ciò che le rende uniche è la loro forma ad anfiteatro e anche la breve passeggiata per raggiungerle, attraverso un bosco con alberi di melograno, rende la sosta meritevole. E’ possibile noleggiare anche una piccola barca per vederle e fotografarle ancora più da vicino.   MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell'Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me. La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall'architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città. Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.

MOSTAR E IL SUO FASCINO NOTTURNO
A Mostar, città di circa 110mila abitanti, capoluogo del cantone dell’Erzegovina-Narenta e principale centro storico, culturale ed economico dell’Erzegovina, è bello anche arrivarci la sera tardi, come è capitato a me.
La città multietnica, patrimonio UNESCO, ubicata nella valle del fiume Neretva, è famosa per il suo antico ponte, il Ponte Vecchio (Stari Most), divenuto simbolo della guerra dei Balcani. Costruito dall’architetto Mimar Hajrudin nell’anno 1565 sotto la dominazione dell’Impero Ottomano e distrutto il 9 novembre dal fuoco dei croato-bosniaci, ora è stato ricostruito e la notte sorge illuminato sul fiume, così come i numerosi minareti delle moschee presenti in città.
Sentire il canto dei muezzin e percorrere le viuzze della città vecchia è un’esperienza davvero suggestiva.

Testo e foto Paola Scaccabarozzi

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Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.