S.U.S. Suspect Under Suspicion: Soggetti da sospettare

S.U.S. Suspect Under Suspicion: Soggetti da sospettare

Scritto da Redazione on . Postato in cinema

Dal 02 al 14 novembre 2021 va in scena al Teatro Filodrammatici  “SOSPETTI” , testo di Barrie Keeffe, traduzione e regia di Bruno Fornasari.

Milano, Italia.
La scena si svolge in una sala interrogatori di una questura dove, a seguito del rinvenuto cadavere di una donna deceduta per emorragia, viene convocato il marito.

L’abitudine al sentirsi sospettato, al venir fermato per caratteristiche discriminanti rispetto al gruppo, caratterizzano la prima parte dello spettacolo. 

Emerge il tema della legge in vigore in Inghilterra denominata S.U.S. (1979, abrogata nel 1981). E’ legale per la polizia fermare e perquisire chiunque, solo sulla base del sospetto. 

Due detective del turno di notte in una stazione di polizia di East London scommettono su quale lista vincerà le elezioni. Un uomo “di colore” viene arrestato, accusato dell’omicidio della moglie; è furibondo, sentendosi ostaggio di un governo in arrivo desideroso di mostrare i muscoli della legge e dell’ordine.

Siamo negli anni ‘70 e chi c’era in quegli anni ed ha avuto a che fare con fermi per manifestazioni o atti affini sa che la problematica dei diritti e della loro sospensione in alcuni frangenti non era caratteristica unicamente inglese. Il tema del potere come forma d’abuso si impone, ieri come oggi, di stringente attualità .

Nella seconda parte della scena con l’affermarsi nelle votazioni della lista dei Conservatori (il 4 maggio del 1979 M.Thatcher diviene premier) emerge nella sala interrogatori un “liberi tutti” degli investigatori. L’odore pestilenziale del razzismo, le frustrazioni personali, le incapacità professionali si scaricano con disumanità sul malcapitato sospetto. Tommaso Amadio assume su sé questo ruolo rendendo appieno il superamento dei rapporti umani dove il dolore maggiore non è tanto nelle botte ricevute ma nella drammaticità con cui riceve la notizia della morte della moglie.

Il finale è per chi voglia interrogarsi non meno dirompente: ci siamo sbagliati, rompete le righe! Barrie Keeffe, che è stato nel 1995 Ambasciatore delle Nazioni Unite ci lascia ben visibile l’importanza della consapevolezza dell’identità umana, dei diritti senza se ne ma, della memoria quale deterrente alla degenerazione democratica.

Per concludere una nota essenziale di regia: “Sospetti è un testo che non lascia molto all’immaginazione. Al contrario, per gli interpreti si è reso necessario un immane sforzo di adesione ai comportamenti dei personaggi”. Tommaso Amadio, Emanuele Arrigazzi, Umberto Terruso devono aver penato molto sia a vestire i panni dei personaggi che a lasciarli a fine spettacolo. Complimenti a tutti!
Pippo Biassoni

Info: Teatro Filodrammatici di Milano

Photo courtesy by Teatro Filodrammatici