Ravenna Incoming: il Delta del Po fra Arte e Natura

Ravenna Incoming: il Delta del Po fra Arte e Natura

Scritto da Giovanni Scotti on . Postato in Itinerari

Uno scenario tra storia, natura e tradizioni ma anche benessere e gourmet. Protagonista il delta del Po che unisce, Comacchio, Ravenna e Cervia, alla scoperta di imperdibili itinerari.

Ravenna, Italia.
Oggi proponiamo un tour nel Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna, istituito nel 1988, che, lo ricordiamo, comprende, nel ravennate, aree di notevole pregio naturalistico: aree che spaziano dalle zone umide e vallive come le Valli meridionali di Comacchio, le Vene e la Sacca di Bellocchio, l’Oasi di Punte Alberete, Valle Mandriole, il Bardello, la Pialassa della Baiona (a nord della città) e l’Ortazzo e Ortazzino (a sud) alle storiche pinete di San Vitale e Classe, alle spiagge con dune naturali presso la foce del Reno e la foce del Bevano.

Ottimo riferimento è Ravenna Incoming, l’organismo che crea itinerari a 360 gradi, nei quali si intrecciano storia, cultura e meraviglie naturalistiche (boschi), tagliati su misura per tutti coloro che desiderano visitare Ravenna e i dintorni, prestando la massima attenzione a comfort, sicurezza e qualità del servizio.

Ravenna vero scrigno d’arte

 “Arte e Natura nel Delta”, inserito nel progetto “Delta in Rete”, è, ad esempio, uno degli itinerari proposti da Ravenna Incoming (Info: www.ravennaincoming.it)

Ravenna, vero scrigno d’arte, di storia e di cultura di prima grandezza, fra il V e l’VIII secolo per   tre volte capitale, è nota come la città del mosaico, in quantol’arte del mosaico, pur avendo avuto origine altrove, qui ha trovato la sua più alta espressione in una commistione di simbolismo e realismo, di influenze romane e bizantine. Ancora oggi questo antico sapere delle mani rivive nelle scuole e nelle botteghe.

Ben 8 edifici religiosi, paleocristiani e bizantini, sono stati riconosciuti, nel 1996, patrimonio mondiale dell’Umanità da parte dell’Unesco: l’involucro del Mausoleo di Galla Placidia, che nasconde uno scrigno di stelle infinite; la composizione che decora il Battistero Neoniano, che si ispira ad una colta tradizione ellenistica, ripresa anche dal Battistero degli Ariani; la regalità della Basilica di Sant’Apollinare Nuovo, che rivela le sue origini di chiesa palatina, eretta da Teodorico il Grande, re degli Ostrogoti; oltre cento deliziosi piccoli uccelli introducono nell’intimità della Cappella di Sant’Andrea, dove si celebra il Cristo trionfante; il maestoso Mausoleo di Teodorico, coperto dal poderoso sasso della cupola; la Basilica di San Vitale, massimo tesoro dell’età paleocristiana, che custodisce il ritratto della corte imperiale bizantina; e, fuori città, l’elegantissima Basilica di Sant’Apollinare in Classe, che esalta nell’abside Cristo e Sant’Apollinare, primo vescovo e patrono.

Ma Ravenna è anche il punto di partenza per scoprire, ad esempio, Comacchio e, in barca elettrica, le sue Valli, Cervia con le sue Saline, il Museo Classis e la basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Le valli di Comacchio

Le valli di Comacchio sono uno dei maggiori complessi salmastri d’Italia, un importante biotopo già dichiarato zona umida d’interesse internazionale con la Convenzione di Ramsar del 1971 ed inserito poi nella “Rete Natura 2000” per la significativa biodiversità, insieme ad altri cinque siti in ambito comunale. Il sito comprende valli salmastre ricche di barene e dossi con vegetazione alofila che, sino ad un secolo fa, caratterizzavano la parte Sud-orientale della provincia di Ferrara e che ancora oggi costituiscono il più esteso complesso di zone umide salmastre della Regione Emilia Romagna. Percorrendo con una barca elettrica alcuni rami del delta del Po, si possono visitare i Casoni, i manufatti realizzati in pietra per le maestranze, che testimoniano, ancora oggi, le attività tradizionalmente svolte nelle lagune e nelle valli, e vedere le postazioni di pesca con il tipico Lavoriero, vale a dire la struttura a forma di freccia, verso il mare aperto, per la cattura delle anguille (il lato di entrata delle anguille è aperto mentre quello di uscita è chiuso), che, anticamente, era realizzato in legno e canna palustre, posizionato strategicamente per catturare le anguille nel periodo della loro migrazione.

La morfologia del comprensorio vallivo con i suoi specchi d’acqua, ora chiusi, ora in diretto collegamento con il mare, con lingue di terra che sfumano nell’acqua compongono un mosaico di habitat naturali che numerose specie di uccelli hanno eletto come luogo ideale per sostare, vivere o riprodursi. Gli argini, poi, sono vere e proprie architetture di terra: i dossi assolvono il compito di spartiacque e frangiflutti, li difendono.

Segnaliamo che il percorso, fruibile in barca, parte dalla stazione di pesca Foce, a pochi chilometri dalla città.

La città di Comacchio

In città si possono ammirare il monumentale ponte Trepponti, il Ponte degli Sbirri e, costeggiando il canale di Via Agatopisto, il Ponte San Pietro. Dopo aver visto la Torre dell’Orologio e visitato la Cattedrale di S. Cassiano con l’imponente Torre Campanaria, consigliamo di proseguire verso l’ex Ospedale degli infermi (1771 – 1784), che, oggi, ospita il Museo Delta Antico, incentrato sulle testimonianze dell’antico delta del Po, cioè della zona in cui sfociava fino al XII secolo il ramo principale dell’Eridano, che, per secoli, è stato uno snodo di commerci e di civiltà, un importante punto di giunzione tra il mondo adriatico e mediterraneo e l’Europa continentale. Il museo, attraverso l’esposizione di quasi duemila reperti, suggestivi apparati di guida e tecnologie multimediali, narra la storia di questi luoghi dalla nascita della Pianura Padana milioni di anni fa fino al medioevo. Si parte, infatti, dall’età del bronzo finale e primo ferro, si passa attraverso l’età arcaica e classica che ha visto come protagonista la città di Spina, città lagunare dalla “leggera” struttura in legno, porto e avamposto etrusco per il commercio da e per l’Oriente mediterraneo, per arrivare alla sala in cui sono esposte l’ancora e le anfore contenute in una nave commerciale romana, dell’epoca di Augusto, affondata con tutto il suo carico, tuttora integro. (Info: www.museodeltaantico.com)

Se si ha tempo consigliamo, poi, di scoprire Comacchio anche navigando sulle “batane” con partenza dall’antica pescheria.

Cervia

Cervia, Stazione Sud del Parco Delta del Po, posta sulla costa romagnola, vera e propria oasi naturalistica ricca di avifauna, è perfettamente integrata con le sue vaste aree verdi: dal 2007 gode del marchio di garanzia EMAS = Eco-Management and Audit Scheme per la tutela ambientale e per la 27ma volta è Bandiera Blu (Info: wwwcerviaturismo.it).

Il cuore della città è Piazza Garibaldi, teatro degli eventi più prestigiosi, in cui si ammirano il Palazzo Comunale e la Cattedrale di Santa Maria Assunta, che, al suo interno, ospita reperti storici ed opere d’arte come, ad esempio, il dipinto della “Madonna della Neve” sopravvissuto dalla città vecchia. Se si percorrono le mura interne si apre uno scorcio sul Teatro Comunale ottocentesco, per arrivare, infine, alla Piazzetta Pisacane, o “piazza delle erbe”, dove si trova la Pietra delle Misure: una matrice con misurazioni unicamente cervesi come il “passo” e il “quadrè” usate ai tempi anche dai forestieri.

Di particolare interesse, poi, è la Vecchia Pescheria, uno degli edifici più antichi trasformato oggi in ristorante. Una volta usciti dalle mura si notano la sirena, l’Angelika, una vera e propria dedica d’amore di un turista tedesco nei confronti dell’amata e della città in cui trascorsero le loro estati più indimenticabili, la Torre S. Michele, uno dei simboli della città, insieme ai Magazzini del Sale situati sulle due sponde: da un lato c’è il Magazzino Torre, che ospita il Museo del Sale (MUSA), custode delle tradizioni e della storia cittadine, mentre, sul lato di fronte, c’è il Magazzino Darsena, che, ora, è un luogo dedicato al benessere con eventi, enogastronomia e spa. (Info: www.ecomuseocervia.it)

Nella pineta, millenaria, troviamo le Terme di Cervia, che sono all’avanguardia per programmi e terapie grazie al liman, vale a dire al fango di laguna, estratto dalla Salina di Cervia, preziosissimo per la salute insieme all’acqua madre. Alle Terme consigliamo la piscina coperta, che, con la sua vasca di Acqua Madre ipertonica apporta principi benefici antinfiammatori e antibatterici a livello cutaneo, ma anche posturali grazie al naturale galleggiamento dovuto alla grande salinità dell’acqua, la più alta al mondo e superiore persino a quella del Mar Morto, e, nella pineta adiacente la struttura, vari percorsi attrezzati immersi nel verde e la Palestra all’aria aperta. (Info: Terme di Cervia – via Forlanini, 16, 48015, Cervia – www.terme.org)

Situata all’ingresso della città, la Salina di Cervia, gestita dal dicembre 2002 dalla Società Parco della Salina di Cervia, visitabile a piedi, in barca elettrica o con il trenino incanta con la sua storia e il fascino naturalistico dei bacini salanti e della fauna che li abita (aironi, cavalieri d’Italia, fenicotteri rosa). A Cervia si estrae il sale dolce, un sale integrale marino, presidio Slow Food,: la sua origine è l’acqua del mare, che, prima, viene fatta entrare in salina dal canale immissario, e poi viene fatta evaporare e concentrare fino ad arrivare alla produzione del sale vero e proprio.

Per le famiglie con minori segnaliamo che in zona è possibile provare nel Parco Naturale le arrampicate tra gli alberi di Cervia Avventura, le passeggiate nel percorso botanico, una vecchia fattoria dove si possono incontrare tanti animali, ed il parco tematico di Mirabiliandia.

CLASSIS Ravenna

Immaginate di trovarvi proiettati indietro nel tempo, molti secoli prima della nascita di Cristo, e di camminare in luoghi di paludi e silenzio. Ed ecco che un improvviso fervore anima il paesaggio: sta arrivando la flotta romana. – dice il direttore del Museo – Nasce, così, un porto, che diventa, poi, una città, che si amplia e diventa bellissima, una Capitale piena di palazzi e basiliche che tolgono il fiato. A poco a poco, però, torna il silenzio, ma non dura per sempre: la scena, infatti, si rianima e, in un crescendo di storie, di lotte, di vite e di incontri, ci si ritrova di fronte ad una grande fabbrica, piena di gente industriosa, che lavora e crea ricchezza, trasformando il territorio attorno a sé. Un alternarsi di presenze e assenze, di rumore e silenzio che è l’essenza della storia di Ravenna e Classe, e che può essere colto nella sua globalità solo con uno sguardo d’insieme.

Classis Ravenna è questo sguardo d’insieme: è un’area espositiva di 2.600 metri quadrati, circondata da un parco di un ettaro e mezzo sempre aperto al pubblico, per dare una testimonianza di questa particolare identità, in cui materiali archeologici e moderni supporti tecnologici concorrono allo stesso emozionante racconto.

Il recupero stesso dell’ex zuccherificio di Classe, sede del museo, si pone al centro della storia del territorio, plasmato e modificato dalla tenacia dei popoli che l’hanno abitato. Una storia che merita di essere raccontata. Una storia antica, ma non ancora conclusa.

Seguendo il percorso di visita di Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio, sviluppato attraverso materiali archeologici, si vive lo straordinario racconto della città attraverso i suoi snodi principali: le origini etrusco-umbre, l’antichità romana, le fasi gota e bizantina, l’alto Medio Evo. (Info: Parco Archeologico di Classe, via Classense, 29, Classe, Ravenna – www.classisravenna.it)

A due passi dal museo ecco la basilica di Sant’Apollinare in Classe, che in alcuni elementi architettonici esprime un linguaggio stilistico frutto dei continui scambi culturali che la città di Ravenna ha avuto con le città del Mediterraneo orientale, divisa in tre ampie e luminose navate da ventiquattro colonne di marmo greco.

Sottolineiamo, principalmente, la raffigurazione a mosaico posta alla sommità dell’arco trionfale, che si può considerare una delle più grandi creazioni artistiche dell’arte ravennate-bizantina. In un cielo denso di nubi azzurre e rossastre i quattro Evangelisti, resi simbolicamente, si avvicinano al medaglione con Cristo Salvatore. Nella seconda zona, in basso, in asse con la croce, si staglia la grande figura di Apollinare, primo vescovo di Ravenna, che indossa la tunica bianca, la casula e il candido pallio appoggiato sulle spalle; con le braccia espanse e in un antico gesto di preghiera si rivolge ai fedeli. I dodici agnelli che convergono verso il santo rappresentano i primi fedeli della Chiesa ravennate, che si rivolgono ad Apollinare per poter accedere alla beatitudine del Paradiso. Il tutto è immerso in un incantevole prato verde sul quale sono disposti alberi sempreverdi, fiori candidi e volatili dal piumaggio variopinto.

Il taccuino di Agenda Viaggi

Dove mangiare

Il Bettolino di Foce, ristorante nelle Valli di Comacchio (Info: www.podeltatourism.it)

La Piaggia, via Giovanni Spallazzi, 3, Marina Romea (Info: 05441650080)

Dove dormire

Per visitare il Delta del Po consigliamo di prenotare non un albergo in città, ma un camping nei Lidi di Ravenna. Casalborsetti, un tempo borgo di pescatori, che ha preso il nome dal casello dal finanziere, Giovanni Borsetti, che vigilava sulla costa: è oggi un centro di villeggiatura internazionale con attrezzatissime casette di legno, è la più estesa area destinata ai campeggi del Ravennate.

Qui segnaliamo, ad esempio, il Camping Reno, situato in una zona particolarmente suggestiva e tranquilla, tra Marina Romea e Casalborsetti con accesso diretto sul mare. Il Camping Reno dispone di accoglienti unità abitative (monolocali, bilocali, trilocali) in legno naturale o in muratura rivestita di legno, con veranda. (Info: http://www.campingreno.it/)

INFO

Ulteriori informazioni: www.turismo.ra.itwww.ravennaincoming.itwww.visitravenna.it

Giovanni Scotti

Come giornalista sono nato nel settore giuridico, che era il mio settore professionale. Poi ho ampliato i miei interessi alle novità tecnologiche, alla salute ed al turismo. Ora, sempre alla scoperta di novità in un mondo in evoluzione, dopo aver lavorato per diversi anni per riviste del settore cartaceo, continuo a collaborare come giornalista freelance con varie testate on line, in alcune delle quali sono anche responsabile di rubriche. Dirigo il periodico on line www.focus-online.it