Vivere la Settimana Santa in Umbria in una terra di antica spiritualità, che ha dato i natali a molti Santi, è un’esperienza unica.

PASQUA IN UMBRIA

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in Appuntamenti, Coppia, Destinazioni, Famiglia, Itinerari, Pasqua 2019, Weekend

Vivere la Settimana Santa in Umbria in una terra di antica spiritualità, che ha dato i natali a molti Santi, è un’esperienza unica.

La Settimana Santa in una regione ricca di storia, arte e sapori.

Vivere la Settimana Santa in Umbria in una terra di antica spiritualità, che ha dato i natali a molti Santi, è un’esperienza unica.

Umbria, Italia.
A Pasqua in Umbria la colazione è doppia. Dopo un pasto frugale di prima mattina, si consuma la vera e propria colazione pasquale. E’ un inno al gusto, alle tradizioni e al legame con una terra ricca di storia e di sapori.
La colazione è soprattutto salata. A cominciare dalla tipica torta a base di uova, farina e formaggi misti, soffice e gustosa, preparata tradizionalmente dalle donne di famiglia il Giovedì Santo e caratteristica del Sud della regione. A seguire la frittata agli asparagi, il capocollo, il salame perugino, le uova sode, il pane sapido. Fino ad arrivare al dolce che, a fine colazione, non gusta affatto.
In tavola ci sarà allora il tortolo, il ciambellone ottimo da inzuppare nel caffè, nel latte o nel cappuccino.
E ultima leccornia, la ciaramicola umbra, dolce tipico di Pasqua con alchermes, meringa e zuccherini colorati. Una sorta di pizza sbattuta alta e rossa. I colori, il bianco e il rosso, richiamano quelli della città di Perugia. I rigonfiamenti e gli avvallamenti di questo dolce sono invece un omaggio ai quartieri di Perugia.

Ma l’Umbria non è solo grande avventura culinaria.
E’ un ricettacolo di tradizioni antichissime come quelle legate alla Pasqua e alla Settimana Santa che, per l’Umbria, è periodo di grande misticismo e di numerosi appuntamenti. Vivere la Settimana Santa qui, in una terra di antica spiritualità, che ha dato i natali a molti Santi, è un’esperienza unica.
Nei borghi e nei centri abitati più estesi si raccoglie la gente in preghiera tra le luci delle candele e le litanie che accompagnano i momenti più solenni. 
Il venerdì santo, in particolare, è un momento molto speciale, dedicato alla processione del Cristo Morto. Succede ad Assisi, luogo da sempre impregnato di misticismo, che per questa occasione vede la partecipazione di tutte le confraternite della città con un corteo che parte dalla Cattedrale di San Rufino solo con la statua della Madonna Addolorata a cui si aggiunge la statua del cristo morto dopo la tappa nella Basilica di San Francesco.
Manifestazioni simili sono in programma anche nel comprensorio della Valnerina, a Cascia, Monteleone di Spoleto e a Norcia. Particolarmente suggestiva è, proprio a Norcia, la processione con 400 figuranti. Quadri viventi si snodano lungo le mura cittadine dove le scene della Via Crucis sono drammaticamente rappresentate.

Anche a Gualdo Tadino si porta in processione il Cristo morto. 
Un rito antichissimo che ricostruisce, attraverso 14 quadri e 200 personaggi, la Passione di Cristo, secondo la tradizione medievale tramandata dalla “Confraternita dei raccomandati”. La processione penitenziale si snoda per le vie del centro storico, accompagnata dal Cantico delle Laudi Sacre (dal Laudario Lirico Gualdese del 1200) e dal canto del Miserere.
Ma è a Gubbio che il Venerdì santo gode di un coinvolgimento, a dir poco, straordinario. La processione è organizzata dalla “Venerabile Confraternita di Santa Croce della Foce” e affonda le radici nel XIII secolo. I “sacconi” che suonano le “battistrangole” aprono il corteo; a seguire i confratelli che portano il teschio simboleggiante il Golgota e i simboli della Passione. Poi sfilano i simulacri del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, sculture lignee dell’artigianato locale. Dietro le statue del Cristo e della Madonna intonano le loro note i cantori del “Miserere”, canto popolare tramandato oralmente nei secoli. La processione percorre le principali vie della città, partendo all’imbrunire dalla Chiesa di San Domenico in Piazza Giordano Bruno. Durante il suo passaggio vengono accesi grandi fuochi lungo il percorso.

Nel ternano, a Marmore, nel parco Libero Liberati invece va inscena la Rievocazione storica della Passione di Cristo: l’evento coinvolge oltre un centinaio di figuranti e si snoda tra le bellezze naturali di Marmore.
Spello, per celebrare la settimana Santa apre le sue porte all’arte, con la Via Crucis D’Autore dal 19 al 22 aprile. 
Le quattordici stazioni della Via Crucis diventano una fonte d’ispirazione per artisti nazionali ed internazionali che, per l’occasione, realizzano dipinti da collocare nei luoghi più suggestivi del centro storico. La Via Crucis prevede soste davanti ai quadri per ascoltare il messaggio evangelico del Cristo Risorto. Una rappresentazione quasi teatrale della vita di Gesù ha luogo la domenica e il lunedì a Città della Pieve con i Quadri Viventi: nei sotterranei di Palazzo Orca avviene la tradizionale rappresentazione dei temi della Passione, Morte e Resurrezione di Gesù a cui partecipano circa 40 figuranti. In ogni sala del palazzo ecco tutti i passi della Passione, con particolar riferimento all’Ultima Cena, la preghiera all’orto del Getsemani, l’Ecce Homo, la Flagellazione, la Pietà e la Resurrezione. Le scene si ispirano alla tradizione pittorica italiana del XVI e XVII secolo.
Info: umbriatourism.it

 

Paola Scaccabarozzi

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Paola Scaccabarozzi

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.