«Paradiso Nicole et Pierre» , quando l’amicizia è in nome del gourmande

“Paradiso Nicole et Pierre” , quando l’amicizia è in nome del gourmande

Scritto da Carlo Ingegno on . Postato in Alberghi e Spa, Coppia, Food&Drink, Single, Weekend

Due i protagonisti, gli chef Nicole Rubi e Pierre Gagnaire, un’amicizia nata al Majestic, tra sapori, odori e creatività, questi gli elementi fondamentali per la loro creazione: il ristorante «Paradiso Nicole et Pierre», un must della gastronomia a Cannes. Mentre i designer d’interni milanesi, Tiziano Vudaflieri e Claudio Saverino, hanno tradotto in modo ineccepibile il dna e i valori del Majestic attraverso soluzioni tra spazio, colori e superfici.

Cannes, Francia.
Come diceva Jacques Cousteau: “Dopo l’istante magico in cui i miei occhi si sono aperti nel mare, non mi è stato più possibile vedere, pensare, vivere come prima”. Ne fa eco la Costa Azzurra nelle parole del grande Cousteau. Qui il mare è fonte di vita, ti accompagna nella quotidianità, soprattutto in autunno e in inverno, quando la Croisette offre ancora di più “l’istante magico”.

Un fil rouge che vede in primo piano “l’Hotel Barriére Le Majestic” e la sua ultima novità, il nuovo ristorante, il Paradiso Nicole et Pierre da dove si ammira il mare e la famosa scalinata del Palazzo del Festival di Cannes.

NICOLE RUBI E PIERRE GAGNAIRE
I due Chef, la cui amicizia è nata al Majestic, hanno in comune una spiccata “filosofia creativa”, una fortunata unione che incarna la loro “idea gourmande”. Come ad esempio: l’eccellenza del saper fare italiano, l’omaggio alle specialità mediterranee e ai prodotti freschi dai profumi e sapori nizzardi, tutti protagonisti al ristorante Paradiso Nicole et Pierre.

Curiosiamo il menù…
Rubi e Pierre, incantano e reinventano i sapori locali, in piatti freschi, leggeri o gastronomici, rispettando i prodotti di stagione e attingendo ai grandi temi del Mediterraneo.
L’atmosfera è conviviale ed elegante, luogo ideale per condividere piatti che sembrano gli attori di una “rappresentazione culinaria“.
Ed eccoci con qualche must: il Caviale di melanzane con colatura, il Gambero Rosso, Gnocchi d’aragosta (da non perdere), Vitello Tonnato e l’inebriante Branzino al finocchio. Per i più golosi da provare il Babà con Rum, gelato al limone di Amalfi, l’insalata di agrumi dai più svariati colori.
Per gli immancabili amanti del vino, vengono proposte numerose etichette, si va dalle novità del territorio alle eccellenze italiane, il risultato di piccoli e grandi produttori in nome del rispetto della natura e dell’ambiente.
Si va dal bianco Petite Arvine della cantina Ottin in Valle d’Aosta, a un forte bianco siciliano della cantina Elios o al super toscano di Bolgheri della Teuta San Guido.


L’EVOLUZIONE AL MAJESTIC ANCHE IN ARCHITETTURA
Le Majestic è in continua evoluzione, al talento e la creatività degli chef Pierre Gagnaire e Nicole Rubi si unisce il progetto realizzato espressamente per il ristorante con un arredamento “Mediterranean Chic”, sia nella sala da pranzo interna che sulla terrazza e lungo la piscina dell’Hotel.
Gli interpreti sono due amici architetti e designer d’interni milanesi, Tiziano Vudaflieri e Claudio Saverino, autori già di alcuni interessanti concept di ristoranti. I due vantano una spiccata cura per la bellezza e il dettaglio, non solo perché l’occhio vuole la sua parte ma per la piena consapevolezza che l’ambiente esalti la cucina o comunque che sia richiamo per un pubblico consapevole.
Numerosi i loro recenti progetti, tra questi spiccano alcune boutique di lusso come: Emilio Pucci, Tod’s, Roger Vivier, Buccellati.

Ma veniamo al ristorante Paradiso Nicole et Pierre, i due architetti designer che hanno curato l’interior, hanno in modo ineccepibile tradotto il dna e i valori del Majestic, adottando soluzioni tra spazio, colori e superfici e realizzando un concept dal sapore mediterraneo, che individuerete immediatamente nei colori, dalla sala da pranzo interna, con il verde intenso delle foglie dell’olivo, al cappero, alla salvia, e poi il giallo e l’arancio deciso degli agrumi che fanno bella mostra sui tavoli. Mentre sulle pareti il beige della pietra si unisce con le piastrelle di ceramica, il rattan, la pietra di Sicilia, l’ottone, il velluto e la seta, per giungere alla terrazza esterna, dove poter ammirare l’elegante facciata del Majestic che l’architetto Jean-Philippe Nuel aveva immaginato e costruito con materiali eterogenei che si combinano ottimamente tra loro.
Va inoltre segnalato l’interessante impronta di sostenibilità ambientale con la creazione di lampadari arancioni in plastica riciclata, progettati e realizzati espressamente per il ristorante.

Non poteva mancare lo storico legame tra Le Majestic e il cinema. Un’anima indelebile testimoniata sulle pareti del ristorante con una gigantografia che esibisce una vecchia mappa del Mediterraneo sulla quale sono raffigurate le immagini di numerosi protagonisti dei film del Festival, ritagliate perfettamente e sparse sulla mappa, con un gioco di sovrapposizioni, quasi a crearne un patchwork artistico. Le stesse celebrity mondiali che hanno qui soggiornato durante il Festival del cinema di Cannes.

E come diceva Jacques Cousteau dopo “l’istante magico”, non sarà più come prima!

INFO
Informazioni su HotelsBarrière.com
Tutto su Cannes RendezVousenFrance.com
Come arrivarci Thello.com

Photo dall’alto: Courtesy by Hotel Barrière, Jean Michel Sordello, Carlo Ingegno (2), Jean Michel Sordello, Jean Francois Romero.

Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Nato a Napoli, trasferitosi per amore a Buenos Aires dove la bella Patricia gli regala ben 4 figli. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs dove si occupa di immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive da qualche anno con sua moglie Raffaella e la gatta Misha a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l’eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata a Dumbo, Brooklyn, dell’artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.