“Palma Bucarelli e l’altra Resistenza”, in scena il monologo di Silvia Spanò

“Palma Bucarelli e l’altra Resistenza”, in scena il monologo di Silvia Spanò

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Teatro Binario 7, dal 6 all’8 maggio, va in scena “ Palma Bucarelli e l’altra Resistenza”; una prima nazionale del circuito Elfo Puccini di e con Cinzia Spanò, con aiuto regia di Valeria Perdonò, video a cura di Francesco Frongia.

Monza, Italia.

Agire fa la grande differenza


Palma Bucarelli, felicemente interpretata da Spanò in un’immedesimazione che ti proietta da subito negli anni ’40 del secolo scorso, si trova in uno di quei nodi della Storia in cui decidere ed agire fa la differenza: dinnanzi all’infatuazione guerrafondaia che investe l’Europa cosa e come salvare dell’arte museale; veri e propri DNA culturali che è chiamata a proteggere/sacrificare. Bucarelli, approdata alla direzione della Galleria d’Arte Moderna di Roma grazie all’interessamento di Paolo Monelli e Giuseppe Bottai, si trova davanti alla disarmante constatazione di Bottai, Ministro della Cultura, che qualora la guerra raggiungesse l’Italia “nessun posto, nessun museo, nessuna galleria sarebbe in grado di mettere in salvo in pochi giorni il propio patrimonio artistico”.

Soprattutto teme la sottrazione e l’esibizione dell’arte come sfoggio del potere…


Bucarelli non è organica asservita al fascismo, ne intravvede errori, prepotenze e meschinità. La sua adesione all’Arte è profonda e le impone d’essere parte in causa nella difesa del patrimonio artistico; s’indigna davanti alle pochezze di chi non ne comprende il valore, il potenziale testimoniale che rappresenta per le generazioni future, dei ladrocini che vengono messi in atto. Soprattutto teme la sottrazione e l’esibizione dell’arte come sfoggio del potere in una visione decontestualizzata dell’Opera .
Cinzia Spanò, con un articolato monologo, conduce quasi per mano lo spettatore rendendolo partecipe del divenire delle tappe storiche e delle peripezie messe in atto fin dalle prime avvisaglie della guerra. Sono date note, dall’invasione della Polonia alla seconda guerra mondiale, dall’otto settembre a Badoglio, lo sbarco degli americani, l’occupazione nazifascista. Raccontando del salvataggio delle partiture di Rossini, confuse come banali cartacce, rende palese l’ignoranza, la brutalità e l’insensibilità figlia della guerra richiamando lo spettatore all’oggi, all’invasione dell’Ucraina, alla prepotenza misogina russa. Il passato prende il sapore dell’attualità.


Ricca di spunti che rendono scorrevole, curioso ed a volte imprevedibile la piéces è poi la regia e le musiche, arricchendo la recitazione, valorizzandone i diversi momenti. 
Un debutto teatrale di successo che mi fa dire grazie al Teatro, un’istituzione che sa riportare idee e confronti nell’alveo umano. Grazie Binario 7, grazie al circuito Elfo Puccini.
Foto grande di Laila Pozzo, foto piccola courtey by Binario 7
Pippo Biassoni

Info: BINARIO 7