Museo Ginori: al via un’importante campagna di restauro di un nucleo significativo di preziosi modelli in cera

Museo Ginori: al via un’importante campagna di restauro di un nucleo significativo di preziosi modelli in cera

Scritto da Redazione on . Postato in Cultura

Sopra, Venere-Callipige,-calco-in-cera,-meta`-del-XVIII-secolo,-h-58-cm,-Museo-Ginori.
Foto piccola in alto, Vincenzo Foggini, Apollo e Marsia (da Giovan Battista Foggini), dettaglio del calco in cera, 1748, Museo Ginori

La Biennale dell’Antiquariato finanzia il restauro di otto modelli in cera del Museo Ginori.

Vincenzo-Foggini,-Apollo-e-Marsia-(da-Giovan-Battista-Foggini),-calco-in-cera,-1748,-Museo-Ginori.

Milano, Italia.

I preziosi modelli in cera, erano gravemente danneggiati dall’umidità negli anni


Grazie al sostegno economico della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (in programma a Palazzo Corsini dal 24 settembre al 2 ottobre 2022), la Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia ha dato avvio a un’importante campagna di restauro di un nucleo significativo di preziosi modelli in cera, gravemente danneggiati dall’umidità negli anni seguiti alla chiusura e all’abbandono del Museo Ginori.

Andrea Di Lorenzo: Il primo incontro tra la porcellana e la grande storia dell’arte

Gli otto modelli oggetto del restauro raccontano una storia poco conosciuta, ma estremamente interessante della collezione: fin dai primissimi anni di attività della sua manifattura, il fondatore Carlo Ginori acquistò numerose forme direttamente dalle botteghe dei più importanti artisti tardobarocchi fiorentini per poterne riprodurre le opere in porcellana. Da quei calchi furono tratti modelli in cera, gesso o terracotta che, esposti nella stanza dei modelli del primo nucleo del museo, venivano mostrati e proposti alla committenza. “Si tratta di un patrimonio particolarmente prezioso – spiega Andrea Di Lorenzo, direttore del Museo Ginori – non solo perché documenta il primo incontro tra la porcellana e la grande storia dell’arte occidentale, ma anche perché questi modelli sono copie talvolta uniche di originali perduti”.

Opere e invenzioni di grandi sciltori

Tra i modelli oggetto del restauro si segnalano il gruppo raffigurante Apollo e Marsia (ora in stato frammentario), tratto da un’opera dello scultore fiorentino Giovan Battista Foggini e realizzato su un calco eseguito nel 1748 dal figlio Vincenzo; e i gruppi con Venere che spenna Amore e Leda col Cigno, i cui archetipi in bronzo si devono all’invenzione dello scultore tardo-barocco Massimiliano Soldani Benzi.
Sono degni di nota anche la Venere Callipige (tratto da un marmo antico conservato al Museo Archologico Nazionale di Napoli) e i rilievi con Laocoonte con i figli e Scena di sacrificio, che documentano l’acquisizione da parte della manifattura di modelli delle statue antiche più celebri, da tradurre in porcellana per soddisfare le richieste dei viaggiatori del Grand Tour.

In accordo con la Direzione Regionale Musei della Toscana, il restauro dei danni provocati dall’umidità (che ha interessato sia la cera che l’armatura e i supporti a cui aderisce, provocando crettature e distacchi) verrà eseguito da Maria Grazia Cordua e Francesca Rossi, con la supervisione scientifica dell’Opificio delle Pietre Dure, legato al Museo Ginori da un accordo pluriennale di collaborazione.

La Fondazione Museo Archivio Richard Ginori della Manifattura di Doccia

Costituita il 19 dicembre 2019 su iniziativa del Ministero della Cultura, insieme alla Regione Toscana e al Comune di Sesto Fiorentino, la fondazione ha lo scopo di conservare, catalogare, studiare, comunicare ed esporre la sua ricchissima collezione di manufatti ceramici e di rendere il suo straordinario patrimonio artistico, storico, sociale ed economico un bene davvero comune, accessibile e inclusivo.

Il Museo Ginori

Nato insieme alla Manifattura di Doccia e all’interno degli edifici destinati alla produzione, il Museo Ginori è stato per quasi trecento anni un museo d’impresa, pensato dal fondatore, il marchese Carlo Ginori, come il contenitore privilegiato della bellezza che la sua fabbrica era in grado di creare.

Il Museo custodisce tre secoli di storia del gusto e del collezionismo, rappresentando un unicum a livello internazionale grazie alla ricchezza e alla continuità storica del suo patrimonio, eredità della più antica manifattura di porcellana ancora attiva in Italia. Notificata come complesso di eccezionale interesse storico-artistico e archivistico dal 1962, la sua collezione comprende circa 8000 oggetti in porcellana e maiolica databili dal 1737 al 1990, modelli scultorei, documenti cartacei e disegni, una biblioteca storica, una biblioteca specialistica e una fototeca.

Dal 1965 il Museo ha sede in un edificio progettato dall’architetto Pier Niccolò Berardi, di proprietà demaniale e affidato alla Direzione Regionale Musei della Toscana, che necessita di importanti lavori di risanamento dopo gli anni di abbandono seguiti al fallimento dell’azienda RichardGinori.