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Monet a Padova: i capolavori di Giverny

Un’imperdibile carrellata di opere impressioniste è in mostra a Padova, ma non una semplice raccolta varia come se ne fanno periodicamente, bensì una personale di Monet con i quadri che lui stesso custodiva gelosamente a Giverny, che arrivano in Italia per celebrare i 150 anni dell’Impressionismo

Sopra, Claude Monet, Ninfee, 1916-1919.
Foto in alto, Claude Monet, Glicini, 1919-1920

Padova, Italia.
Ancora una volta Padova si prende il ruolo di punto di riferimento per la grande arte internazionale. Per quattro mesi alcuni dei più importanti capolavori di Claude Monet (1840-1926) saranno esposti al Centro Culturale Altinate – San Gaetano, in prestito dal prestigioso Musée Marmottan Monet di Parigi. Questi quadri sono i “suoi” quadri, le opere da cui non si è mai voluto separare, che ha sempre custodito nella sua casa e che solo grazie alla donazione del figlio Michel nel 1966 si possono ora ammirare in un museo. Questa mostra è quindi un viaggio nel mondo intimo e privato di Monet, si può quasi immaginare di entrare nella sua casa ed essere accolti da queste spettacolari opere alle pareti, come evidentemente accadeva ai fortunati frequentatori di Giverny.

Tra i quadri più rappresentativi dello stile rivoluzionario

Era il 15 aprile 1874 quando un gruppo di artisti sconosciuti, che rifiutavano i canoni dell’epoca e per questo venivano respinti dal Salon, allestì una mostra indipendente in boulevard des Capucines 35: ecco data e luogo di nascita dell’Impressionismo. Tra questi pittori c’erano Pierre-Auguste Renoir, Paul Cezanne, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Edgar Degas, Berthe Morisot e soprattutto lui, Claude Monet. Al suo celeberrimo Impression, soleil levant si deve lo spunto per il nome del movimento impressionista. A 150 anni di distanza, a Padova sono esposti alcuni dei quadri più rappresentativi dello stile rivoluzionario di quello che è considerato il padre di questa corrente pittorica. Le ninfee, i gigli, i glicini del giardino di Giverny sono fissati sulla tela con pennellate rapide e ricche di colore. I paesaggi innevati, i profili di Londra e i ritratti dei primi anni permettono di ammirare l’evoluzione, a tratti estrema, della sua pittura.

La mostra

Sono 60 le opere in mostra, 44 delle quali firmate da Monet. Ad accompagnarle ci sono la pipa, gli occhiali e la tavolozza del maestro, ancora intrisa dei brillanti colori che usava. L’esposizione è divisa in sei sezioni che racchiudono i passaggi fondamentali della sua arte: si comincia con Le origini del Musée Marmottan Monet: dall’impero all’impressionismo, che racchiude alcune delle sue prime opere, tra cui Ritratto di Michel Monet con berretto a pompon (1880) ed esempi di altri grandi artisti dell’epoca, compresi Rodin e Renoir. Poi si passa a La luce impressionista, in cui si possono ammirare alcuni straordinari esempi della capacità di Monet di catturare la luce, tutte le sue sfumature, tutti i suoi bagliori. La sezione Il Plein Air dimostra tutta la bravura dell’artista nella pittura rapida fuori dallo studio, meglio se proprio davanti al soggetto, come testimonia bene Londra. Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905).

Un’installazione video introduce alla sezione dedicata a Il giardino di Monet a Giverny, in cui sono esposti gli scorci delle sue amate piante: ninfee, gigli, ma anche salici piangenti, che caratterizzano anche Le grandi decorazioni, con le opere di più grandi dimensioni e infine L’astrazione in questione, in cui troneggiano i grandi glicini talmente sfumati ed evanescenti da sembrare nuvole lilla. Impossibile non restare incantati di fronte al talento di Monet, alla sua capacità di immortalare su tela l’atmosfera di un luogo, i giochi di luce, la leggerezza dei colori sfumati dal riverbero del sole e la tranquillità della natura.

Fino al 12 maggio è inoltre possibile ampliare l’excursus su Monet con la mostra French Moderns, sempre a Padova.

Claude Monet, Ritratto di Michel Monet con un cappello a pompon, 1880

INFO
Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris
A cura di di Sylvie Carlier, con la co-curatela della storica dell’arte Marianne Mathieu e di Aurélie Gavoille
Centro culturale Altinate | San Gaetano, via Altinate 71, Padova

9 marzo – 14 luglio 2024
Da martedì a domenica 9.00-19.30, lunedì 14.30-19.30
Biglietto intero € 16,00, previste riduzioni

Ulteriori informazioni: www.altinatesangaetano.it

Photo Marta Covre

Marta Covre

Marta Covre

Trevigiana doc dal 1990, laureata in turismo, ora lavora a Venezia. Affascinata dalle lingue e culture del mondo, si cimenta da autodidatta negli idiomi che la attraggono – gaelico di Scozia in testa – mentre raccoglie il coraggio per affrontare il sanscrito. Da sempre appassionata di Storia, all’università ha iniziato ad approfondire la Grande Guerra partecipando a un progetto di ricerca, per poi entrare nel mondo del lavoro facendo diverse esperienze in ambito culturale. Sognatrice accanita, lettrice onnivora, ascoltatrice compulsiva di musica, è alla perenne ricerca di stimoli, nonché del suo personale Santo Graal. La sua giornata ideale comprende la ricerca di informazioni sulla prossima meta, la costruzione di itinerari, lo studio, magari pratico, della cucina locale, e infine il sogno a occhi aperti del momento di partire.

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