MANTOVA, LA NEW YORK DEL RINASCIMENTO E NON SOLO

MANTOVA, LA NEW YORK DEL RINASCIMENTO E NON SOLO

Scritto da Paola Scaccabarozzi on . Postato in Destinazioni, Weekend

Particolare Sala dei Giganti, Palazzo Te

MANTOVA, LA NEW YORK DEL RINASCIMENTO UNO DEI TESORI LOMBARDI.

Piazza Sordello vista da Palazzo Ducale


Mantova, Italia.
In questo periodo così difficile per viaggi e spostamenti, non dimentichiamoci che l’Italia riserva luoghi meravigliosi da visitare.
Definita dallo storico dell’arte recentemente scomparso, Philippe Daverio, la New York del rinascimento, Mantova è uno dei gioielli lombardi.
Una visita accurata della città richiederebbe giorni e giorni, ma con poco tempo a disposizione, è possibile farsi un’idea dei suoi tesori, facendo una cernita e promettendosi di ritornare.


Irrinunciabile è una visita a Palazzo Ducale, forse il sogno più spropositato di tutto il Rinascimento. Celebre in Europa per le sue collezioni, la reggia dei Gonzaga, a lungo signori della città, costituisce il più vasto spazio museale italiano. Si tratta infatti di una città dentro la città.
Quasi un migliaio sono gli ambienti che si articolano all’interno di questo spazio incredibile tra corti, fortificazioni e piazze interne.


L’ala più antica della reggia è il Palazzo del Capitano che si affaccia su Piazza Sordello. Progettato alla fine del Duecento, è stato successivamente rialzato e ulteriormente ingrandito. Da un atrio sotto i portici di questo palazzo si prosegue la visita: un insieme inimmaginabile di tesori che vanno dagli arazzi cinquecenteschi realizzati su disegno di Raffaello a una grande tela di Rubens fino alla Camera degli Sposi del Mantegna. Definita dagli storici dell’arte “la camera più bella del mondo”, quella del Mantegna è una sala dalle dimensioni esigue, ma dal fascino irresistibile. Tra realtà e finzione ci si immerge in un loggiato illusorio e, alzando la testa, si può osservare il soffitto attraverso il quale putti, dame e pavoni scrutano lo spettatore con il naso all’insù. Una visita accurata del palazzo richiede tre ore abbondanti.

Sala dei Giganti, Palazzo Te


Magnificente e anch’esso dalle dimensioni imponenti è Palazzo Te, il capolavoro mantovano di Giulio Romano. Costruito e decorato tra il 1525 e il 1535 e luogo destinato a “onesto ozio” dal committente, Federico II Gonzaga, è un palazzo che si ispira alla tradizione delle ville romane antiche. Tra le numerose stanze, quella che maggiormente attrae il visitatore è la Camera dei Giganti. E’ un ambiente che si ispira alle Metamorfosi di Ovidio e narra, in particolare, la vicenda della Caduta dei Giganti. Entrando nella sala, sembra di assistere come protagonisti alla vendetta divina nei confronti dei giganti. I giganti sembrano catapultarsi addosso allo spettatore. Si percepisce il dramma imminente e la caduta rovinosa dei giganti stessi. L’immersione nello spazio pittorico è totale, avvolgente e pare non lasciare via di scampo alcuna. Ma l’attrazione è fatale. La Camera dei Giganti rapisce chi vi entra e il tempo scorre veloce.

Tornado da Palazzo Te, poco fuori dal centro storico, verso il fulcro della città, s’incontra la casa del Mantegna. Vale la pena accedere al cortile interno che rende perfettamente l’idea delle proporzioni regolate dalla sezione aurea e utilizzate per la costruzione della casa dell’artista, il cui terreno fu donato nel 1476 da Ludovico Gonzaga ad Andrea Mantegna forse come ricompensa per l’esecuzione della Camera degli Sposi. Il cerchio perfettamente inscritto nel quadrato visibile alzando lo sguardo all’interno del cortile è un richiamo preciso al recupero dell’antichità classica, tipico del periodo rinascimentale.


Degno di nota, oltre alla Basilica di Sant’Andrea e a Piazza delle Erbe, è anche il Teatro Scientifico Bibiena, momentaneamente chiuso, ma da tenere presente per una gita successiva.
In questo gioiello barocco miracolosamente preservato si esibì Mozart giovanissimo nel 1770 perché Mantova non è solo un tripudio del Cinquecento, ma uno stratificarsi di epoche, storie e tesori artistici.

IL TACCUINO DI AGENDA VIAGGI

UNA CHICCA PER BIBLIOFILI E AMANTI DELL’ARTE

Corvini Edizioni, via Ippolito Nievo 7A è al tempo stesso una casa editrice, una galleria d’arte e uno spazio di sperimentazione e ricerca: un’officina editoriale aperta ad artisti, illustratori e designers italiani e stranieri, dove realizzare libri e progetti d’arte e design. Tra le numerosissime collaborazioni spicca quella con Bruno Munari, poliedrico artista che ha lavorato stabilmente con Corraini per molti anni, trasmettendo l’idea di un laboratorio sempre aperto alla creatività e alla fantasia. corraini.com

Per un pranzo, possibile in zona gialla:

  • Ristorante LaCucina, via Oberdan, 17. Nato come espansione di un laboratorio gastronomico, LaCucina è un ristorante dall’atmosfera molto piacevole e dagli spazi estremamente ampi (ottima soluzione, dunque, per mangiare in tranquillità anche durante la pandemia). Predominano il bianco e uno stile nordico informale. Il menù è molto curato e attento anche alle esigenze dei vegetariani. E’ possibile mangiare anche all’esterno. www.lacucina-mantova.it
  • Retrobottega Bistrot, via Giovanni Battista spagnoli, 8. Locale situato nel centro storico di Mantova, propone con una cucina semplice, gustosa e, soprattutto, sana e naturale che guarda con riguardo ai piatti della tradizione mantovana sempre presenti ” à la carte “. Particolare attenzione viene posta circa l’utilizzo di materie prime provenienti da aziende certificate del territorio mantovano, “filiera corta” e prodotti stagionali. L’ambiente viene regolarmente sanificato con tecnologia al plasma freddo, efficace contro COVID-19 con abbattimento carica virale pari al 99,9%. Ci sono anche tavoli all’aperto. www.retrobottegabistrot.com
  • Per ulteriori INFO: Ente del Turismo di Mantova, www.provincia.mantova.it

    Testo di Paola Scaccabarozzi
    Foto di Iris Lenzi


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Paola Scaccabarozzi

Paola Scaccabarozzi

Cerco fiori spontanei, balene, deserti di notte, vecchi portoni e città che hanno l’aspetto di eleganti signore decadenti. Mi piace incrociare volti, sguardi e storie che non ti aspetteresti mai. Giornalista professionista, scrivo di scienza, salute e attualità per D Repubblica, Airone, Oggi,... Ma dentro di me c’è da sempre un piccolo tour operator. Così, quando posso, fuggo dalla Brianza, mia terra d’origine a cui sono comunque profondamente legata perché tutto comincia dalle radici. Le mie affondano anche nella storia dell’arte e nelle letteratura. Oltre ai libri, ai silenzi e al camminare, adoro i mestieri di un tempo e il profumo della scorza di limone.