L’improvvisazione di scena al Binario 7 di Monza

Scritto da Elena Borravicchio on . Postato in cinema

Con “Sognando la Kamchatka” una storia che parla di amicizia, uno spettacolo divertente e ironico tra vendette, amori e segreti, per giungere ad un finale imprevedibile.

Monza. Italia.
Appena concluso al teatro Binario 7, “Sognando la Kamchatka”, con Corrado Accordino, Massimiliano Loizzi e Marco Ripoldi. Prossimamente in scena al Teatro Libero di Milano dal 19 al 31 marzo 2019. Le storie intrecciate di tre “amici”, sullo sfondo di una partita a Risiko, come gli appassionati di questo gioco hanno certamente evinto dal titolo dell’opera. Tanto nella dinamica della partita quanto in quella della vita dei tre, la strategia gioca un ruolo fondamentale, che tiene in sospeso il pubblico fino ad un finale imprevedibile. Resta da capire cosa si intende per amicizia: i personaggi sembrano legati più per abitudine che per scelta, ognuno avviluppato nel suo nevrotico senso della vita, aspramente criticato, dietro le spalle, dagli altri. Intrigante la scelta registica di interrompere l’azione scenica, mettendo a fuoco, di volta in volta, solo i pensieri elaborati tra sé e sé, di ognuno dei personaggi, mentre gli altri rimangono come sospesi; meno indovinata la scelta dei temi: la storia d’amore persa e rincorsa, il tradimento dell’amico, che approfitta della fragilità della ex, l’amico sulla sedia a rotelle, che parla di rivoluzione e vive del sussidio di invalidità. Indubbia la bravura degli attori, che hanno reso in maniera plastica il carattere di ciascun personaggio.

L’accoppiata tra personaggio e persona è emersa anche nella divertente chiacchierata post spettacolo con gli attori e l’aiuto regista Valentina Paiano, di cui gli spettatori hanno potuto godere nella seconda serata in calendario. “L’idea della spettacolo è nata una sera a cena con Massimiliano – ha spiegato Corrado Accordito, autore del testo e direttore del Teatro – Siamo entrambi appassionati di Risiko e ci siamo detti “perché non costruire uno spettacolo a partire dal gioco?”. Ripoldi è entrato in scena in un secondo momento. “Marco lavora con Massimiliano da molti anni, anch’io lo conoscevo ma non avevamo mai lavorato insieme: il personaggio era perfetto per lui. È stato molto bravo: si è impossessato della parte immediatamente”. I tre hanno scherzato sul fatto che le prove fossero ancora in corso e che l’improvvisazione fosse parte integrante dello spettacolo. “È molto divertente per me che sto in regia seguirli – ha sottolineato Valentina Paiano – Non posso permettermi di distrarmi, devo stare attenta alle battute fuori copione e ai tentativi di riprendere il filo tra di loro. È più faticoso della regia di spettacoli tradizionali ma anche molto più stimolante”. Chissà che il testo, scritto in tre giorni, e rimaneggiato fino all’ultimo, non subirà ancora ulteriori cambiamenti.
Info: Binario 7

Teatro Libero
via Savona 10, 20144 MILANO
02 8323126 | biglietteria@teatrolibero.it

Foto Giulio Mazzi



Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Elena Borravicchio

Torinese di nascita e monzese di adozione, avendo vissuto, nel mezzo, un pezzo di vita a Milano e uno ad Abu Dhabi, prende la vita con filosofia, come la sua laurea. Appassionata di sociale, educazione, teatro, danza e viaggi, non esce mai di casa senza penna e taccuino e pensa di non aver vissuto fino in fondo un’emozione se prima non l’ha trasferita sulla carta. Circondata di amici monzesi, ma soprattutto stranieri, si dedica con gioia alla sua famiglia e al mestiere di freelance.