L’Hilton Molino Stucky e i racconti alla Giudecca

L’Hilton Molino Stucky e i racconti alla Giudecca

Scritto da Carlo Ingegno on . Postato in Alberghi e Spa, XMAS & NEWYEAR

Battuta dal vento e dal sole, l’immancabile foschia della laguna, tra orti e vecchie ciminiere, artisti e pescatori, ma anche il lusso del Molino Stucky e la sua affascinante architettura industriale. Siamo nell’isola della Giudecca, un luogo appartato a pochi minuti dal centro storico di Venezia.

Venezia, Italia.
Misteriosa e suggestiva la Giudecca fino a duecento anni fa era un’isola vuota, vicina a Venezia tra monasteri, orti, ville e storie d’amore. Tra Ottocento e Novecento arrivano le fabbriche e diventa un luogo di operai. Oggi è un’isola borghese perché, un po’ alla volta, la Giudecca è diventata residenziale. Ma nonostante tutto l’isola è attraversata da un alone di mistero e ancora tante contraddizioni tutte da scoprire.

L’arte tra antichi Palazzi e luoghi di culto


Negli ultimi anni la Giudecca è diventata un interessante luogo d’arte, tra i protagonisti c’è un antico palazzo veneziano, la Casa dei Tre Oci, un progetto culturale della Fondazione di Venezia che mette in mostra i grandi fotografi internazionali. Quest’anno tra l’altro la Fondazione di Venezia celebra con la fotografia i 1600 anni del capoluogo lagunare, proponendo attraverso l’immagine gli aspetti più iconici della città e la sua evoluzione degli ultimi cent’anni.


Poco distante un eccellente esempio Palladiano è la Chiesa del Redentore, atmosfera solenne a due passi dall’acqua dove riflette la sua bianca facciata, sublime e lineare, costituita interamente di marmo bianco. Il santuario è la perfetta sintesi dell’unione armonica tra il culto cristiano ed il tempio dell’antichità classica.

Eclatante struttura veneto-bizantino è invece la chiesa di Sant’Eufemia, costruita nel IX secolo, una delle poche dedicate alle Sante. All’interno fa bella mostra il quadro con la nascita di Cristo di Jacopo Marieschi mentre sull’altare spicca la bella tavola di Bartolomeo Vivarini, opere che risalgono agli inizi del 1400.

Una storia a cinque stelle

Lo si può ammirare già da Piazza San Marco il suo eclettismo architettonico, tra torrette, finestre bifore, merlature e l’inconfondibile mattone rosso, stiamo parlando dell’Hilton Molino Stucky, hotel cinque stelle della catena Hilton, tra gli edifici più significativi dell’archeologia industriale italiana, rappresenta uno degli hotel che meglio racconta la storia di Venezia. Va dato atto al colosso dell’hôtellerie americana di aver mantenuto l’originalità nello stile di quell’imponente linea architettonica datata nel lontano 1895.

Il Molino fu costruito alla fine del’800 dal geniale imprenditore svizzero, Giovanni Stucky, che si distinse non solo per aver ideato una grande impresa economica ma anche culturale, al punto che fu proprio lui uno dei promotori della Biennale dell’arte di Venezia. La costruzione grazie al disegno dell’architetto Ernst Wullekopf di Hannover, diede spazio al più grande centro di produzione e commercio di cereali mondiale.

Un’imponente “pianta di Venezia” vi accoglierà all’ingresso dell’hotel catapultandovi fin da subito nella storia della città, è una bellissima xilografia del 1500 di Jacopo De Barbari dal caldo colore d’oro, sulla quale l’artista Marco Nereo Rotelli apporta la sua vena artistica sovrapponendoci la scritta in rosso “Venice” e “Love”. Sempre a piano terra potrete ammirare una galleria con foto in bianco e nero a simboleggiare l’epoca che fu.

Camere e suite in perfetta sintonia tra tradizioni e design contemporaneo

I corridoi che portano alle stanze, 379 tra camere e suite, sono scanditi dagli antichi pilastri in ghisa della struttura, mentre le camere in bianco e beige ricordano i macchinari industriali e i colori delle farine, gli stessi toni dei disegni stilizzati, la spiga di grano, ingranaggi e le pale, che abbelliscono armoniosamente le pareti delle camere a ricordo dell’antico Mulino. Contrastano questi tenui colori i rivestimenti in stoffa, una dedica ai costumi veneziani dell’800.

Un accenno va sicuramente dato alla bellissima torre neogotica dell’hotel dove la sua sommità ospita la Suite Presidenziale più grande di Venezia, connubio perfetto tra classicità dei dettagli, elementi veneziani e design contemporaneo. Dopo il campanile di San Marco resta il punto più alto della città, con una vista spettacolare sull’intera laguna. Intanto le sue 44 finestre a ogiva (elemento rappresentativo dell’architettura gotica), permettono il perdurare della bellissima luce della Laguna, così i suoi imperdibili tramonti.

Un viaggio che celebra i sapori della cucina

All’ottavo piano del mitico Hilton Molino Stucky troverete lo Skyline rooftop Bar, atmosfera mondana, sguardo su uno scenario tra i più belli al mondo, in compagnia di sofisticati cocktail, serviti anche a bordo piscina sulle note di musica Jazz, blues e soul. Uno sguardo attraverso le guglie e i più tradizionali sestrieri di Venezia.

Per un viaggio tra i sapori ci pensa l’immaginazione dell’Executive Chef Luca Nania nell’elegante ristorante Aromi, dove celebra la tradizione della cucina italiana, a volte rivisitata in chiave originale e innovativa. Mentre al Rialto Lobby bar & lounge la possibilità di assaggiare piatti italiani e internazionale in un’atmosfera rilassante e informale.

Un programma speciale per le Feste di Natale

E poi? E poi arriva Natale, a Venezia la magia delle Feste è davvero imperdibile. Per l’occasione l’Hilton Molino Stucky sarà vestito a festa, dall’8 dicembre 2021 al 9 gennaio 2022, sarà disponibile presso l’hotel un programma speciale tra deliziosi menu, musica, benessere e soprattutto sorprese per i più piccoli, in compagnia del fascino della laguna e dello spirito natalizio che Venezia sa regalare.

InfoHilton Molino Stucky Venice

Molino in Festa, 8 dicembre 2021- 9 gennaio 2022

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Aneddoti e curiosità di Venezia, raccontati da Cinque team members dell’Hilton Molino Stucky



Carlo Ingegno

Nato a Napoli, si trasferisce per amore a Buenos Aires dove ci rimane per ben dodici anni. Qui la prima esperienza lavorativa, nell'editoriale Rizzoli, che aveva acquistato nella città tanto amata da Jorge Luis Borges una nota casa editrice. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs, dove si occupa di immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive a Monza ma spesso si sposta a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l'eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata da Dumbo, Brooklyn, dell'artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.