Pittore, disegnatore, inventore, esperto di medicina, architetto, scrittore di favole e rebus, Leonardo da Vinci è sicuramente un uomo che resterà nella storia del genere umano, grazie alla sua geniale creatività, che lo ha portato a essere attuale ancora oggi, a 500 anni dalla sua morte. Ma c’è un aspetto poco conosciuto di Leonardo: è stato un grande amante del vino e anche vignaiolo. Di eccellenza, ovviamente.

Leonardo, il Genio, anche del vino

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti, Cultura

Un autoritratto di Leonardo da Vinci.

Pittore, disegnatore, inventore, esperto di medicina, architetto, scrittore di favole e rebus, Leonardo da Vinci è sicuramente un uomo che resterà nella storia del genere umano, grazie alla sua geniale creatività, che lo ha portato a essere attuale ancora oggi, a 500 anni dalla sua morte. Ma c’è un aspetto poco conosciuto di Leonardo: è stato un grande amante del vino e anche vignaiolo. Di eccellenza, ovviamente.

Un particolare della villa da Vinci

Foto piccola in alto
Il disegno dell’uomo vitruviano posizionato sul fondo di una botte di legno.

Milano, Italia.
Quand’ero ragazzo e mi imbattei per la prima volta in Leonardo Da Vinci andando a vedere il Museo della scienza e della tecnica di Milano, restai impressionato: secoli fa Leonardo aveva concepito e ideato macchine letteralmente rivoluzionarie che anticipavano di secoli il progresso in tanti campi. Tanto per citarne qualcuno, aveva posto le basi per il funzionamento degli elicotteri, aveva immaginato e disegnato il paracadute, la tuta da sub e aveva concepito addirittura qualcosa che ha a che fare con la robotica. E allora cominciai a pensare, forse ispirato dai fumetti di Superman, che fosse un… marziano. E da allora per me i marziani hanno i capelli e la barba lunga, come lui, e non, come disegnati in anni di falsi avvistamenti, senza peli e con gli occhi tondi e sporgenti. Ero quasi convinto che fosse stato catapultato da Marte, per ragioni misteriose, in mezzo ai filari della vigna che i Vinci possedevano ed era stato subito adottato da loro.

Ricostruzione fantastica, ovviamente, tranne che per quanto riguarda la vigna. Leonardo ha l’anima agricola: è nato in una famiglia di viticoltori e il vino ha sempre fatto parte della sua vita. I filari di viti sono probabilmente stati il suo primo campo di gioco. Il vino lo ha accompagnato per tutta la vita, tanto che negli appunti per la spesa ci mette sempre l’acquisto del vino, perché ama berlo quotidianamente, ma con moderazione. Senza considerare che l’unico bene che Leonardo inserisce nel suo testamento è la vigna che possiede a Milano, vigna che aveva ricevuto come compenso da Ludovico il Moro per il Cenacolo, forse la tavola più famosa della storia. E sempre tra le sue carte è stata ritrovata questa lettera, spedita al suo fattore:

Da Milano a Zanobi Boni, mio castaldo

Li 9 de Xbre, 1515

Le ultime quattro caraffe di vino non erano come me le aspettavo e mi è dispiaciuto molto.

Le viti di Fiesole, coltivate in modo migliore, dovrebbero dare all’Italia un ottimo vino, come quello di Ser Ottaviano.

Sapete che ho già detto che bisognerebbe concimare i filari con macerie di vecchi muri demoliti che asciugano le radici e i fusti, così le foglie attraggono tutte le sostanze utili alla perfezione del grappolo.

In più, ai nostri giorni facciamo la cosa peggiore: fermentiamo il vino in vasi aperti e così l’essenza si disperde nell’aria e non rimane altro che un liquido senza sapore colorato dalle bucce e dalla polpa; e poi non si fanno i travasi come si deve e per questo viene fuori un vino intorbidito e pesante per lo stomaco.

Allora se voi e gli altri accoglieste questi ragionamenti berremmo un vino eccellente.

Che il Signore ci accompagni e vi conservi

Leonardo Da Vinci 

Proprio partendo da questa lettera e da una serie di disegni, che lo incoronano subito come agronomo ed enologo geniale, la Leonardo Da Vinci S.p.A. presenta “Leonardo Genio del Vino”: c’è un importante lavoro di ricerca, indagine e analisi alla base del progetto, nato dalla scoperta di un lato poco conosciuto di Leonardo come winelover e winemaker e del suo interesse per la produzione di un vino perfetto, dalla coltivazione della vigna alla vinificazione stessa. Questi studi non sono destinati a rimanere sulla carta, ma a diventare… vino da gustare, come ha spiegato SimonPietro Felice, amministratore delegato della Leonardo Da Vinci S.p.A., durante la conferenza stampa a Milano: “È un progetto culturale nato dal desiderio di far conoscere l’amore di Leonardo per il mondo del vino e le sue indicazioni per produrre il vino ideale”. Queste indicazioni sono state assunte come linee guida dallo staff tecnico, agronomico ed enologico della Leonardo Da Vinci S.p.A. per la definizione di un Metodo Leonardo® che, grazie all’utilizzo delle moderne tecniche vitoenologiche, permetta di realizzare l’obiettivo di Leonardo: ottenere prima uve, e poi vini di eccellente qualità.

Il Metodo Leonardo® oggi è un capitolato viticolo ed enologico – esclusivo – della Leonardo Da Vinci S.p.A. che lo condivide con fidate cantine in tutta Italia che si impegnano ad adottarlo. Il meglio della produzione viene poi conferito alla Leonardo Da Vinci S.p.A per la sua distribuzione.

L’applicazione di questo metodo è raccolto oggi nella produzione di 5 collezioni di vino, rappresentative dell’eccellenza vitivinicola italiana.

3 collezioni destinate al settore della ristorazione:

* Villa Da Vinci

4 Cru toscani provenienti dai vigneti di Villa Da Vinci

*1502 Da Vinci in Romagna

la linea dedicata alle eccellenze dei tipici vitigni romagnoli

*Da Vinci I Capolavori

una selezione delle più prestigiose e rappresentative denominazioni enologiche italiane

2 collezioni destinate all’Off Trade:

* Leonardo Da Vinci

una selezione dei vini più rappresentativi di Toscana e Romagna

* Leonardo Geniale

Bianco d’Italia e Rosso d’Italia con formato e packaging innovativo

Per la Leonardo Da Vinci S.p.A., il progetto ha anche e soprattutto una valenza culturale che ha portato alla realizzazione di due musei a Vinci dedicati a Leonardo, con la riapertura del “Museo Ideale Leonardo Da Vinci” e la realizzazione del “Museo Leonardo e il Rinascimento del Vino”, entrambi inaugurati lo scorso 2 maggio. I due musei, curati dal professor Alessandro Vezzosi, promuovono la contemporaneità e la poliedricità della figura di Leonardo e sono stati inaugurati con “Leonardo Vive”, la mostra visitabile fino al 31 dicembre 2019, che si articola tra i due poli ed è concepita come un viaggio nell’attualità di Leonardo. Il “Museo Ideale Leonardo Da Vinci” ha riaperto al pubblico dopo 9 anni, con grandi novità. Un’esposizione che spazia dai documenti d’archivio, ai reperti e al nuovo albero genealogico dei Da Vinci dal XIV al XXI secolo, dagli antenati ai discendenti ancora oggi in vita. Tra i materiali in mostra anche opere esemplari come “Monna Lisa e la Gioconda Nuda”, le cartelle dei Nodi vinciani xilografate da Albrecht Dürer e gli omaggi di Duchamp, Dalì, Beuys, Warhol e altri grandi artisti. Il “Museo Leonardo e il Rinascimento del Vino” con sede a Villa Da Vinci, tenuta storica cinquecentesca circondata dai vigneti appartenuti alla famiglia di Leonardo, approfondisce invece un aspetto inedito del Genio: l’autentico rapporto con il mondo dell’agricoltura, il territorio, gli alimenti e il vino, che lo portò a progettare anche strumenti di lavoro e frantoi, innovativi per l’epoca.

Per concludere, due notazioni. La prima, alla Villa Necchi Campiglio a Milano, dove si è svolta la conferenza stampa e che da sola meriterebbe una visita dato che è una splendida costruzione anni 30 recuperata dal Fai, fino al 29 settembre è visitabile la mostra “Leonardo Genio del vino” che presenta una selezione di capolavori d’arte provenienti dal “Museo Ideale Leonardo Da Vinci” e dal “Museo Leonardo e il Rinascimento del Vino”. Durante il percorso tutti i visitatori potranno apprezzare le opere esposte degustando un calice di Chianti prodotto con il Metodo Leonardo®.

“Leonardo da Vinci genio del vino” fino al 29 settembre

Villa Necchi Campiglio | via Mozart 14 | Milano

orari: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso ore 17.00)
biglietto: 14 euro (con ingresso alla Villa); gratuito per gli iscritti al FAI.

La seconda: dopo la conferenza stampa, lo chef Cristina Bowerman, che detiene una stella Michelin alla Glass Hostaria di Roma, ha fatto degustare ai presenti un menù inedito, ispirato al Genio. Geniale, ovviamente.

Alfredo Rossi

Info:
www.leonardodavinci.it
www.museoleonardo.it
www.fondoambiente.it/luoghi/villa-necchi-campiglio
glasshostaria.it