Intellettuale femminista, narratrice e pensatrice, chi era Virginia Olper Monis

Intellettuale femminista, narratrice e pensatrice, chi era Virginia Olper Monis

Scritto da Redazione on . Postato in Cultura

Virginia Olper Monis: la veneziana che per prima parlò di divorzio e parità salariale tra uomo e donna.

Venezia, Italia.

Virginia Olper Monis è stata tra le figure più influenti della Venezia del XIX secolo

Combatteva a viso aperto per ogni diritto negato alle donne, per ogni ferita a loro inferta o promessa infranta. Intellettuale femminista, narratrice e pensatrice, Virginia Olper Monis è stata tra le figure più influenti della Venezia del XIX secolo, la prima a sostenere l’importanza di legalizzare il divorzio e la parità salariale tra uomo e donna. 

Attorniata da cultura e letteratura, Virginia è cresciuta a pane, libri e politica, sotto la guida attenta di papà Silvio, un ricco negoziante ebreo che dopo la prematura morte della moglie decise di dedicarsi completamente ai figli, alla loro istruzione e alla costruzione della loro cultura. Era ancora una bambina quando tra il retrobottega del padre e la sua vita di intellettuale nel ghetto di Venezia inizia ad osservare, ascoltare e coniare quei principi liberali e di emancipazione che diventeranno ben presto i suoi.

Attraverso le sue novelle sentimentali e i suoi racconti veneziani, la giovane scrittrice denunciava la condizione delle donne

Passava le sue giornate tra lo studio e il confronto con gli intellettuali dell’epoca, iniziando ad esprimere con tono pacato ma fermo idee progressiste e innovative, e sviluppando un senso critico sulla condizione di inferiorità della donna rispetto all’uomo che regnava nella società di allora, nonostante Venezia fosse sempre stata all’avanguardia per i diritti concessi alle donne. 

Attraverso le sue novelle sentimentali e i suoi racconti veneziani, la giovane scrittrice denunciava la condizione delle donne della media borghesia che non avevano avuto la fortuna di avere un padre che credesse nella cultura e nell’importanza di educare i figli, non solo maschi. Donne che avevano impegnato tutte le loro aspirazioni nell’idea di un amore felice ed eterno e che si ritrovavano poi a dover fare i conti con amori inadeguati, ricchi di incomprensioni e distanti dall’idea di romanticismo a cui aspiravano. 

Virginia si batteva nei suoi scritti e nei dibattiti con gli intellettuali dell’epoca

È per loro che a fine ‘800 inizia a parlare di divorzio nei suoi scritti, soprattutto negli articoli che verranno pubblicati nelle prime riviste femministe come La donna e la La missione della donna. Il divorzio costituiva da un lato la possibilità̀ per i coniugi di rifarsi una vita, e dall’altro l’opportunità̀ per la donna di ritrovare la dignità̀ perduta. Andava di pari passo alla libertà di scelta sul proprio matrimonio anche il diritto di parità salariale tra uomo e donna, per cui Virginia si batteva nei suoi scritti e nei dibattiti con gli intellettuali dell’epoca. 

Di lei si dice che “auspicò al bello, al buono, al vero”

Dal Friuli, dove si trasferì molto giovane dopo il matrimonio con Isidoro Monis da cui ebbe due figlie, a Padova per poi tornare a Venezia, Virginia ha sempre portato con sé le sue idee e i suoi valori, aiutando concretamente la comunità istituendo biblioteche, scuole e circoli di lettura. 

Di lei si dice che “auspicò al bello, al buono, al vero” attraverso la sua cultura, il suo impegno letterario e la sua dedizione a cambiare la condizione delle donne, diventando così una delle femministe veneziane più influenti del XIX secolo. 
Photo piccola in alto Carlo Ingegno