La rassegna, curata da Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e dal figlio dell'artista Giorgio Pajetta, ripercorre attraverso un centinaio di opere, suddivise in 8 sezioni espositive, l'affascinante panorama artistico del 900.

I miti di Guido Pajetta, tra forma e colore

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti, Cultura

La rassegna, curata da Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e dal figlio dell'artista Giorgio Pajetta, ripercorre attraverso un centinaio di opere, suddivise in 8 sezioni espositive, l'affascinante panorama artistico del 900.
Sogno pompeiano, Guido Pajetta 1934

PROROGATA fino a giovedì 5 settembre 2019 a Palazzo Reale.

La rassegna, curata da Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e dal figlio dell’artista Giorgio Pajetta, ripercorre attraverso un centinaio di opere, suddivise in 8 sezioni espositive, l’affascinante panorama artistico del 900.

La rassegna, curata da Paolo Biscottini, Paolo Campiglio e dal figlio dell'artista Giorgio Pajetta, ripercorre attraverso un centinaio di opere, suddivise in 8 sezioni espositive, l'affascinante panorama artistico del 900.
Donna dormiente su tavolo rosso, Guido Pajetta 1961

Milano, Italia.
Un interessante interprete del Novecento, che dipinge spinto dal proprio inconscio, dalle proprie inquietudini e dal proprio istinto e soprattutto dai propri demoni: è quanto propone la mostra (fino al 1° settembre), di “Guido Pajetta – Miti e figure tra forme e colori”, promossa e prodotta dal Comune di Milano e dalla Fondazione Guido Pajetta.

La rassegna ripercorre attraverso 90 opere, suddivise in 9 sezioni espositive, oltre 60 anni di lavoro dell’artista milanese, che ha avuto una posizione di primissimo piano nel panorama artistico del ‘900.

Nella sua lunga carriera Pajetta ha incontrato diversi stili e personaggi importanti: da Mario Sironi, che segna la sua svolta dall’accademismo alla modernità, alle avanguardie europee, in particolare il cubismo di Picasso e Braque e la pittura fauve di Matisse e Dufy.

Nonostante questo, Pajetta non è interessato ad identificarsi con uno stile, ma si allontana da qualunque movimento artistico riconosciuto per non essere limitato nel proprio fare arte. Nel suo lavoro Pajetta, tormentato dalle sue ossessioni, è sempre più impegnato nella ricerca di una verità recondita e di una nuova coscienza del sé, dove affiora il senso di un’angosciosa solitudine a cui non pongono rimedio né la tenacia del lavoro né la vasta cultura letteraria.
Foto piccola in alto: L’uomo e la sua vecchiaia, Guido Pajetta 1978

Info: Palazzo Reale Milano
Dal 5 luglio al al 1 settembre 2019 –  Palazzo Reale – Lunedì 14.30-19.30; Martedì, Mercoledì, Venerdì e Domenica 09.30-19.30; Giovedì, Sabato 09.30-22.30 – Ingresso gratuito

Luciano Riella