HELL IN THE CAVE. IN PUGLIA, L’INFERNO PIÚ SUGGESTIVO PER I NOSTRI SENSI

HELL IN THE CAVE. IN PUGLIA, L’INFERNO PIÚ SUGGESTIVO PER I NOSTRI SENSI

Scritto da Redazione on . Postato in cinema

VIAGGIARE NEGLI INFERI DI UN TEATRO NATURALE. TURISTA E SPETTATORE IN UNA SOLA ESPERIENZA.

Castellana Grotte (Bari), Italia.
Hell in the cave è il primo spettacolo stanziale pensato, scritto e ambientato nella Grave, una grotta risalente ad oltre novanta milioni di anni fa. Da ben nove anni ormai, si sussegue con successo una numerosa serie di repliche.

A dirigere la sinfonia degli attori della compagnia modello “factory” Alephtheatre è il regista Enrico Romita, che mette in luce (e ombra!) l’Inferno di Dante Alighieri, passione viscerale della drammaturga nonché voce narrante Giusy Frallonardo.

Una guida speleologica introduce alla performance al motto di “Ci vediamo a breve all’Inferno!” ed è proprio così che si accede alla lunga scalinata che sprofonda nel buio, dove tutto è già in atto mentre un pubblico ignaro si appresta a raggiungere la platea sconnessa. Capita che s’intraveda anche una scolaresca delle elementari, la loro lezione speciale si materializza.

Lo spettacolo si sviluppa in verticale. Dapprima sbucano strane creature quasi primitive che lamentano versi terrificanti e suadenti al tempo stesso. Si passa da corpi sinuosi ma che si contorcono, si arrampicano, appaiono e scompaiono da una vetta all’altra, solo grazie ad un gioco di fari luminosi (almeno questo è ciò che sembra) fino ad arrivare a figure pressoché eteree che pendono dalla bocca della grotta. Minosse accoglie i curiosi e racconta l’esordio in modalità loop ed ecco, ha inizio il viaggio nel tempo. Il visitatore si sente così rapito in un’altra dimensione, tra il sacro di una meravigliosa Beatrice velata e il profano di un Lucifero in abiti civili, che tradisce per metafora l’essere umano comune che è in tutti noi.

Si sviluppano così le coreografie di Claudia Cavalli e Vito Cassano, danze combinate ad acrobazie che stupiscono anche per la cornice che le valorizza, producendo un effetto irripetibile altrove.

È un viaggio dove, a tratti, lo stesso fruitore ha la sensazione di mescolarsi con il protagonista di ciascun atto. Le anime dei dannati restituiscono una realtà che riesce a permeare anche da un’opera tanto remota perchè attuale. È una poesia.

In questa occasione, lo spettacolo non si mette in scena ma semplicemente sgorga, fluisce continuamente e le figure sulle quali verte, si abbarbicano letteralmente attorno allo spettatore, fin nel profondo del suo immaginario. Infatti, nonostante l’applicazione delle misure di tutela per la salute abbia posto limitazioni nell’interazione tra attori e pubblico, il coinvolgimento è decisamente assicurato.

Nell’era del digitale e dell’arte fruita attraverso lo schermo di un telefono cellulare per paura di perdere lo scatto migliore, si rischia di non cogliere quanto di più prezioso e funzionale all’anima possa arrivare.

Una rappresentazione di questo tipo, andrebbe semplicemente respirata appieno e che le mani…siano solo lo strumento per gli applausi finali. Più che meritati.

I biglietti per assistere ad Hell in the cave sono disponibili sul circuito TicketOne o direttamente presso la biglietteria delle Grotte di Castellana. Ad un prezzo speciale, è inoltre possibile acquistare un ingresso combinato in giornata per la visita completa delle grotte (il biglietto combinato è disponibile solo presso la biglietteria del sito turistico).

Per maggiori informazioni e prenotazioni:
Tel. 080.4998221 – 339.1176722
segreteria@grottedicastellana.it
www.hellinthecave.it

Rosa Maria Curci