Cronaca di un incontro gourmet sul lago di Como

Cronaca di un incontro gourmet sul lago di Como

Scritto da Carlo Ingegno on . Postato in Food&Drink

Raffaele Lenzi. Foto courtesy by ristorante Berton al Lago

Sofisticato e armonioso è il ristorante Berton, dove si intrecciano elementi di un lusso ricercato, mai ostentato. A tratti la presenza di Raffaele Lenzi, lo chef che ha fatto conferire il riconoscimento della prima stella Michelin qui in riva al lago. Lenzi comunica la sua personalità attraverso un menù dal gusto inconsueto, influenze tradizionali si intersicano con il mondo vegetale, offrendo piatti di qualità e di sana alimentazione.

Torno, lago di Como, Italia.
Per giungere al ristorante Berton presso l’Hotel Sereno (prestigioso Resort, 5 stelle L), si dovrà percorrere il ramo orientale del lago di Como e giungere nella località di Torno, meglio ancora se si arriva con il battello, il punto d’imbarco è sulla riva di piazza Cavour, in pieno centro a Como, dove si trova l’imbarcadero della Navigazione Laghi.

Così potrete apprezzare la sua straordinaria architettura di ispirazione razionalista (protagonista dell’architettura moderna italiana), che prende corpo su quella che fu la sua antica darsena. Qui fa bella mostra la facciata in pietra, arricchita da legno e vetro, interrotta da un esuberante giardino verticale, una vera cascata naturale. Artefice del progetto è Patrizia Urquiola, la designer e architetto di Oviedo. Recupera e trasforma anche la vecchia rimessa delle barche, unendo in perfetta simbiosi la naturalezza del lago con il vecchio sito storico, creando quello che oggi è il ristorante stellato Berton al Lago, guidato dallo chef stellato Andrea Berton.



Vorrei adesso soffermarmi sul giovane Raffaele Lenzi, di cui vi proporrò l’intervista. Lo chef che ha fatto conferire il riconoscimento della prima stella Michelin al ristorante Berton al Lago. Lenzi (di origine napoletana) è soprattutto un appassionato viaggiatore, e infatti i suoi piatti traggono ispirazione da viaggi di piacere in giro per il mondo e dalla sua dedizione a una sana alimentazione. Inoltre lo Chef da qualche anno collabora con una nutrizionista, che oltre a seguirlo personalmente, lo supporta nella scelta degli alimenti, con caratteristiche specifiche, da utilizzare nei suoi piatti.

Ci racconta la sua storia formativa?

Ho fatto una lunga gavetta nei ristoranti di Londra, New York e Valencia, perché volevo imparare le lingue e contemporaneamente farmi le ossa. Tornato in Italia ho avuto la fortuna di lavorare in ristoranti che vantano più di una stella Michelin carpendo i segreti dei grandi chef: Elio Sironi al Bulgari di Milano, Pino Lavarra al ristorante Rossellinis di Ravello, Stefano Baiocco a Villa Feltrinelli sul Garda”.

Dal 2011 al 2013 copro il ruolo di executive sous chef presso l’Armani Hotel di Milano, nel mentre riesco a fare anche uno stage in un ristorante 3 Stelle ad Hong Kong (Bo Innovation).
Sarò poi chiamato a dirigere la cucina del ristorante Turbigo di Milano. Successivamente affianco lo chef Alberto Citterio presso l’Hotel Seven Stars di Milano dove ho curato tutto il Fuori EXPO per la compagnia JBR .
Nel 2016 la Famiglia Contreras, proprietaria dell’hotel Il Sereno a Torno, sul Lago di Como e lo chef Berton, mi affidano la guida del ristorante Berton Al Lago. E’ qui che in una sola stagione riesco a far conferire il riconoscimento della prima stella Michelin al ristorante.
Dopo solo 2 anni, la Famiglia Contreras mi affida anche la gestione del ristorante dell’omonimo Hotel Le Sereno St. Barth, disegnato dall’iconico designer francese Christian Liaigre. E’ collocato sulla privatissima baia di Grand Cul de Sac, a St. Barth, anche qui la proposta di una cucina vegetale nel rispetto della stagionalità e del Benessere della persona.

Come vede oggi la cucina Partenopea?

Un pò statica. Manca del dinamismo in cucina… Questo è solo il mio pensiero.

Dopo le varie esperienze in giro per il mondo Londra, New York, Valencia, Tokyo, Milano, quali gli elementi prioritari che danno successo all’enogastronomia?

Efficacia, sinteticità , costanza 

Come ha conosciuto Berton? C’è qualcosa che le ha comunicato più degli altri?

Ho collaborato con dei suoi soci nell’apertura di un ristorante a Milano i quali hanno raccontato del mio stile di cucine e dell’approccio al lavoro.
Andrea è una persona molto concreta, caratteristiche molto importanti a mio avviso.

Come definirebbe un piatto innovativo?

Essenziale, riconoscibile, gustoso. 

Quale secondo lei il successo nella cucina del Sereno?

Che sia un piatto servito al room service, piscina, bar, o ristorante cerco di dare le stesse caratteristiche, una di queste è la  (LEGGEREZZA).

E’ più “saporita” come quella napoletana o buona come quella del nord Italia?

Credo che abbia entrambe le caratteristiche. Una contaminazione tra Nord e Sud.

Qualcuno ha cucinato per lei un piatto che l’ha colpita?

Più che colpito che mi è piaciuto molto (gamberi cicerchia tosazu e lime) Chef Angelo Carannante ristorante Caracol.

Come definisce uno chef moderno?

Flessibile, costante, autorevole 

Lei è appassionato dei contrasti dai mare e monti, a l’unione della cucina napoletana con quella del nord Italia a quella asiatica, quale il segreto?

Cucinare anche solo con istinto.

Ha in mente nuovi progetti?

Sono sempre alla ricerca di nuovi stimoli. Non mi fermo mai.

Usa molti o pochi ingredienti nella sua cucina?

Nonostante la dicitura dei piatti sia molto essenziale mi rendo conto che la quantità di elementi è molto elevata.

Le sembra appropriato lo stile “food chic” con la sua cucina?

Non credo di seguire le mode.

E’ in partenza per Saint-Barth, cosa ci può raccontare del suo lavoro che si svolgerà in terra Caraibica?

A Saint-Barth il mio maggior impegno è trovare le persone giuste che possano rendere possibile le idee e la mentalità che mi contraddistinguono. Un team che sappia seguirmi…

Berton al lago – Hotel il Sereno
Michelin Star RestaurantVia Torrazza, 10, Torno CO

Photo Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Carlo Ingegno

Nato a Napoli, trasferitosi per amore a Buenos Aires dove la bella Patricia gli regala ben 4 figli. Negli anni ‘80 torna in Italia, a Milano, questa volta per lavoro in Rcs dove si occupa di immagine e grafica. Inoltre viaggia, fotografa e scrive storie dal mondo con approccio esplorativo sempre attento ai dettagli. Oggi dirige Agenda Viaggi con un gruppo di persone molto speciali. Vive da qualche anno con sua moglie Raffaella e la gatta Misha a Verzimo, un paesino del XI sec. in provincia di Vercelli, in una casa piccola, soleggiata, per metà ristrutturata, un giardino incolto e mobili tutti diversi per epoche e stili, come la vecchia tavola da surf testimone di lunghe cavalcate sulle onde in California o come l’eccentrico menù del caffè Granola a Copenaghen, la foto scattata alla cisterna di vetro colorata a Dumbo, Brooklyn, dell’artista Tom Fruin, e le belle stampe che immortalano la piacevole solitudine sulla spiaggia di Margate nella contea del Kent in Inghilterra.