Uno Champagne dai valori genuini e dall’approccio eco-friendly che ha il suo caposaldo nella gestione dei vitigni, delle cantine e di ogni fase del suo straordinario processo di produzione.

Comte de Montaigne, lo champagne col cuore

Scritto da Redazione on . Postato in Food&Drink

Uno Champagne dai valori genuini e dall’approccio eco-friendly che ha il suo caposaldo nella gestione dei vitigni, delle cantine e di ogni fase del suo straordinario processo di produzione.

Milano, Italia.
Le radici dello Champagne vengono fatte risalire alle Crociate del XIII secolo, quando Comte de Champagne importò da Cipro un ceppo di Chardonnay che fu trapiantato nell’Aube, nella Côte des Bar. Quest’ultimo è il vero territorio di origine dello Champagne, contrariamente a quanti pensano che possa essere associato alla Marne. Comte de Montaigne è una Maison che ha fatto dell’autenticità del terroir dell’Aube il suo tratto distintivo. Una delle vetrate della Chiesa di Santa Maddalena, a Troyes, raffigura Comte de Champagne mentre porge a un cardinale il primo ceppo di uve di Chardonnay al ritorno dalle Crociate. Questa immagine ha impressionato molto da bambino Stèphane Revol, ora Ceo della sopracitata Maison, dando impulso a quella passione che ha alimentato la vera storia dell’azienda, che vede protagonisti il manager e la sua famiglia.

Uno Champagne dai valori genuini e dall’approccio eco-friendly che ha il suo caposaldo nella gestione dei vitigni, delle cantine e di ogni fase del suo straordinario processo di produzione.

Un tempo capitale della Champagne, Troyes è il capoluogo del Dipartimento dell’Aube, adagiata sulla riva sinistra della Senna: è una ridente cittadina che ha il centro storico con la forma di un tappo di champagne. Fra le viuzze medioevali si possono scorgere le tradizionali case a graticcio, costruite nel XII secolo con legno, fieno e argille; queste ultime si ritrovano nel terroir delle Cuvée Comte de Montaigne ancora oggi. Il terroir della Côte des Bar beneficia di un microclima unico e di un terreno con una particolare composizione mineraria. Si tratta di un habitat speciale, dal clima temperato, oceanico, semi-continentale, nel quale l’esposizione al sole limitata e il sottosuolo gessoso svolgono una funzione termoregolatrice, oltre che protettiva delle radici del vigneto. Pressa, assemblage, presa di spuma e invecchiamento sui lieviti, remuage, sboccatura e dosaggio sono le fasi centrali del processo produttivo, che viene svolto nel massimo rispetto dei tempi della natura per produrre le Cuvée nel segno della qualità.

Da questa sorta di circolo virtuoso scaturiscono Champagne di carattere, dall’anima fruttata o fiorita, oppure con sentore di spezie, burro o crosta di pane: dal Brut (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), all’Extra Brut (70% Pinot Noir e 30% Chardonnay), al Rosé (100% Pinot Noir), al Blancs (100% Chardonnay) fino alla Cuvée Speciale (100% Pinot Noir). Il Brand Comte de Montaigne, oltre a storia e tradizione, mira all’innovazione e al futuro, facendo dell’ecosostenibilità uno stile di vita alla base della sua filosofia. I terreni, i vitigni, le cantine e la produzione sono luoghi e attività “environmental friendly” dove tradizione e innovazione si incrociano nel segno della sostenibilità ambientale. Il disciplinare dello Champagne include infatti fino a un massimo di tre trattamenti annuali della vigna e la lotta al gelo viene fatta principalmente con l’acqua, evitando di utilizzare il gas per ridurre le emissioni di CO2. L’Italia rappresenta un mercato strategico per la Maison poiché è il settimo al mondo per volume di bottiglie (circa 7,367 milioni) e rappresenta il quinto mercato in valore, con un fatturato di 152,3 milioni che lo rende secondo in Europa dopo la Germania. Comte de Montaigne è stata scelta da alcuni dei ristoranti e degli hotel più esclusivi del Belpaese ed è presente in Wine Bar, enoteche e pasticcerie selezionate; a breve verrà attivato un e-shop direttamente accessibile dal sito della maison: www.comtemountaigne.com

Testo e foto Giuseppina Serafino

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