COLLI EUGANEI, MERAVIGLIE DI ARTE E NATURA

Scritto da Elena Bianco on . Postato in Destinazioni, Food&Drink, Itinerari

Colli Euganei: isole fra la nebbia

Colli Euganei: isole fra la nebbia

I nobili della Serenissima Repubblica le chiamavano le “Colline di Venezia” e nel ‘700 costruirono sui verdi pendii ville meravigliose. In effetti, dalla laguna si vedono i Colli Euganei che si stagliano all’orizzonte nei giorni limpidi, quelli che i pescatori di Pellestrina e Chioggia chiamavano di “stravedamento”.  Dopo Padova l’occhio “inciampa” in queste verdi onde coniche, che riportano alla loro antichissima origine vulcanica di 40 milioni di anni fa.
Qui gli uomini hanno vissuto in tempi remoti, quando le tribù venetiche ed euganee  coltivavano la vite già nell’età del Ferro. Qui, la terra ricca e un microclima unico hanno consentito alla natura di crescere di pari passo con la storia dei popoli e con la loro arte.
E così madre natura si è sbizzarrita, regalando strani connubi. Come una pianta artica – il semprevivo ragnateloso – accanto ad agavi, fichi d’india, eucalipti che coprono le pendici del monte Ceva, con la sua forma di caldera. Fra rocce bianche calcaree e nere laviche si sale fino alla vetta, con lo sguardo rapito dalle cime tutto intorno, che di mattina presto emergono come tante isole da un mare di nubi.

Castello del Catajo

Castello del Catajo

Di sotto, nella piana lungo il canale Battaglia, si stagliano le architetture grandiose del cinquecentesco Castello del Catajo, un unicum per le sue caratteristiche costruttive, di eccezionale interesse storico e artistico. L’immenso complesso ha oltre trecento stanze (si dice addirittura una per ogni giorno dell’anno) affrescate da Gian Battista Zelotti, allievo del Veronese. Il parco, i saloni e un cortile che poteva addirittura essere allagato per dare vita a tornei acquatici, lo rendono un castello straordinario.
Di fronte, ha sede l’azienda agricola Salvan Pigozzo, incipit della Strada del Vino dei Colli Euganei. La conduce Giorgio, agronomo “navigato” insieme alla figlia Francesca. Lui racconta la sua passione per le vigne, lei guida nelle degustazioni. Del Friularo DOCG, il vino rosso “da viajo (viaggio)” dei veneziani, del Merlot, del Cabernet Sauvignon e Franc. Agli ospiti più curiosi fanno assaggiare le loro sperimentazioni con alcuni vitigni autoctoni: la Turchetta, la Marzemina Bastarda, la Corvinella, la Pataresca.

Ingresso del giardino di Valsanzibio

Ingresso del giardino di Valsanzibio

Il Catajo non è la sola opera dell’ingegno umano straordinaria che i Colli Euganei rivelano. A una manciata di chilometri di distanza, villa Barbarigo Pizzoni Ardemani di Valsanzibio è nascosta da un giardino monumentale così fantasmagorico che si dice abbia ispirato persino André Le Nôtre, per le sue creazioni a Versaille. Tutto infatti è mirabolante in quest’opera d’arte vegetale inaugurata 350 anni fa da Zuane Francesco Barbarigo come voto per salvarsi dalla pestilenza. 300 specie arboree fra cui la maggior densità di siepi di bosso al mondo (90.000 mq), il labirinto di 1.600 metri, 70 sculture in pietra d’Istria.  L’acqua, le piante, la pietra sono state plasmate da Luigi Bernini, architetto pontificio specializzato in idraulica in un percorso dal significato allegorico-religioso. Dalla schiavitù della carne alla redenzione tutto si narra in quello che è stato premiato come giardino più bello d’Italia e terzo più bello d’Europa.

La casa del Petrarca ad Arquà

La casa del Petrarca ad Arquà

Proseguendo si arriva ad Arquà, il borgo dalle case in pietra che deve la sua fama a Francesco Petrarca: qui visse gli ultimi anni della sua vita in una “piccola casa decorosa e nobile”, come scrisse nel 1371. Oggetto di culto da subito, la sua dimora è ancora lì, con alcuni mobili (forse) suoi, gli affreschi ispirati al Canzoniere e la presunta gatta del poeta imbalsamata, che, probabilmente, fu una trovata di marketing di Girolamo Gabrielli proprietario dei muri nel XVII secolo.

La facciata di Villa Beatrice d'Este sul monte Gemola

La facciata di Villa Beatrice d’Este sul monte Gemola

Lungo le stradine fra la fitta vegetazione di mandorli e ciliegi che risalgono il monte Ventolone prima e il monte Gemola poi, si arriva alla Villa che nel XIII secolo fu convento di monache, dedicata a Beatrice d’Este. La nobile fanciulla si ritirò qui per fuggire ad un matrimonio combinato quando aveva 14 anni. Oggi è  sede di un museo naturalistico e l’ampio prato del brolo, la luce sui vigneti, le geometrie delle mura di cinta, creano una suggestione particolare, di grande energia. In “un salto” dal monte Gemola si arriva a Baone, dove in stagione si coltivano i piselli più dolci e teneri che si possa immaginare. Fuori paese vale la pena fermarsi alla vicina cantina di Maeli, per inebriarsi dei profumi floreali dello spumante di Moscato Giallo Fior d’Arancio, un’eccellenza della zona che Elisa Dilavanzo, giovane promessa dell’enologia dei Colli, produce con grande passione.
Una cantina storica dell’enologia euganea richiede invece una sosta poco sotto al passo Roverello. E’ Ca’ Lustra, la creatura di Franco Zanovello, Presidente della Strada del Vino e autentico custode dei “suoi” colli e dei vigneti. Spirito “visionario” anni fa in  una frana in un vigneto “vide” un anfiteatro greco, lo realizzò drenando il terreno, costruì il palco e da allora organizza straordinari concerti in questo teatro verde. Il suo “A’ Cengia”, Moscato Bianco e Fior d’Arancio secco, ha aromi complessi e il Natìo, il rosso dei Colli DOC è un taglio bordolese che esprime perfettamente il territorio e ogni singola vendemmia.
Scendendo verso Cinto Euganeo, invece, si scopre l’olio dei Colli Euganei nel loro volto più giovane e entusiasta.  Devis Zanaica dal 2008 gestisce il Frantoio di Cornoleda. «Qui si produceva olio forse già in epoca preromana», dice. La sua “Green Selection” da olive verdi della prima raccolta, gusto amarognolo e piccante, ha vinto per diversi anni al concorso Aipo.

Il Castello Cini a Monselice

Il Castello Cini a Monselice

Il connubio fra storia dell’uomo e natura, così stretto in questi luoghi si sente prepotentemente nel centro cittadino di Monselice, sovrastato dal colle della Rocca. Si sale a piedi al Castello del XI secolo – con i preziosi arredi recuperati dal conte Vittorio Cini –  che fu di Ezzelino da Romano, dei Carraresi e dalla Repubblica Veneta. Il cammino prosegue lungo le mura di Villa Nani Mocenigo del XV secolo, con le fantasmagoriche statue di nani allusive al nome di famiglia, fino alla Via Sacra, unico luogo oltre a Roma dove si poteva ottenere l’indulgenza plenaria. Lo spettacolare percorso fu creato da Vincenzo Scamozzi, che realizzò sei cappelle fra i cipressi. Il punto di arrivo a mezza costa è la facciata  della villa Duodo, ma con la bella stagione è possibile raggiungere la cima del colle, dove i resti del Mastio Federiciano, torrione difensivo voluto da Federico II di Svevia, vegliano sulla città. Anche fuori porta, arte e natura  si rincorrono a La Pignara, l’azienda agricola di Sandro Zancanella.  Ai piedi del Monte Ricco (per l’oro dell’uva Garganega e l’argento degli ulivi), sull’aia di trachite (la roccia magmatica degli Euganei), Zancanella asciuga i suoi cereali. Intorno un loggiato affrescato del ‘500 e poco distante un frantoio a mulo funzionante con un meccanismo di demoltiplicazione progettato da Leonardo da Vinci. La Pignara è una fattoria didattica e punto vendita di cereali, ortaggi, olio e prodotti da forno: nei campi si alternano grano, farro, dicocco, orzo, ai fagioli, piselli e altre leguminose. Zancanella macina a pietra le farine integrali e si fa fare da un forno a legna il pane, i grissini e il pan biscotto. Bisogna assaggiarli per capire la differenza.
Elena Bianco
elena@agendaviaggi.com

—————————————————-

IMG_0193 - Copia

IL TACCUINO DI AGENDAVIAGGI

Dormire:
Abano Ritz – Hotel di grande tradizione con un servizio impeccabile e ambienti eleganti. Per unire la visita ai Colli Euganei con i benefici delle acque termali, nei trattamenti e nella bella piscina nel parco –  Via Monteortone, 19, Abano Terme (Pd) – Tel:049 863 3100 – www.abanoritz.it – €€€
Hotel Villa del Poeta  Tranquillo hotel nel verde. La terrazza è anche luogo di delizie gastronomiche: prosciutto di Montagnana accompagnato dai “bruschi” (le cime di pungitopo), i risotti con le erbette di campo:  carletti, bruscandoli, rosole, che sono i germogli dei papaveri, il petto d’anatra laccato al miele d’acacia. Via Zane, 5 (S.P. 21 del Poeta), Arquà Petrarca (Pd) – Tel: 0429 777918 –- 0429 777361 – www.hotelvilladelpoeta.it. €€

 

Mangiare:
Antica Trattoria da Ballotta – un classico della cucina dei Colli a km 0. Da provare il torresano, il piccione arrosto tipico della zona – Via Carromatto, 2, Torreglia (Pd) –
Tel: 049 521 2970 – www. ballotta.it – €€
Trattoria Al Cantinon I menù fissi stagionali, a primavera le erbe spontanee e in autunno i funghi, sono una grande esperienza – Via Mantovane, 36, Cinto Euganeo (Pd) – Tel: 0429 94282 – www.trattoriaalcantinon.com – €€
Trattoria Da Sgussa risotti con le rosole, il tarassaco, l’aglio orsino, tagliolini con il ragù di faraona, spezzatini di cinghiale.Dalla vetrata si vede Sgussa lavorare in cucina: è un autentico personaggio.
Via del Molino 1, Cinto Euganeo (Pd) – Tel: 0429 634065 – www.trattoriadasgussa.it €€
Trattoria La Tavolozza – Oltre ai piatti tipici dei colli da provare il ragù di cinghiale e la selvaggina da penna. E farsi consigliare da Paolo – Via Boschette, 2, Torreglia (Pd) – Tel: 049 521 1063- www.latavolozzatrattoria.com. €€
Trattoria Al Sasso – Pane e pasta fatti in casa, frittate di aglio rosino,  pasta e fagioli tradizionale con il radicchio tardivo,  gnocchi alle rosole,  filetto di maiale col finocchio -Via Ronco, 11, Castelnuovo, Teolo (Pd) – Tel: 049 992 5073 – www.trattorialsasso.it. €€

Comprare:

Azienda Agricola Urbano Salvan vigne del Pigozzo – Via Mincana, 143, Due Carrare (Pd)  – Tel: 049 52584 – www.salvan.it

Al Molino (piselli di Baone) – Piazza XXV Aprile, 20, Baone (Pd) – tel 0429 57182

Azienda Agricola Maeli – via Pirio 16 – Torreglia (Pd) – tel 335 783197 – www.maeliwine.it

Azienda Agricola Cà Lustra – Via San Pietro, 50, Cinto Euganeo (Pd)  – Tel: 0429 94128
www. calustra.it

Frantoio di Cornoleda Via Cornoleda, 15B, Cinto Euganeo (Pd) – Tel: 0429 647123
www.frantoiodicornoleda.com

Azienda Agricola La Pignara – Via Pignara 44, Monselice (Pd) – Tel: 0429.72448 – www.lapignara.it

Miele Terra dei Livii – Via Della Busa 8, loc. Luvigliano, Torreglia (Pd) – Tel: 328 211 9640 – www.terradeilivii.it 

 

 

 

 

 

 

Tags: ,

Elena Bianco

Elena Bianco

Piemontese, cresciuta a Milano e vissuta a Venezia per un tot di anni, è laureata in Filosofia e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Brera. Giornalista dal 1991 e membro del GIST (Gruppo Italiano Stampa Turistica), scrive sulle sue vere passioni: cibo, vino, viaggi su DOVE, Style del Corriere della Sera, Food & Beverage, Confidenze ed altre ancora. Per sette anni si è dedicata alla pubblicità, come Amministratore Delegato di un’agenzia di advertising e ha lavorato come consulente per il turismo della Provincia di Venezia. Quando non scrive per i vari magazine e non naviga in rete con il suo blog (www.enogastronomiablog.it) coltiva altre passioni: il giardino della casa in campagna, le arrampicate sulle Dolomiti, la cucina per gli amici, la fotografia.