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Calabria tra storia, arte, cultura e tradizioni: tappe da non perdere tra Cosenza e dintorni

Chi pensa alla Calabria come un posto dove recarsi solo per lo splendido mare non sa cosa si perde: questa regione offre diversi luoghi, musei e siti archeologici di grande valore storico e culturale. Sfaccettature da poter considerare in qualsiasi periodo dell’anno, un turismo alternativo che potrà consentire ai visitatori di godere delle bellezze calabresi non solo d’estate. Scopriamo alcuni punti d’interesse tra Cosenza e dintorni.

Cosenza, Calabria, Italia.
La Calabria è anche ma non solo mare: una regione eterogenea, dove diversi sono i siti archeologici, i musei e i centri storici caratteristici, dove ancora la storia e il ricordo di secoli addietro lascia fortemente il segno. Arte e cultura infatti sono due aspetti cardine della regione, conosciuta prettamente per le spiagge e le acque limpide, ogni anno scelte da tantissimi bagnanti italiani e internazionali, ma che invece ha tanto altro da offrire. Non mancano inoltre, anche botteghe dove il tempo sembra essersi fermato, dove le tradizioni sono punti focali, tramandate di generazione in generazione. Scopriamo alcuni centri di interesse da non perdere per un tour tra la città di Cosenza e dintorni.

Cosenza

Cosenza è un’interessante città calabrese, i cui punti di maggiore interesse sono il corso principale e il centro storico. Passeggiando lungo corso Mazzini, arteria commerciale più florida del posto, infatti, è possibile contemporaneamente visitare un vero e proprio museo all’aperto, il MAB, ossia il Museo all’Aperto Bilotti. Allestito nel 2006 e arricchito negli anni successivi, rappresenta un unicum nel panorama artistico meridionale, essendo una vera galleria d’arte a cielo aperto. Vi sono collocate diverse opere d’arte moderna e contemporanea di artisti di fama nazionale e internazionale, frutto della donazione della famiglia Bilotti. Tra queste, da menzionare quelle del francese Sasha Sosno, ossia Le tre colonne doriche, I bronzi di Riace e Il sette di cuori, di Giorgio De Chirico, quali Il Grande Metafisico, Gli Archeologi, Ettore e Andromaca, e di Salvador Dalì, che ha realizzato San Giorgio e il drago. Presente è anche l’artista catanzarese Mimmo Rotella, la cui maestria può essere riscontrata nella bronzea Rinascita della Cultura e nel Lupo della Sila in travertino verde.
Spostandosi verso il centro storico, si può visitare la cattedrale di Santa Maria Assunta: situata in Piazza del Duomo, le cui origini sono riconducibili intorno alla metà dell’XI secolo. Distrutta dal terribile terremoto del 1184, vide la sua nuova consacrazione nel 1222: presenta un’architettura in stile gotico cistercense, con la facciata sezionata in tre parti nello sviluppo trasversale del basamento, sviluppo che corrisponde poi alle tre navate interne. É sovrastata da un antico rosone, con altri due più piccoli che dominano i portali. All’interno si possono ammirare gli affreschi del XIV secolo raffiguranti l’Annunciata e l’Angelo annunciante, per poi intraprendere un vero e proprio itinerario culturale: si potrà ammirare la Madonna del Pilerio, situata nell’omonima cappella, la cappella dell’arciconfraternita Orazione e Morte, dove furono poste le spoglie dei Fratelli Bandiera, e il monumento funebre di Isabella d’Aragona, moglie di Filippo l’Ardito re di Francia. Da vedere anche il sarcofago di Meleagro contenente delle ossa forse appartenute al figlio di Federico II, Enrico lo Sciancato, probabilmente morto suicida, e un crocifisso ligneo del ‘400 proveniente dalla cappella della famiglia Telesio.

Merita una visita il Museo Diocesano, dove è custodita la preziosissima Stauroteca, o croce reliquario, opera unica in oro sbalzato, filigrana a vermicelli, smalto, adamantini e cristallo di rocca del XII secolo. La tradizione vuole sia stata donata da Federico II di Svevia in occasione della consacrazione e, pertanto, è diventata l’emblema della città. Tra le altre opere da non perdere, la splendida tela dell’Immacolata di Luca Giordano, il prezioso San Gennaro di Andrea Vaccaro e le suggestive tele mariane di Guseppe Pascaletti.

A pochi passi si può scorgere il Teatro Rendano, edificio in stile neoclassico, caratterizzato da un porticato con grandi pilastri decorato a bugne lisce e piano superiore segnato da lesene che delimitano i balconi. L’interno, in origine decorato con pitture e stucchi andati distrutti durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale, è a ferro di cavallo, con ottocento posti distribuiti su tre ordini di palchi e la galleria.

Per associare il giro culturale anche a un’ottima scelta enogastronomica, da segnalare l’Antica Locanda del Povero Enzo, un locale intimo e accogliente, dove viene proposta cucina calabrese e toscana di eccellente qualità, preparati secondo la tradizione e presentati in modo impeccabile. Tra le specialità da non perdere le lune piene farcite al ragù bianco podolico con crema di funghi porcini e la tagliata di manzo con le nocciole piemontesi, accompagnata dalle patate mpacchiuse. Per i dettagli, www.anticalocandadalpoveroenzo.com

Per altri dettagli e informazioni sui luoghi del centro storico cosentino, consultare www.cosenzaturismo.com

Corigliano-Rossano Calabro

Muovendosi da Cosenza, una tappa da non perdere è Corigliano-Rossano Calabro. Nel cuore di Rossano, merita sicuramente una visita il Museo Diocesano e del Codex, dove appunto è custodito il Codex Purpureus Rossanensis, uno dei più antichi evangeliari esistenti al Mondo, capolavoro dell’arte bizantina. Questo presenta i resti di un indipendente ciclo di miniature relative alla vita di Cristo, il più antico rimasto in un manoscritto greco: costituito da 188 fogli di pergamena, contenenti l’intero Vangelo di Matteo e quasi tutto quello di Marco. Oggi è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità e inserito nelle liste Unesco, nella Categoria “Memory of the Word”, il 9 Ottobre 2015. Per approfondimenti, www.museocodexrossano.it

Dirigendosi verso Corigliano, domina la valle il Castello Normanno, oggi un museo visitabile, in cui è possibile ammirare l’Ammezzato, le prigioni, le cucine in stile ottocentesco in ghisa e la Santabarbara. Per ammirare invece le stanze signorili affrescate e arredate bisogna raggiungere il piano nobile. È possibile visitare anche la sala da pranzo, il Salone degli Specchi, la torre Mastio, la cappella di Sant’Agostino e il trittico della Madonna delle Rose. Per scoprire questa location, visitare www.castellodicoriglianocalabro.com

Per una piacevole pausa pranzo dopo un giro intenso, da consigliare il ristorante La Capanna del Pesce, dove gustare specialità di mare freschissime, con prodotti di prima qualità. Diversi gli antipasti da provare, senza rinunciare agli ottimi scialatielli ai frutti di mare e una deliziosa frittura di calamari e gamberi!

Sibari

Sibari è un’altra area da scoprire nel territorio cosentino, specie per la presenta di arte e cultura risalenti a millenni fa.

Il Parco archeologico di Sibari si trova sulla costa Ionica della Calabria a breve distanza dalla foce del Fiume Crati. Questa parte del territorio calabro, nota topograficamente come sibaritide vide il sorgere, lo sviluppo e l’espansione e poi il declino della grande polis di Sibari; qui furono impiantati, in epoche successive alla distruzione della città greca, sovrapponendosi in parte alle sue rovine, prima il centro ellenistico di Thurii e poi quello romano di Copia.Questa eccezionale stratificazione fa di Sibari uno dei siti più estesi ed importanti del Mediterraneo di età arcaica e classica.

A poca distanza si trova il Museo della Sibaritide, allestito in un edificio moderno e raccoglie i reperti rinvenuti nel corso delle indagini archeologiche nel centro antico e nei siti più significativi della Sibaritide.

Per altre informazioni, consultare www.parcosibari.it

San Giovanni in Fiore

Il tour non può essere completo senza una visita a San Giovanni in Fiore, il più antico centro della Sila: la sua storia è legata fortemente alla figura del celebre abate Gioacchino da Fiore, calabrese nato a Celico, che intorno al 1189 iniziò la costruzione di un cenobio e del nuovo ordine florense. La grande chiesa prese il nome di Abbazia Florense: attorno, ha preso forma l’antico borgo medievale, caratterizzato da vicoletti e piccole case e botteghe tradizionali, dove gustare le specialità del posto.

L’Abbazia Florense è il monumento più importante: edificata nel 1215 e più volte rimaneggiata nei secoli, presenta oggi un aspetto prossimo a quello originale. Entrando dal portale archiacuto, si accede all’unica grande navata, culminante con l’abside quadrangolare la cui parete di fondo presenta un tema di trafori in sette aperture, riferibile secondo alcuni studi alla teologia della Trinità di Gioacchino. Lo splendido altare barocco in legno dorato fu realizzato nel 1740 dall’ebanista roglianese G.B.Altomare. Nella Cappella bassa di destra, sovrastante la Cripta, un’urna custodisce le spoglie di Gioacchino. Qui sono inoltre esposte litografie del meraviglioso Liber Figurarum, raccolta di teologia figurale simboleggiante il profetico pensiero di Gioacchino da Fiore.

San Giovanni in Fiore è nota anche per alcune attività longeve, dove le tradizioni si tramandano di generazione in generazione. Tante le botteghe tradizionali dove gustare le specialità del posto, preparate secondo antiche ricetta: da segnalare la deliziosa Pitta ‘Mpigliata, dolce tipico con noci e uvetta dei periodi natalizio e pasquale. L’arte della tessitura è un’altra peculiarità di questa terra: recarsi all’interno del regno di Domenico Caruso è un’esperienza entusiasmante. Un atelier artigianale tra classico e contemporaneo, dove vengono prodotti pezzi unici, tra tappeti arazzi, tessiture artistiche e tanto altro. Anche l’arte orafa ha delle forti radici: l’azienda Spadafora produce gioielli con passione e dedizione,  ispirato a valori di intellettualità artigianale in cui l’estetica si unisce alla tecnica per creare preziosi unici che portano con sé un pezzo di storia da “indossare”. Nella Bottega di San Giovanni in Fiore, ogni giorno si lavora costantemente: dai disegni su carta alla tessitura dei fili d’oro, dalle applicazioni delle microperle infilate con filo d’oro alla manipolazione di oro e argento, ogni singolo monile è trattato con cura minuziosa e con una costante ricerca di perfezione.

INFO
Tanti sono i luoghi da non perdere in Calabria, una regione dotata di tante bellezze celate da promuovere e conoscere. Particolarmente attiva sul territorio è la Camera di Commercio di Cosenza, che si pone l’obiettivo di donare anche agli altri il privilegio di apprezzare il territorio locale. Per saperne di più, www.cs.camcom.gov.it

Photo courtesy of Camera di Commercio di Cosenza

Alessandra Chianese

Alessandra Chianese

Nata e vissuta in provincia di Napoli, è da sempre appassionata di arte, di cultura, di moda e del buon cibo italiano. Giornalista, fin da piccola mostra un costante interesse per l’attualità e la politica, determinanti nella sua scelta di vita professionale. Amante delle lingue, adora viaggiare, scoprire nuovi posti e allargare i propri orizzonti. La frase che più la rispecchia è un passo scritto dal grande poeta Dante: “Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.

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