"Borghi Rinati", il facino dell'Italia nascosta

“Borghi Rinati”, il fascino dell’Italia nascosta

Scritto da Redazione on . Postato in Appuntamenti, Cultura

"Borghi Rinati", il facino dell'Italia nascosta

“Borghi rinati, paesaggi abbandonati ed interventi di rigenerazione”, è un libro di Carlo Berizzi e Lucia Rocchelli promosso da AIM con Sigest e la casa editrice Il Poligrafo. Il volume affronta lo spopolamento dei centri minori, un evoluzione oramai comune nella nostra odierna società.  

Milano, Italia.
Ci siamo resi conto che l’idea di Milano “città stato” sia anacronistica: qualsiasi metropoli da sola non è in grado di competere a livello globale senza fare sistema con l’intero Paese di cui fa parte. L’esempio delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 è chiaro, Milano è la punta di diamante di un mondo più ampio e complesso, da cui trae linfa e a cui deve restituire successo e visibilità” spiega Vincenzo Albanese, Founder e CEO di Sigest, alla presentazione di “Borghi Rinati Paesaggi abbandonati ed interventi di rigenerazione” a cura di Carlo Berizzi e Lucia Rocchelli, edito dalla casa editrice Il Poligrafo.

Il volume, che nasce da un’idea di Sigestplayer Real Estate, dalla necessità di comprendere le dinamiche in atto nel nostro territorio, per valorizzare e supportare le esperienze virtuose, ha preso forma grazie alla ricerca di AIM, Associazione Interessi Metropolitani, storica associazione culturale milanese.

Borghi rinati” affronta lo spopolamento dei centri minori, attraverso una diversificata selezione di casi studio, identifica le azioni di difesa dall’abbandono messe in pratica in alcuni piccoli centri, e al contempo studia gli interventi che hanno innestato nuova vita nei borghi già spenti. Quella delle piccole città è infatti un’Italia in cui vivono 10 milioni e mezzo di cittadini e che rappresenta oltre il 55% del territorio nazionale, dove sono situate zone di pregio naturalistico, parchi e aree protette. Il volume contiene anche un dialogo tra gli autori e l’architetto Mario Cucinella, da diversi anni attivo nella mappatura dei progetti di riuso del patrimonio minore italiano.

È importante comprendere come gli stessi cambiamenti che portano alla crisi dei micro sistemi urbani contengano spesso gli elementi propulsori per una nuova rinascita – continua Albanese –. Le nuove tecnologie digitali, per esempio, offrono infinite modalità di vivere, lavorare e di abitare, consentendo di immaginare soluzioni innovative per il recupero e la rivitalizzazione delle piccole realtà. Siamo ben consapevoli che la tecnologia sia soltanto uno degli strumenti che consente di realizzare progetti straordinari, ma essa è fondamentale, ed esempi vincenti lo testimoniano“.

Alla tavola rotonda, cui hanno presenziato il giornalista Luca De Biase, Davide Scarantino, Founder e Direttore commerciale di Italianway e Marzia Morena, docente del Politecnico di Milano, è stato messo in risalto che un territorio fragile va valorizzato, supportato e promosso, anche attraverso una crescente consapevolezza dello straordinario patrimonio urbanistico- ambientale che rappresenta.

Se da un lato il fenomeno della crescita delle aree urbane sembra destinato ad aumentare nei prossimi decenni, dall’altro i centri minori presentano ancora oggi una serie di valori che le più avanzate città metropolitane perseguono a fatica con investimenti importanti e attuabili nel tempo – commenta Carlo Berizzi, Presidente AIM –. La vita nei borghi rigenerati può infatti rappresentare da subito un’alternativa all’abitare in città, promuovendo un modello slow da contrapporre allo stress della città globale, un uso sostenibile delle risorse locali contro la forza energivora delle metropoli, un’interdipendenza tra produzione agro-silvo-pastorale e cura del territorio, contro dissesti idrogeologici e impoverimento dei suoli, uno stile di vita socialmente condiviso e sano contrapposto alla solitudine globale e ai rischi per la salute della cultura urbana”.
Luciano Riella